sergio costa bonus bici monopattino mobilita

MAYDAY, CLIC DAY! – LA FOLLE GIORNATA DEL BONUS MOBILITÀ FINALMENTE È TERMINATA, INSIEME AI 215 MILIONI STANZIATI PER GLI INCENTIVI ALL’ACQUISTO DI BICI E MONOPATTINI – COME CI ASPETTAVAMO, È STATO UN DELIRIO, TRA SERVER IN SOVRACCARICO, SPID CHE NON FUNZIONA E IL MINISTRO COSTA CHE STRAPARLA: “L’HO DETTO SPESSO CHE NON È UN CLIC DAY, C’È UNA DATA, C’È STATA ANSIA DI ARRIVARE PRIMA” (PER FORZA, CHI ARRIVAVA DOPO NON PRENDEVA IL BUONO

 

 

 

Massimiliano Jattoni Dall’Asén per www.corriere.it

 

sergio costa

Ci sono volute 24 ore, tra lunghe, chilometriche file virtuali e una gimkana tra ostacoli tecnologici (dalla piattaforma predisposta dal ministero dell’Ambiente in down dopo pochi secondi dall’avvio allo Spid delle Poste che non funzionava).

 

Ma alla fine il «bonus mobilità» (per tutti ormai più famigliarmente «bonus bici») è arrivato nelle mani di circa 600 mila utenti, tra coloro che hanno acquistato (o sono intenzionati a farlo) biciclette, anche a pedalata assistita, o veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica come monopattini, hoverboard e segway.

 

coda per il clic day del bonus mobilita 1

Alle 10 del giorno dopo il click day del 3 novembre, sul sito www.buonomobilita.it una scritta annuncia che è esaurita la dotazione di 215 milioni di risorse del “Programma sperimentale buono mobilità” per l’anno 2020. Ora, al Ministero dell’Ambiente tocca il compito di reperire ulteriori risorse se vuole riuscire a soddisfare tutti coloro rimasti esclusi e ai quali sta chiedendo di “conservare i relativi documenti contabili” in attesa di nuovi fondi.

 

Piattaforma ripristinata

Terminano così 24 ore che al ministero dell’Ambiente devono essere sembrate giorni. Con un incidente dietro l’altro. A partire dall’avvio disastroso, con il sito in tilt ancora prima dell’ora “X” (le 9 del mattino), quando è stato preso d’assalto da decine di migliaia di utenti.

BONUS MOBILITA - CLIC DAY

 

Poi, appena la piattaforma viene ripristinata (alle 10 del mattino sono già oltre 250 mila le persone che attendono di entrare nell’area riservata con le credenziali Spid), si scopre che proprio l’identità digitale necessaria per registrarsi, se fatta con Poste Italiane (il 90% degli utenti), non funziona. I codici per il login non vengono riconosciuti e bisogna rimettersi in fila, trovandosi davanti altre 500 mila persone.

 

Il ministro Costa è chiamato a difendersi: «Io mi sono sperticato per dire: non entrate tutti nello stesso giorno e alla stessa ora», spiega. «L’ho detto spesso che non è un click day, c’è una data, fino al 31 dicembre a mezzanotte si può fare, le risorse ci sono, ma c’è stata ansia di arrivare prima».

coda per il clic day del bonus mobilita

 

«Tutti coloro che hanno una fattura saranno rimborsati»

E se in pubblico ostenta aplomb, è al telefono che il ministro lancia i suoi strali ai vertici della Sogei, la società del ministero dell’Economia che gestisce il sito web per l’erogazione del bonus mobilità, e a chi ha in mano lo Spid di Poste. Intanto, tramite i giornalisti, continua a rassicurare l’utenza: «La partenza è stata in salita, come registrato, ma il portale sta funzionando, seppure lentamente. Io invito tutti a entrare nel sistema anche con calma, anche nei prossimi giorni, perché abbiamo appostato altri fondi ad hoc in legge di Stabilità e assicuro che tutti coloro che hanno una fattura o uno scontrino parlante al 2 novembre saranno rimborsati».

 

SERGIO COSTA IN LAVANDERIA

Le accuse delle opposizioni

Naturalmente, l’opposizione non si è fatta attendere e il ministro Costa viene sommerso da dichiarazioni di fuoco in cui si chiedono le sue dimissioni. «Io non gradisco il click day», risponde in serata il ministro. «Lascio fare a ciascuno il suo mestiere anche se, a questo punto, mi prendo la responsabilità dell’inciampo. La risposta dei cittadini è stata significativa: ci aspettavamo 10-20 click al secondo, ne sono arrivati 50 e comunque 100 mila persone alle 18 sono state soddisfatte». Sedici ore dopo sono circa 600 mila.

IL MONOPATTINO CONFISCATO A MONCALIERIMONOPATTINO MILANOBONUS MOBILITA - SITO IN CRASH

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)