piazza san marco venezia arrigo cipriani

MORTE A VENEZIA – PRIMA SOMMERSA E ORA ABBANDONATA: LA CITTÀ VUOTA SARÀ PURE BELLISSIMA, MA STA MORENDO - SENZA I TURISTI SI RISCHIA IL CRAC – IL PATRON DELL’HARRY’S BAR ARRIGO CIPRIANI: “USCIREMO CON FABBRICHE CON PRODUZIONE DIMEZZATA, CON IL MONDO DEL SUPERFLUO SEMI DISTRUTTO, CON MUTUI INESIGIBILI E MOLTI FALLIMENTI. ALLE DUE EFFIMERE LAGARDE E URSULA, DIREI DI…”

 

 

 

 

1 - LETTERA DI ARRIGO CIPRIANI A “LA NUOVA VENEZIA”

 

arrigo cipriani harry's bar 2

Caro Direttore,

 

ti scrivo perché nel giorno del mio 88mo compleanno non posso più stare zitto sul modo e sul come sta andando e, sembra, verrà organizzato il mondo del futuro. Seguo con grande rabbia i timidi tentativi che i nostri politici fanno per convincere l’Europa a farci l’elemosina. Si stanno presentando come mendicanti “decubito proni”.

 

arrigo cipriani harry's bar 1

Sento Prodi ed altri dire: “Ma insomma come si fa a rinunciare ai miliardi del Mes!”.  embrano dimenticare che gran parte dei miliardi che sono stati versati li abbiamo messi noi e poi il Mes non è a fondo perduto, ma è un prestito. Ma non è tanto questo che mi da fastidio. Io penso che la lezione di questa pandemia sia quella di farci riflettere sulla dimenticata dimensione immateriale. La pandemia ci dice che nello spazio di sei mesi, grandemente aiutata dall’altissimo livello di paura seminato dai media nel mondo, è capace di distruggere e creare grandi ferite ad una società costruita sulla demenza dei social e sulla finanza.

 

venezia in quarantena 83

E ogni lezione dovrebbe far riflettere sullo scopo per il quale è stata concepita. E anche se non è stata concepita. Da questa esperienza usciremo con fabbriche con produzione dimezzata, con il mondo del superfluo semi distrutto, con forze di lavoro dimezzate, con mutui inesigibili, e molti fallimenti.

 

Malgrado questo incontrovertibile risultato il mondo della finanza continuerà la sua opera di smantellamento delle minoranze debitrici per rafforzare quelle creditrici. Cioè lezione zero. In questi giorni ho avuto il privilegio di vedere la mia città nuda come una vergine senza veli. E il racconto dei marmi e delle pietre vuoti mi hanno parlato del valore della immaterialità.

coronavirus, acqua pulita a venezia 2

 

Il mutismo, perfino quello dell’acqua, mi ha descritto una dimensione che parla di mille anni di storia vissuta da uomini che avevano grande voglia e forza di vivere. E il risultato è ancora qui che ne parla. Un grande esempio del contrario è Marghera, che in pochi anni ha visto l’ascesa e la distruzione di un mondo che era stato voluto solo dal guadagno. Sono ora patetici i tentativi degli uomini ideologici di appiccicarle una patente culturale.

 

coronavirus, una medusa nei canali di venezia

Tornando all’Italia, alle due effimere Lagarde Banconota e Ursula Antianidride, direi: Noi siamo l’Italia, noi siamo il paese dell’Immateriale, dell’intangibile dove tutto è stato creato senza uno straccio di preventivo che non fosse quello dell’intelligenza, della cultura, del profondo desiderio del bello, dalla grande voglia di lasciare la Magia a quelli che verranno dopo di noi.

venezia in quarantena 2

 

Poi, di fronte alla risposta di chi non riesce a comprendere direi:

venezia

“Carissime, l’Inghilterra, che tra l’altro è l’unico paese europeo che ha davvero vinto la Seconda guerra mondiale e l’Italia, se ne vanno, e se ce ne andiamo noi, voi avete finito la vostra corsa”. Ti scrivo, caro Direttore, anche perché noto il silenzio dei nostri intellettuali, se ce ne fosse ancora qualcuno che non sia ideologizzato, e dei quali non leggo la voce.

arrigo cipriani harry's bar

Ecco caro Direttore, per questo, anche a 88 anni e se mi passi la provocazione, io prenderei il fucile.

