maglie il mostro cinese

IL MOSTRO CINESE – L’INTRODUZIONE DEL LIBRO DI MARIA GIOVANNA MAGLIE: “CHI DI NOI DOVESSE CREDERE CHE L’ESSERE STATA SBUGIARDATA COSÌ PALESEMENTE NELLE SUE RESPONSABILITÀ, MENZOGNE E INSABBIAMENTI, ABBIA MORTIFICATO LA CINA, COMMETTEREBBE L’ENNESIMO ERRORE FRA I TANTI CHE L’OCCIDENTE HA COLLEZIONATO NEI MESI DEL CORONAVIRUS – CHE IO, ALLA MANIERA DI DONALD TRUMP, CHIAMO IL VIRUS CINESE. L’UNIONE EUROPEA A GUIDA TEDESCA CONTINUA A DIRE CHE CON LA CINA SARÀ POSSIBILE IL BUSINESS AS USUAL E..."

maria giovanna maglie il mostro cinese

L'EBOOK DISPONIBILE DA DOMANI SUL SITO DELLA PIEMME E SU AMAZON

https://www.edizpiemme.it/libri/il-mostro-cinese#9788858524855

 

 

https://www.amazon.it/mostro-cinese-pandemia-MOLECOLE-presente-ebook/dp/B08BNGS5SP/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=il+mostro+cinese&qid=1593101247&sr=8-1

 

 

INTRODUZIONE DEL LIBRO "IL MOSTRO CINESE" DI MARIA GIOVANNA MAGLIE

 

Il mostro cinese e noi

Chi ha già ceduto. Chi intende affrontarlo

La Cina è colpevole. XI Jinping ha nascosto i tempi, i modi, la diffusione e la gravità del

mostro che ha finito col devastare la salute e l’economia del mondo intero, che ha

provocato lutto e dolore, che in Occidente ha colpito – per prima e nel modo più violento

– l’Italia […]

 

Oggi più di cento Paesi chiedono un’indagine internazionale, ma l’Italia sembra non

volere verità e giustizia per i nostri morti e per i danni incalcolabili provocati dalla

pandemia.

La Cina – non certo il suo popolo oppresso, perseguitato, fatto sparire quando tenta di

MARIA GIOVANNA MAGLIE

denunciare la verità – con il suo lo spietato regime comunista che coltiva progetti di

egemonia non solo nel continente asiatico ma anche in Occidente ha creduto e crede

ancora di poter sfruttare la condizione di debolezza in cui il mondo si trova per colpa del

virus.

 

La Cina per questo crimine dovrebbe essere chiamata dalle vittime, ovvero dai governi e

XI JINPING

dalla pubblica opinione mondiale, a pagare il prezzo che è giusto pagare, a sottoporsi a un giudizio nel quale finalmente affiori tutta la verità, o almeno una parte. Da questo siamo ancora molto lontani, per l’impudenza del regime comunista e per la debolezza, un vero e proprio sentimento di appeasement, dell’Occidente, al quale si oppone solo l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

 

L’Unione Europea a guida tedesca, infatti, continua a dire che con la Cina sarà possibile il business as usual; il mister Pesc di turno si azzarda a dichiarare che nessuna minaccia

militare economica può arrivare da Pechino. Gli Stati Uniti hanno invece invertito una

linea diplomatica che durava dai tempi di Richard Nixon. Ma i fronti sui quali è

impegnato il rapace e pericoloso progetto di egemonia di Xi Jinping sono molteplici: mai

stati tanti. […] Il regime comunista conta su una possibile vittoria del candidato

democratico Joe Biden a novembre perché Washington torni a una posizione di

cedevolezza.

 

maria giovanna maglie foto di bacco

Chi di noi, dunque, dovesse credere che l’essere stata sbugiardata così palesemente nelle sue responsabilità, menzogne e insabbiamenti, abbia mortificato la Cina, il suo regime comunista e il suo leader senza scrupoli, commetterebbe l’ennesimo errore fra i tanti che l’Occidente ha collezionato nei mesi del Coronavirus – che io, alla maniera di Donald Trump, chiamo il virus cinese.

 

Al contrario, la Cina non è mai stata così convinta di poter sostituire il suo modello a

quello dominante nel mondo […]; non è mai stata così convinta di poter speculare su un

declino che ritiene inevitabile delle democrazie occidentali e della potenza americana.

