angela missoni

MISSONI, SI CAMBIA! – TERZA SVOLTA NEL MARCHIO CREATO DA OTTAVIO E ROSITA MISSONI: DOPO 24 ANNI LA FIGLIA ANGELA LASCIA LA DIREZIONE CREATIVA PER DIVENTARE PRESIDENTE DELLA SOCIETÀ E PASSA IL TESTIMONE A ALBERTO CALIRI, IL DESIGNER CHE LA AFFIANCA DA ANNI – L’AZIENDA, CHE HA COME SOCIO ISTITUZIONALE FSI, SMENTISCE LE VOCI DI UNA POSSIBILE VENDITA E PUNTA AL MERCATO CINESE…

Maria Silvia Sacchi per il "Corriere della Sera"

 

ottavio e rosita missoni 9

Come avevano fatto Ottavio e Rosita Missoni, i fondatori, passando il testimone ai figli, così adesso è la figlia Angela Missoni a decidere di fare un passo indietro: dopo 24 anni, lascia la direzione creativa dello storico marchio di moda italiana per dedicarsi al ruolo di presidente della società. È il passaggio che segna l' inizio di una fase nuova, la terza, per il brand nato quasi settant' anni fa in provincia di Varese. La pandemia ha accelerato le riflessioni in corso in tutte le aziende, a qualunque settore esse appartengano. E nella moda e nel lusso, che rappresentano uno dei fondamenti dell' economia italiana, i cambiamenti in corso sono molti.

angela missoni 1

 

In questi anni Angela Missoni ha assolto a un compito non semplice come è quello di mantenere, rinnovandolo, lo stile dei fondatori. E l' azienda ha saputo superare un momento doloroso come la scomparsa, in un incidente, di Vittorio, il primogenito di Ottavio e Rosita, l' uomo dell' equilibrio familiare, seguita poco dopo da quella dello stesso fondatore.

 

«Oggi la Missoni è un' azienda che ha una grande solidità e una profonda armonia tra azionisti e manager», dice Livio Proli, l' amministratore delegato arrivato un anno fa, nel pieno dell' emergenza sanitaria. Angela Missoni lascia lo stile nelle mani di Alberto Caliri, il designer che la affianca da anni. «Intendiamo garantire la continuità - dice Proli, a lungo direttore generale di Armani -. Già da gennaio Alberto ha preso in mano la collezione e vedremo la sua interpretazione».

margherita missoni e alberto caliri

 

L' azienda fa capo alla famiglia fondatrice - Angela, il fratello Luca e gli eredi di Vittorio (Ottavio, Giacomo e Marco), oltre alla capostipite Rosita - e ha come socio istituzionale Fsi. Nelle scorse settimane è stato approvato il nuovo piano strategico 2021-2025 che punta su un rafforzamento nel segmento lusso, con l' allargamento della gamma di prodotti anche agli accessori; sul digitale, con un maggior peso dell' e-commerce, e la sostenibilità; e sull' espansione geografica. Ed è qui che cresce lo spazio della terza generazione Missoni.

 

Ottavio si occuperà di sostenibilità, mentre il fratello Giacomo andrà a guidare Missoni negli Stati Uniti, un mercato rilevante per la maison. In Cina invece - che oggi rappresenta quasi la metà degli acquisti mondiali di beni di lusso - il marchio finora non è stato presente: a gennaio è stata aperta una filiale, guidata da Paolo Santelli, e nell' ultimo trimestre dell' anno sarà inaugurato il primo negozio a Shanghai. Nel piano c' è, infine, un quarto elemento ed è la formazione: nella sede storica di Sumirago (Varese) sarà aperto un Missoni Lab per il quale sono in fase di selezione cinque giovani designer.

 

missoni 4

Su questo fronte è impegnato Luca Missoni (insieme alla responsabile risorse umane Tiziana Rosato) che da sempre segue l' imponente archivio storico della maison. Intanto, è stata individuata nel centro di Milano una nuova sede istituzionale.

Quando Proli parla di armonia tra azionisti e management intende anche riferirsi alla nuova governance , ovvero alle regole che guidano una società. Non tutti gli azionisti Missoni lavorano in azienda ed è noto che mantenere l' unità con il passaggio delle generazioni non è facile. Per questo è stato istituito due volte l' anno un incontro tra tutto il management (che è stato in gran parte rinnovato durante l' ultimo anno) e la famiglia.

 

angela missoni

Eppure, tante volte si è detto che Missoni sarebbe stata venduta, che fosse troppo piccola per restare da sola. Voci sempre smentite, anche oggi da Proli. «Abbiamo un patrimonio netto di 80 milioni e abbiamo fatto "provvista finanziaria" per tempo. Questo ci ha permesso di reagire alla pandemia e di pensare al futuro».

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