 

Arrigo Cipriani

 

2 - L'ULTIMA ORA DI VENEZIA. PRIMA SOMMERSA E POI ABBANDONATA GIÀ PERSO UN MILIARDO, ORA È RISCHIO CRAC

Giampaolo Visetti per “la Repubblica”

venezia in quarantena 54

 

Nemmeno i vecchi ricordavano più i rumori di Venezia. Quello dell' acqua che sbatte nei rii. Il vento che bussa ai giardini segreti dei palazzi. Prima solo gabbiani e colombi: adesso tra i canali fermi si sentono anche le cince. Il silenzio assoluto erano invece i turisti. Un fragore indistinto, che aveva tappato gli orecchi di tutti.

 

sanificazione veneziaacqua alta a venezia 19

«Finalmente - dice Arrigo Cipriani - rivedo quanto sia vasta questa città. Il bacino di San Marco, i ponti degli Schiavoni: prima sembravano stretti, ora rivelano la loro ampiezza. Il problema però non è il vuoto: finita la pandemia, sarà restituire a Venezia l' anima originaria».

 

Il patron dell' Harry' s Bar compie 88 anni e parla nel suo ristorante deserto. Simbolo della città, dal 1931 aveva sospeso il servizio solo tra il 1943 e il '45, requisito dai fascisti, e nel primo giorno dell' alluvione del 1966. «A metà marzo - dice Cipriani - ho chiuso invece la porta senza sapere quando la riaprirò. Se le condizioni per la sicurezza non cambiano, un locale che ambisce alla cultura dello stile non può ricominciare. Senza lavoro, incombe una crisi sociale che l' uomo non ha mai conosciuto ».

Sanificazione a Venezia

 

acqua alta a venezia 31

Venezia è il campo base di chi vuole vedere e capire il mondo. Qui la catastrofe non è cominciata con il coronavirus. La notte del 12 novembre è stata sommersa dall' acqua alta. Le maree da record sono durate due settimane.

 

Da sei mesi la paura, dell' acqua e del virus, ha azzerato i turisti. Chiusi musei, chiese, teatri, alberghi, ristoranti e negozi. Calli e campi sono vuoti. Murati in casa gli abitanti, ridotti da 180 mila e meno di 52 mila. «La tragedia di Venezia - dice Giovanni Pelizzato, terza generazione di librai alla Toletta - oggi è questa. Negli altri luoghi del mondo la gente non esce, ma c' è.

 

venezia in quarantena 55

Qui invece non c' è più: se togli i turisti, rimangono le pietre. Il contagio rivela l' orrore di un modello fallito. In mano agli estranei la città scoppia, ma senza di loro è priva di energie proprie e non sa come rinascere ». In laguna tutti mangiano grazie al turismo internazionale.

 

Prima della mareggiata e del virus l' assalto era tale che per non soffocare si ipotizzavano numero chiuso, biglietto e prenotazione. Adesso l' incubo è invece chiudere per assenza di arrivi. Già perso oltre un miliardo.

 

«Abbiamo l' ultima occasione - dice Saverio Pàstor, remèr e forcolaio a San Gregorio - per evitare la fine della città. A patto di ripartire dall' acqua, che non è un fastidio da allontanare. Venezia non ha repliche, resta lenta e dominata dalla natura: è il modello che può salvare la vita sulla terra». Senza turisti e senza lavoro però incombe il crac. Il buco del Comune supera i 300 milioni. Il 40 per cento delle corse dei vaporetti è a rischio. I soldi per scuole, anziani, rifiuti, manutenzione di musei e chiese non bastano più. L' acqua alta ha fatto scattare l' allarme, ma il virus suona davvero una marcia funebre. Decine di artigiani non riapriranno. «Servivo 42 ristoranti e alberghi - dice Antonio Barozzi, panettiere da quarant' anni - adesso mi resta un solo cliente. I veneziani assistono all' agonia della città. È tutto in vendita: gruppi stranieri e criminalità saranno presto i padroni dell' ex Serenissima».

