margherita agnelli john elkann collezione opere arte quadri stellantis

MARGHERITA AGNELLI ATTACCA AL CUORE L'IMPERO DI FAMIGLIA – LA FIGLIA DELL'AVVOCATO CHIEDE CONTO A FCA E A STELLANTIS DELLA “SCOMPARSA DI OPERE D’ARTE DI SUA PROPRIETÀ”: VUOLE SAPERE PERCHE’ SONO STATI RITROVATI QUADRI IN UN CAVEAU DEL CENTRO CONGRESSI DEL LINGOTTO – UN GESTO CLAMOROSO CHE COINVOLGE LA MULTINAZIONALE DI CUI È PRESIDENTE IL PRIMOGENITO, JOHN ELKANN, NELLA BATTAGLIA LEGALE ATTORNO ALL’EREDITÀ DI MARELLA CARACCIOLO - LA MOSSA RIGUARDA LA “COLLEZIONE AGNELLI”, OVVERO 636 OPERE IL CUI VALORE SUPEREREBBE IL MILIARDO DI EURO… – L’INCHIESTA DI REPORT

 

Estratto dell’articolo di Ettore Boffano per www.ilfattoquotidiano.it

 

john elkann margherita agnelli

È l’attacco all’impero degli Elkann. Con una lettera del suo legale Dario Trevisan, spedita questa mattina con raccomandata postale e con una “pec”, Margherita Agnelli de Pahlen chiede infatti a Fca Partecipazioni Spa, a Stellantis Europe Spa (il braccio italiano del colosso automobilistico) e alla capogruppo olandese Stellantis NV (quotata alla Borsa di New York e su Euronext Milan ed Euronext Paris) di avere notizie “in relazione alla scomparsa di opere d’arte di sua proprietà”.

 

Un gesto clamoroso, perché coinvolge la multinazionale (nata dall’accordo che ha inglobato Fca-Fiat in Peugeot) di cui è presidente il primogenito della figlia di Gianni Agnelli, John Elkann, e perché si inserisce nella battaglia legale (penale e civile) attorno all’eredità di Marella Caracciolo, vedova dell’Avvocato, e – indirettamente – a quella del “Signor Fiat” scomparso 21 anni fa, il 24 gennaio 2003. […]

 

MARGHERITA AGNELLI

In particolare, la nuova mossa di Margherita riguarda uno dei capitoli della contesa ereditaria: la Collezione Agnelli, una straordinaria raccolta di almeno 636 opere il cui valore supererebbe il miliardo di euro. Due anni fa, la figlia dell’Avvocato aveva presentato una denuncia alla Procura di Milano, contestando la scomparsa di 13 quadri che erano esposti in tre dimore di Gianni Agnelli, la residenza di Villar Perosa, Villa Frescot a Torino e l’attico di Palazzo Albertini-Carandini a Roma, in piazza del Quirinale.

 

Il 23 febbraio 2019, alla morte della madre Marella che aveva l’usufrutto di quelle dimore, Margherita era entrata nella piena proprietà degli immobili, contestando però l’assenza di alcune opere d’arte.

 

JOHN ELKANN E MARGHERITA AGNELLI

Adesso, chiede informazioni proprio alle tre società del Gruppo Stellantis su tale circostanza, “ripetutamente riportata dagli organi di comunicazione”, e con particolare riferimento a cinque quadri: La Chambre di Balthus, il Pho Xai (figlio del secondo ambasciatore siamese Phra Naval) di Jean-Leon Gerome, il Glaçons, Effect blanc di Claude Monet, La scala degli addii di Giacomo Balla e Misteri e malinconia di una strada di Giorgio de Chirico.

 

L’avvocato Trevisan spiega nella lettera che, nell’ambito dell’inchiesta penale della Procura di Torino nella quale sono indagati per reati fiscali e truffa ai danni dello Stato John Elkann, i suoi fratelli Lapo e Ginevra, il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e il notaio svizzero Urs von Grünigen (esecutore testamentario e amministratore dei beni ereditari di Marella Caracciolo), “sono stati rivenuti gli originali di alcune delle opere d’arte sopra menzionate di proprietà di Margherita Agnelli” e che si è appreso che “il luogo del ritrovamento” si trova presso la sede “di Fca Partecipazioni – Centro Congressi Lingotto”, nella storica ex fabbrica della Fiat a Torino. […]

 

margherita agnelli 100 minuti la7

A questo punto, ecco la richiesta esplicita: “Riservandoci di adottare le misure che riterremo opportune, nei confronti di Fca Partecipazioni e dei suoi organi e/o della sua controllante Stellantis Europe e/ della capogruppo Stellantis NV (di cui è presidente John Elkann) e che svolge su di esse attività di direzione e coordinamento, vi chiediamo sin da ora di fornire documentazione relativa al titolo in base al quale Fca Partecipazioni detenga opere d’arte e beni di terzi, compresi gli originali di alcune di quelle di proprietà di Margherita Agnelli oggetto di sparizione”.

