senzatetto san francisco

È QUESTO IL SOGNO AMERICANO?- LE STRADE DI SAN FRANCISCO SONO DA DIVERSI ANNI AFFOLLATE DI TENDE, SIRINGHE E SENZATETTO, CON IL NUMERO DI CLOCHARD CHE E' RADDOPPIATO DAL 2005 AD OGGI - A DICEMBRE LA SINDACA HA DICHIARATO LO "STATO DI EMERGENZA" PER LA ZONA PIÙ CENTRALE E PIÙ DISASTRATA DELLA CITTÀ - I MOTIVI DI QUESTA SITUAZIONE SONO DIVERSI: L'AUMENTO DEI COSTI DI VITA NELLO STATO, MA ANCHE LE...

senzatetto san francisco 1

Riccardo Staglianò per “il Venerdì di Repubblica”

 

La scena più tremenda, nel film soft-horror che questa città è diventata, si materializza verso le sette di sera di un ordinario venerdì. Sotto alle vetrine piene di Rolex di Tourneau, nel baricentro commerciale di Market Street, c'è un uomo che striscia, a scatti, come tarantolato, con metà sedere fuori dai pantaloni e la faccia nell'angolo tra marciapiede e parete del negozio.

 

senzatetto san francisco 2

Un poliziotto lì vicino non fa niente, come non faccio niente io tranne restare pietrificato, né i passanti evidentemente abituati allo spettacolo. Quella stessa mattina, alla fermata Powell della metropolitana (come dire Piazza di Spagna o Montenapoleone) un altro vomita e barcolla pericolosamente sporgendosi sui binari.

 

senzatetto san francisco 18

Nel pomeriggio, la vicinissima South of Market è una piazza di spaccio a cielo aperto, con tante tende di polipropilene azzurro, quello delle buste dell'Ikea, piene di esseri al grado zero dell'umanità. Come un campo profughi qualsiasi, se il campo profughi fosse però pieno di tossici all'ultimo stadio e si trovasse nel cuore di una delle città più oscenamente ricche del pianeta. Qui, l'anno scorso, i morti per overdose sono stati più del doppio di quelli per Covid (697 contro 257).

 

senzatetto san francisco 20

A dicembre la sindaca ha dichiarato, non senza polemiche, lo "stato di emergenza" per il Tenderloin, la zona più centrale e più disastrata. Che oggi ospita il Linkage Center, un grande recinto dove i messi peggio ricevono il naloxone, una specie di metadone, in un tentativo disperato di non farli andare all'altro mondo. Noi, i ragazzi dello zoo di San Francisco potrebbe essere il seguito americano del film che colonizzò l'immaginario psicotropo dei ragazzi degli anni 80.

senzatetto san francisco 17

 

COME SIAMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO? TUTTO EBBE INIZIO CON UN FILETTO

Che questo quartiere abbia una meritatissima cattiva reputazione è notizia vecchia quanto il suo nome. Affibbiatogli, spiega un cartello del Tenderloin Museum, da un capo della polizia che - spedito a bonificare l'allora quartiere a luci rosse - commentò ilare che, dopo tanti anni di bracioline economiche, avrebbe finalmente potuto permettersi il filetto (tenderloin) grazie alle più laute mazzette.

 

senzatetto san francisco 16

Prima la prostituzione, con le proto-battaglie per i trans, poi i migranti: qui la diversità è sempre stata religione laica. Che però spesso si tramuta in eresia immobiliare. Con tanti alberghi andati in malora e poi trasformati in Sro (Single room occupancy), dormitori per i poveri. Aggiungete istituzioni come la St. Anthony Foundation, una specie di Caritas, che sfama chiunque senza fare domande, e capirete perché tanti homeless l'hanno scelto come domicilio.

senzatetto san francisco 21

 

L'esercito di nuovi ricchi, stanchi della sonnacchiosa Silicon Valley, ha fatto lievitare gli affitti, sfrattando la middle class e mandando per strada, in un Paese dove il saldo medio sul conto è di 5000 dollari, i meno attrezzati (vari studi sostengono che all'aumento dell'1 per cento sui canoni d'affitto corrisponde pari aumento di homeless). Bastano questi vecchi addendi a fare il totale odierno?

 

«No» risponde Katie Conry, antropologa nonché direttrice del museo su Leavenworth, una delle vie più acciaccate, che già alle dieci di mattina ha l'aspetto di un padiglione psichiatrico en plein air, «la novità è stata la pandemia che ha chiuso i ricoveri, ridotto la capacità degli Sro e tolto agli homeless molte delle strutture su cui avevano imparato a fare affidamento, come le biblioteche, dove magari caricare il cellulare, i bagni dei locali d'improvviso interdetti e altri luoghi che ne puntellavano l'esistenza. Dopo due anni in strada molte situazioni sono peggiorate e quello che vediamo è il risultato».