cigni a venezia 1venezia in quarantena 21

Covid-19 ha imposto uno stop globale. Dopo due mesi ovunque si freme per ricominciare la vita di prima. Qui invece si teme che ciò possa accadere. Impossibile reggere l' urto sanitario di milioni di turisti ammassati sui vaporetti e nelle calli, accampati sui ponti.

 

«Il dramma - dice Fabio Caregnato, storico venditore di frutta e verdure sulla barca al Ponte dei Pugni - è aver accettato un sistema che sta in piedi solo se è umanamente insostenibile. Tornare indietro e restituire Venezia a chi ci vive, dopo il coronavirus non è più un' opzione. È la condizione per sopravvivere. A condizione di chiarire subito le idee sulle cose da fare». I sopravvissuti, lo sanno. Le case non possono più essere alberghi clandestini e bed&breakfast sfruttati dal monopolio delle immobiliari. Il lavoro qualificato non può più essere trasferito in blocco sulla terraferma.

venezia in quarantena 86acqua alta a venezia 35

«Il giorno in cui Venezia ha chiuso per virus - dice Cipriani - resterà indimenticabile. Studenti, camerieri, cuochi e commessi in fuga.

 

Questione di ore e un po' di vita è rimasta solo a Castello, a Santa Marta e a San Giobbe. Il resto, un deserto. Quando ero bambino la città somigliava a una casa, le calli erano i corridoi e i campi i salotti.

 

Siamo stati una comunità, si viveva ovunque e insieme. Sono gli esseri umani la leva spirituale che permette di superare gli snodi cruciali. Per la prima volta Venezia e la laguna oggi si rendono conto che i soldi non bastano: senza i loro abitanti sono al capolinea». Centinaia, in tutti i sestieri, gli annunci «cedesi attività». In rotta anche commercianti cinesi e cuochi indiani.

 

Fermi gondolieri, motoscafi e barchini. «Chi decide - dice Pàstor - non conosce l' eccezionalità veneziana. Canali e laguna sono le nostre strade. Bloccare le barche equivale a fermare le auto nel resto del Paese. Nessuno si è sognato di farlo perché non serve a contrastare il contagio. A Venezia invece è stato chiuso anche il mare: si capisce dai dettagli quanto è necessario riunire le più complete intelligenze del pianeta per evitare che la città, abbandonata alle scosse della crisi e all' ignoranza, non superi la polmonite».

 

cigni a venezia

Molti, senza aspettare, si sono rimboccati le maniche. I giovani consegnano a domicilio spesa e pasti agli anziani. Giovanni Pelizzato porta personalmente i libri nelle case dei lettori. «Nove su dieci - dice - vogliono romanzi: crollata la saggistica. Sconvolti dalla paura del futuro, i veneziani si rifugiano nei sogni.

 

Virus e spopolamento sono le due facce della stessa medaglia. Nel Seicento, dopo la peste, per non estinguersi Venezia importò persone dalla Dalmazia. Anche oggi ci salviamo se nelle case tornano i bambini, che inventano la felicità. I giovani non devono andarsene per trovare un lavoro appassionante ».

venezia in quarantena 87venezia in quarantena 23

La speranza è che il mondo possa ritornare a guardare la sua città più decisiva entro l' estate. Saltati eventi, festival e crociere, qui sarà passato quasi un anno dall' inizio dell' isolamento. Realistico pensare già al 2021. Venezia, dopo oltre settant' anni, rivede così gli occhi chiusi della povertà. Rimane la grande bellezza, una costante nostalgia: questa volta però, per evitare che l' epidemia cancelli anche il luogo senza il quale la civiltà dell' Occidente non ha una storia, non bastano.

i canali di venezia puliti durante la quarantena 1

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO