parolacce imprecare

È NATO PRIMA L’UOMO O LA PAROLACCIA? LA PIÙ VECCHIA SCRITTA IN VOLGARE SI TROVA NELLA BASILICA DI SAN CLEMENTE A ROMA – PROPRIO L’URBE È LA CAPITALE ITALIANA DEL TORPILOQUIO, "SOLLECITATO DA FORTI ISTINTI MISOGINI E OMOFOBI" – QUANDO BENIGNI NEL 1991 SULLA RAI SI ESIBÌ IN UN LUNGO ELENCO DI PARTI INTIME – L’ANNO DOPO COSSIGA SDOGANÒ LE MALE PAROLE IN UN DISCORSO UFFICIALE – L’USO DELLA BESTEMMIA È PERÒ IN CALO: “NON È SIMBOLO DI IRRELIGIOSITÀ, CHI LE DICE CREDE IN DIO”...

Valeria Arnaldi per “Il Messaggero

 

donne e parolacce 1

Versatile, come la documenta l'uso quotidiano: la stessa parola può esprimere rabbia, paura, meraviglia. Benedetta - o quasi - dai Santi, dato che figura perfino nei Fioretti di San Francesco, con invito a usarla contro il diavolo. Artistica: la più antica scritta in volgare è nella basilica di San Clemente a Roma. «Fili de le pute traite», si legge in uno degli affreschi, databile intorno a fine del secolo XI. Letteraria, per l'ampio uso fatto da più scrittori, da Dante ad oggi. Scenica, per l'impatto sul palco ma anche per l'effetto teatralizzato che deriva dalla frequente associazione a gesti. La parolaccia, è antica - recente la scoperta di un'iscrizione graffita nell'area archeologica di Pompei - e lo è pressoché quanto l'uomo o quantomeno quanto il suo vivere in comunità.

 

parolacce 4

INDAGINE

«Colui che per la prima volta ha lanciato all'avversario una parola ingiuriosa invece che una freccia è stato il fondatore della civiltà», diceva John Hughlings Jackson. Ed è sicuramente moderna, a suo modo pop. Netflix, da due giorni, propone la «spassosa e orgogliosamente scurrile» docu-serie Storia delle parolacce con Nicolas Cage, che indaga le origini delle più note parolacce inglesi.

 

parolacce 6

Ogni lingua, infatti, ha le sue e le relative storie, che documentano società, costumi, morale. «Le parolacce sono nate insieme alla lingua - spiega il linguista Luca Serianni, Accademico dei Lincei - quella affrescata nella basilica romana di San Clemente è uno dei primissimi documenti del volgare romanesco». Un'eccezione in una chiesa, non nel parlato.

 

parolacce

«Roma, in un certo senso, è la capitale italiana della parolaccia - sottolinea Pietro Trifone, professore ordinario di Storia della lingua italiana all'ateneo capitolino Tor Vergata e Accademico della Crusca - molte male parole nate nell'Urbe si sono poi diffuse nelle altre regioni, entrando nel vocabolario, da rosicare a cravattaro, fino alle tante legate agli organi sessuali. Il turpiloquio, in generale, sin dalle sue prime manifestazioni, è sollecitato soprattutto da forti istinti misogini e omofobi. La discriminazione di genere si vede pure nello scadimento, di chiaro segno maschilista, dei termini per indicare l'atto sessuale». La parolaccia nasce e si sviluppa con il concetto di tabù.

 

parolacce 5

E si fa presto letteratura. «Anche Dante, nella Divina Commedia, usa termini che oggi sarebbero parolacce - dice Serianni - lo fa perché sono parole che appartengono al registro comico, popolare, una componente della Commedia. Parolacce sono anche nelle lettere di Giacomo Leopardi e altri scrittori». E nei versi di Giuseppe Gioachino Belli.

 

Gli organi sessuali, femminili e maschili, diventano fonte di ispirazione per decine e decine di insulti. «Belli nei sonetti La madre de le Sante e Er padre de li Santi - prosegue Trifone - usa circa cento parole diverse per indicarli. Un virtuosismo». E uno spettacolo.

 

roberto benigni

SUL PALCO

Nel 1991, Roberto Benigni sul palco Rai di Fantastico, si esibì in un lungo elenco di termini dialettali per nominare le parti intime. La performance animò dibattito e conversazioni per giorni. E sì che erano passati quindici anni dallo scandalo della prima parolaccia pronunciata in Rai. Era il 25 ottobre 1976, in radio, Cesare Zavattini annunciò che avrebbe detto una parola mai proferita da nessuno in radio: «Caz...!». Il tempo è passato e le parolacce sono state sdoganate, conquistando più ambiti, dal cinema alla televisione, dalla musica, fino alla politica. Nel 1992, fu Francesco Cossiga, presidente della Repubblica, il primo a usarne una in un discorso ufficiale per sottolineare una arrabbiatura. Il vaffa è diventato poi slogan politico. Forse perfino, filosofia. Ed e è stato pure assolto dalla Corte di Cassazione nel 2007, purché detto tra pari.

 

EFFICACIA

francesco cossiga 3

«La parolaccia - afferma Serianni - suscita curiosità, divertimento, non è usata solo per insultare ma anche per colorire un'espressione. In taluni casi è scelta per la sua efficacia pragmatica. Una volta, per indicare il turpiloquio, si diceva linguaggio da caserma, oggi è utilizzato da ragazzi e ragazze. A voler trovare una lettura positiva potremmo dire che, almeno qui, non ci sono differenze di genere».

 

In calo, l'uso delle bestemmie. «La bestemmia, contrariamente a quanto si pensa, non è simbolo di irreligiosità - dice Trifone - Chi bestemmia crede in Dio. Usarla ha senso in una società religiosa, il suo utilizzo è quasi scomparso nella nostra, laica». Efficaci per comunicare, oggi, le parolacce lo sono ancora come insulti? «Usare e riusare una parolaccia la priva della sua carica offensiva e aggressiva - commenta il linguista Gian Luigi Beccaria, Accademico dei Lincei - ne fa quasi suono, un intercalare neutro. Forse, ormai, la parolaccia è diventata scolorita, grigia. Non è più un insulto. Oggi, per offendere, sarebbe più efficace una frase articolata, anche letteraria: più forte della parolaccia perché inattesa».

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?