 

senzatetto san francisco 22

Ricordate quanto ci ha messo psicologicamente alla prova il lockdown, nelle nostre belle casette riscaldate? Ecco, ora provate a immaginarvi di averlo trascorso all'addiaccio. Conry, come altri intervistati, non sa se il fenomeno è numericamente peggiorato (l'ultimo censimento di poco più di 8000 senza dimora è del 2019) ma concorda che è più acuto.

 

TASSARE I RICCHI PER UNA CASA AI POVERI

senzatetto san francisco 15

Qualcosa, ovviamente, è stato fatto. «Il Comune ha affittato alberghi per trasformarli in shelter-in-place» mi spiega nel soggiorno adibito a ufficio Jennifer Friedenbach, direttrice della Coalition on Homelessness, «duemila posti rispetto agli ottomila che avevamo chiesto, pagati grazie a una legge che consente di tassare dello 0,5 per cento addizionale le fortune sopra i 50 milioni (l'ascetico Jack Dorsey di Twitter, con le sue sedute di meditazione, digiuni intermittenti, bagni gelati all'alba e patrimonio di 7 miliardi di dollari ha votato contro).

 

senzatetto san francisco 23

Ma ciò non cancella la tendenza decennale a criminalizzare i senza casa, con 10-20 mila denunce all'anno che ricevono per occupazione di suolo o minzione in pubblico e i sempre più frequenti repulisti con tanto di confisca dei loro averi». Nell'aver intensificato questi sweeps si sarebbe distinta anche London Breed, la sindaca dello stato di emergenza. Eppure, se c'è una con la sensibilità giusta per capire il problema, dovrebbe essere lei. Nera, cresciuta nelle case popolari, con un fratello in carcere per aver ucciso la fidanzata (la spinse fuori dall'auto durante una lite) e una sorella morta di overdose.

senzatetto san francisco 19

 

La ascolto alla Public Library mentre, accanto al carismatico Cornel West, decano dei black studies, ricorda che i neri sono il 5 per cento della popolazione ma il 40 per cento degli homeless. L'incontro finisce con un rinfresco e, nel tempo che impiego a trangugiare il mio panino su un marciapiede assolato, tre persone mi chiedono se e dove distribuiscono quei cestini. Imbarazzato per averne accettato uno, li dirotto all'interno dove entrano con la stessa foga dell'assalto a Capitol Hill.

 

senzatetto san francisco 14

 Non è folle, tutto questo? Sembra un pagina di La fame, il monumentale libro di Martin Caparros, ma invece che in Niger siamo tra la biblioteca e il municipio di una metropoli in cui il 57,4 per cento delle case vale più di un milione di dollari. La novità è che una bella fetta della piazza che separa le due istituzioni è oggi occupata da un campo recintato di tende per accogliere disperati di varia estrazione. E così, a dispetto della sua biografia, la sindaca ha mandato più polizia a pattugliare il centro e ha esternalizzato il controllo del territorio alla ong Urban Alchemy.

senzatetto san francisco 25

 

Con le loro pettorine nere e verdi li vedi a ogni angolo. Generalmente neri, generalmente ex galeotti, generalmente impegnati in un'indaffaratissima ammuina, tipo chiacchierare tra loro, salutare i passanti e dare solenni quanto occasionali colpi di ramazza. Pare che vengano pagati sui 18 dollari l'ora, quanto il/la barista che cercano a The Market, il bell'emporio accanto alla sede di Twitter.

 

senzatetto san francisco 24

Sono una soluzione, ma a un altro problema: quello del reinserimento dei carcerati, che poi magari diventano homeless, in quel perverso paso doble che Rebecca Solnit segnala su Harper' s, per cui i primi vivono fuori senza accesso a un dentro mentre i secondi vivono dentro senza accesso a un fuori ma entrambi «non hanno né privacy né un vero controllo sulle proprie esistenze».

senzatetto san francisco 26

 

«UNA DISPERAZIONE COSì SOLO A MUMBAI»

Quello stesso articolo sfata un mito spesso ripetuto ("vengono a San Francisco da tutti gli Stati Uniti per la generosità dell'assistenza"): il 71 per cento viveva già qui prima di finire in strada e il grosso dei restanti viene dalla regione o dallo stato. E racconta come le ultime giunte abbiano intensificato la rimozione dei senza dimora sulle lamentele di aziende che non li volevano vicini.

 

senzatetto san francisco 13

Ed è così, che con un simbolismo toponomastico tanto perfetto da sembrare inventato, a centinaia sono finiti a Division Street, zona piena di parcheggi e sottoponti buoni per le tende dei vinti da cui però si vedono nitidi i grattacieli della cittadella dei vincitori. È il regno di Robert Gumpert, il fotografo che ne ha ricavato un libro straziante e che, nella via crucis che ha ripetuto per sei anni, mi presenta Tucks. Ex carcerato, come tanti homeless, fa qualche dollaro riparando bici.