 

margherita agnelli a gstaad

Un colpo di scena, dunque, nella complessa e controversa vicenda della Collezione Agnelli, oggi al centro delle indagini sia della Procura di Milano che di quella di Torino: con versioni e accertamenti in parte divergenti.

 

Infatti, secondo un’annotazione della Guardia di Finanza di Milano, consegnata due settimane fa al procuratore aggiunto di quella città, Eugenio Fusco, i 13 quadri indicati da Margherita non sarebbero stati sottratti dalle dimore italiane della dinastia, ma sarebbero stati donati dalla nonna Marella ai tre nipoti John, Lapo e Ginevra Elkann e ora sarebbero “rintracciati e rintracciabili” in parte nel caveau del Lingotto e in parte in Svizzera.

 

Molto diverso, invece, ciò che emergerebbe dall’inchiesta della Procura e della Guardia di Finanza di Torino, avviata dopo un esposto di Margherita contro i tre figli.

 

Un fascicolo […] che ha portato i pm torinesi a indagare i tre Elkann per i presunti “raggiri e artifizi” messi in opera al fine di costruire una “inesistente residenza svizzera” della nonna. Per escludere, sostengono i pm, dall’eredità la madre Margherita e per non pagare la tassa di successione in Italia.

 

the stairway of farewells giacomo balla

Nei sequestri effettuati lo scorso 8 febbraio, i finanzieri avevano visitato anche il caveau del Lingotto. Il Fatto Quotidiano e gli inviati di Report, in un’inchiesta giornalistica condotta tra Torino, Roma, e la Svizzera, hanno ricostruito però che gli inquirenti torinesi hanno rinvenuto al Lingotto solo due originali, La Chambre di Balthus e il Pho Xai di Gerome, e invece tre copie di modesto valore di altrettanti capolavori: il Glaçons di Monet, La scala di Balla e il Mistero e malinconia di De Chirico.

 

Ma dove sono gli originali? Secondo gli Elkann, che hanno risposto a una richiesta di informazioni avanzata da Vittorio Sgarbi quando era ancora sottosegretario ai Beni Culturali e dopo un accesso agli atti di Report al ministero, sarebbero sempre stati a Sant Moritz, nella villa svizzera “Chesa Alcyon” dell’Avvocato.

 

MARGHERITA AGNELLI JOHN ELKANN - ILLUSTRAZIONE DEL FATTO QUOTIDIANO

[…]  Margherita Agnelli ribadisce comunque che le opere le sono state sottratte e che, eventualmente, chiederà anche la nullità della presunta donazione ai figli. Di qui la nuova mossa che, implicitamente, informa in via ufficiale dell’indagine penale, che coinvolge John Elkann (il presidente della società), sia i vertici di Stellantis NV, sia l’organo di vigilanza della Borsa olandese, l’AFM, cui l’avvocato Trevisan chiede di trasmettere, “per quanto di sua competenza”, la “tempestiva risposta” sulla presenza di alcuni quadri nel caveau del Lingotto.

 

Un collegamento, quello tra le varie cariche sociali rivestite da John Elkann nelle articolazioni dell’impero Exor e le inchieste penali italiane, che aveva già fatto capolino in un’altra recente lettera di Trevisan per conto della sua cliente. Quella inviata alla giornalista statunitense Jennifer Clark che, nel suo libro “L’Ultima Dinastia”, in relazione al ruolo di guida di Elkann nella società semplice “Dicembre” (la “cassaforte” di famiglia che gli assicura la primazia in Exor), aveva parlato di un documento del 1999, firmato anche dalla madre Margherita, “che blinda il controllo di Dicembre… John non perderà mai il potere decisionale”.

 

john elkann margherita agnelli

Diverso, invece, il parere del legale della figlia dell’Avvocato che, nella su precisazione, aveva commentato: “Qualora un amministratore di società semplice venisse condannato per reati fiscali, potrebbe essergli comminata anche l’interdizione da 6 mesi a 3 anni, con conseguente nomina di un nuovo amministratore”.

JOHN ELKANN CON LA MADRE MARGHERITA AGNELLI AL SUO MATRIMONIO CON LAVINIA BORROMEO margherita agnellistudy for a pope iii e iv francis baconMARGHERITA AGNELLIMARGHERITA AGNELLI E JOHN ELKANNMARGHERITA AGNELLI E MARELLA CARACCIOLOpho xai jean leon geromeMARELLA CARACCIOLO IN AEREO CON MARGHERITA, EDOARDO E DI SPALLE GIANNI AGNELLI glacons, effet blanc claude monetmistery and melancholy of a street giorgio de chiriconudo di profilo balthusmargherita agnelli

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…