L’intera organizzazione di agenzie internazionali dell’ONU, capitanata dalla

xi jinping vota la nuova legge sulla sicurezza nazionale di hong kong

Organizzazione Mondiale della Sanità, in questa dolorosa vicenda ha mostrato complicità e debolezze che hanno dato manforte alle bugie cinesi. L’OMS ha giustificato tutte le scelte di Pechino, ha tardato a mandare ispettori, ha esitato a lungo prima di dichiarare lo stato di pandemia.

 

Solo all’inizio di giugno […] sono saltate fuori prove che addirittura fanno risalire

all’inizio di ottobre il primo picco di ricoverati per il virus negli ospedali di Wuhan.

Rivelazioni tardive, che, a mio parere, confermano e aggravano le prove di complicità.

maria giovanna maglie foto di bacco

L’Occidente tutto sembra preda di tendenze suicide che favoriscono il progetto cinese.

Appare paralizzato dai suoi complessi di colpa. Il culto del politically correct, l’antirazzismo militante e saccheggiatore che abbatte le statue degli eroi coinvolge in

realtà solo una minoranza tra militanti e mercenari. Ma è una minoranza che attraversa

ambienti molto influenti grazie al controllo esercitato su stampa e mezzi d’informazione.

 

L’Italia, la vittima numero uno del virus, è purtroppo un campione della debolezza,

conte di maio

persino complicità, verso la Cina. Quando parlo dell’Italia mi riferisco naturalmente al

suo attuale governo, nel quale gli amici del comunismo e del modello cinese sono

numerosi.

 

La costruzione di un diverso equilibrio geopolitico era in atto già da qualche tempo,

graziosamente soprannominato Via della Seta: accordi commerciali che favoriscono solo

la Cina e qualche amico dell’attuale governo.

L’Italia non è stata solo la vittima dell’ignoranza di un virus sconosciuto. […] La

sottovalutazione del problema è strettamente legata alla volontà di non scontentare il

maria giovanna maglie

regime e, quel che è peggio, si è alimentata di tentativi di speculazione politica. Ai

governatori di Lombardia e Veneto che chiedono chiusure immediate in via cautelativa, le autorità di Roma rispondono con accuse di sciacallaggio. […] Il governo italiano, con la stessa sicumera, ha poi deciso una chiusura totale del nostro Paese, sorta di arresti domiciliari imposti anche in zone nelle quali, obiettivamente, il virus non era arrivato, e nelle quali sarebbe stato doveroso e necessario mantenere in

funzione le attività economiche.

 

[…]

Un modello, quello scelto e seguito dal governo Conte, che non solo si è dimostrato

eccessivo, quasi a configurare un’azione di terrorismo psicologico e politico, ma non è

stato accompagnato da adeguate misure di contenimento del virus.

giuseppe conte conferenza stampa a villa pamphilj 4

Basti pensare che le mascherine protettive oggi propagandate come una panacea e una

garanzia di sicurezza imprescindibile, imposte freneticamente anche all’aria aperta, sono state a lungo dichiarate inutili. Forse perché le forniture tardavano ad arrivare, forse perché il fornitore unico, ovvero la Cina, ne spediva di vistosamente difettose. La stessa sorte tra il grottesco e il tragico hanno subito provvedimenti come i tamponi e i

tracciamenti. Terapie efficaci e poco costose come il plasma sono state inspiegabilmente

avversate.

 

Oggi che il pericolo del contagio si è decisamente e quasi naturalmente allontanato, oggi

che gli italiani sperano di poter tornare gradualmente a una vita normale, la stessa

inadeguatezza dimostrata durante l’emergenza sanitaria si rivela nella gestione

dell’emergenza economica del dopo virus cinese.

 

Il denaro che era necessario far affluire nelle casse delle imprese e delle famiglie italiane

non è arrivato, nonostante roboanti promesse, o è arrivato in quantità minime e a

condizioni onerose. Tasse, bollette, mutui, IVA, sono stati solo rinviati per accumularsi

pericolosamente invece di essere annullati, come è avvenuto nella maggior parte delle

Nazioni colpite dal virus cinese.

maria giovanna maglie

 

L’Unione Europea si è rivelata ancora una volta inadeguata nei tempi e nella qualità della

risposta, più interessata a porre condizioni tagliola, politiche ed economiche, che a

sostenere un Paese fondatore come l’Italia. […]

 

Una cosa è certa: se l’Italia non riprende a produrre, se non si fattura e non si lavora, e se la gente non può tornare rapidamente a scegliere da chi farsi governare, rischiamo di

giuseppe conte conferenza stampa a villa pamphilj 2

avere più morti per la crisi che per il virus.

Una situazione nazionale gravida di incognite in un quadro internazionale pieno di

giuseppe conte conferenza stampa a villa pamphilj 18

pericoli.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…