covid bulgaria

IL MONDO ALLA ROVESCIA DELLA BULGARIA: A SOFIA E DINTORNI SONO I "SI' VAX" A DOVER GIUSTIFICARE LA LORO SCELTA: SOLO IL 22% DELLA POPOLAZIONE SI E' VACCINATO CON LA DOPPIA DOSE - NON E' SERVITA NEANCHE LA RIFFA A CONVINCERE I CITTADINI, CHE HANNO PERSO LA FIDUCIA NELLA CLASSE POLITICA - IL 40% DEI BULGARI CREDE CHE IL VIRUS SIA L'ARMA DI UN COMPLOTTO DELLE CASE FARMACEUTICHE...

Fabio Tonacci per la Repubblica
 

vaccinazioni bulgaria 4

La Bulgaria che si vuole vaccinare è in fila su un tappeto di foglie di tiglio. Una quarantina di persone aspetta da un'ora e mezzo di essere chiamata per la puntura, nel parcheggio alberato della Casa della cultura Iskar, uno degli hub della capitale. Non sono tante, ma ad ottobre, prima che il debole governo provvisorio del generale Janev si decidesse a rendere obbligatorio il Green Pass nei locali pubblici, erano anche di meno.
 

vaccinazioni bulgaria 3

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Sono i Sì Vax, qui, quelli che si sentono in dovere di giustificare la propria scelta. Una minoranza timida che nel resto d'Europa è maggioranza. Solo il 22% della popolazione si è immunizzato con la doppia dose. Per convincere la gente, il governo bulgaro ha addirittura lanciato una riffa: chi si vaccina partecipa a un concorso e può vincere uno smartwatch o un tablet. La misura della disperazione.
 

vaccinazioni bulgaria 2

Che nemmeno funziona, poi: la media attuale è di 15.200 somministrazioni quotidiane. Vuol dire che di questo passo la Bulgaria (sette milioni di cittadini) raggiungerà l'immunità di gregge a gennaio. Del 2023. A settembre il contatore procedeva ancor più lentamente, nell'arco del mese è stato fatto lo stesso numero di dosi che allora in Italia si faceva in un giorno solo. Questo clamoroso ritardo relega la Bulgaria in fondo alla classifica delle immunizzazioni e in cima a quella dei morti da Covid, ma sembra essere un non problema.
 

vaccinazioni bulgaria 1

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no vax bulgaria 5

Indagare sull'epidemia di scetticismo che ha contagiato la Bulgaria non è un esercizio banale. Le opinioni che si raccolgono al Parco Druzhba, zona residenziale, sono varie ma conducono allo stesso approdo, ossia la sfiducia nella classe politica, mescolata al retaggio del vecchio sistema comunista. Dice, dunque, Sarah la contabile: «Durante la pandemia i nostri governanti ci hanno confuso, un giorno ci dicevano di vaccinarci, il giorno dopo che non era più necessario».
 

aeroporto di sofia bulgaria

Poco più indietro nella fila ecco Radomir, 46 anni, veterano militare. «I bulgari sono vittime di un bombardamento di fake news su Facebook senza precedenti, e il governo non fa niente per contrastare le falsità. Nessun tipo di campagna promozionale pro vaccini. Così adesso abbiamo chi pensa che nelle fiale mettano i microchip».
 
Secondo un sondaggio di Trend, il 40 per cento dei bulgari crede che il virus sia l'arma di un complotto delle case farmaceutiche, il 33 per cento che il Covid sia poco più di un'influenza, il 16 per cento che il vaccino contenga i microchip.
 
Ancora Radomir: «I miei amici soldati non vogliono fornire i propri dati sensibili perché hanno paura di essere spiati come ai tempi del regime comunista». George, 26 anni, seduto su una panchina con la figlia nel passeggino: «Non crediamo più nelle istituzioni, neanche in quelle che si occupano della salute pubblica. Il governo di centrodestra di Borisov è stato al potere per undici anni, poi è stato travolto dalla corruzione».
 

sofia bulgaria

La politica è più vicina di quanto pensino. In fondo alla fila c'è il banchetto elettorale che fa volantinaggio per Kiril Petkov, il ministro dell'Economia. Il 14 novembre in Bulgaria si vota per la terza volta in un anno perché da quando si è dimesso Borisov a marzo non è stata trovata una maggioranza in parlamento. Il Paese è in mano a un governo tecnico che, secondo gli analisti, ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare nella gestione della pandemia.
 

parlamento bulgaro

«Non hanno avuto la forza di imporre misure drastiche - spiega Pino Cerciello, imprenditore italiano che ha un'azienda di abiti da lavoro poco fuori Sofia - temevano di scontentare i sostenitori in vista delle urne, il lockdown qui è stato una barzelletta». Il governo ha perso almeno otto mesi incagliato nella stagione pre-elettorale. Nessuno dei grandi leader politici si è fatto fotografare mentre si vaccinava, la categoria dei dottori e degli infermieri è stata lasciata senza direttive, con la conseguenza che il 40 per cento dei medici di base è No Vax. E il ministero della Sanità ora è costretto a donare e vendere interi stock inutilizzati di AstraZeneca e Pfizer perché stanno scadendo. 

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