 

senzatetto san francisco 12

L'ong Compass vorrebbe reclutarlo per una class action contro le confische del Comune ma lui non si fa illusioni. Non ho mai visto, né negli slum di Nairobi né nelle favelas brasiliane, mani così incrostate di uno sporco così materico che mi fa venire in mente i grumi di colore delle tele multimilionarie di Anselm Kiefer esposte al museo d'arte contemporanea a tre chilometri da qui.

 

senzatetto san francisco 3

D'altronde quattro anni fa, al termine di una passeggiata in centro, la relatrice speciale Onu, Leilani Farha, aveva commentato che «l'ultimo posto dove aveva visto cucinare sul marciapiedi era Mumbai».«In quello spiazzo» indica Gumpert «per anni sono rimaste indisturbate decine di tende. Poi, da un giorno all'altro, sono state fatte sloggiare. Pare che Airbnb, che ha sede lì vicino, si fosse lamentata». Da qui si vede benissimo il loro enorme cartellone pubblicitario che dice "Gli stranieri non sono poi così strani", la cui versione video mostra tre creature pelose, tipo Chewbacca di Guerre stellari, che alla fine si trasformano in una bella famigliola. "Provate a ospitare", dice il claim. Tutti, ma i barboni non ospitateli nemmeno sul marciapiedi.

 

senzatetto san francisco 11

TUTTA COLPA DELLA SINISTRA BUONISTA?

 Critiche da sinistra Ztl, si dirà, che spalanca le braccia ai migranti nei quartieri degli altri. È il punto di vista di Michael Shellenberger, autore di San Francicko, pamphlet di successo su "come i progressisti rovinano le città". Rarissimo esemplare di abitante di Berkeley di destra, mi fa fare un mini-tour a Minna Street che, prima di costeggiare il Moma e altre destinazioni turistiche, è il massimo concentrato di luridi accampamenti di fortuna con spacciatori che ti guardano feroci: «Al 95 per cento è fentanyl, l'oppiaceo che ha rovinato tanti americani, magari mischiato con metanfetamine» dice ultimativo lui che pure è stato contestato per l'uso delle fonti (e infatti c'è anche crack e eroina).

senzatetto san francisco 10

 

Contro un ampio consenso accademico per cui il problema degli homeless deriva essenzialmente dalla combinazione di redditi stagnanti e prezzi delle case fuori controllo, in un lungo arco che va da Reagan a Zuckerberg, Shellenberger sostiene invece che fuori controllo sono l'uso di droghe, le malattie mentali da ciò causate e il permissivismo liberal che consente l'una e l'altra cosa. «Immagini se a Roma, davanti al Campidoglio, vedesse una scena del genere: le sembrerebbe normale?».

 

senzatetto san francisco 9

È l'unica frase su cui concordiamo. È del tutto anormale, ma come se ne esce? «Questa è gente che dà per scontato il diritto all'assistenza. Invece devono meritarsela, riprendere in mano le loro vite» taglia corto. Al netto dell'antipatia per la sua mancanza di empatia, illumina un dato di fatto.

 

Ovvero che tra il 2005 e il 2020 il numero di homeless qui è raddoppiato (siamo a uno sbalorditivo abitante su cento) mentre nel resto del paese si riduceva. E che sul totale, il 73 per cento è fuori da qualsiasi struttura o tetto in testa, contro il 3 di New York. Qualcosa è andato storto.

senzatetto san francisco 8

 

Tipo che quelle tende nella Civic Center Plaza che ospitano 262 senza dimora costano ogni anno alla città 61 mila dollari l'una, ovvero 2,5 volte l'affitto mediano di un bilocale. Per Shellenberger sono i disturbati o i drogati che diventano homeless. Per EveryOne Counts, l'organizzazione che effettua i censimenti californiani, «la fetta più in crescita di nuovi homeless è di gente che ha ancora un'auto e ci dorme dentro perché non può permettersi un affitto».

 

senzatetto san francisco 7

Tra le cause il 25 per cento cita la perdita del lavoro, il 13 lo sfratto e il 18 la droga. Solo l'8 per cento la malattia mentale. Ma, in oltre 300 pagine, Shellenberger intervista giusto un homeless. Il resto è Sturm und Drang culturale. i fantasmi di joan didion Il premio Fatti non opinioni di questa tornata va ad Adama Bryant. La trovo citata sul Washington Post descritta come ex homeless, con master in Business administration. In verità è stata ospite di varie strutture, in un periodo incasinato della sua vita, ma non ha mai dormito sui marciapiedi.

 

senzatetto san francisco 6

Da dodici anni abita nel Tenderloin con i tre figli, di cui una psicotica, perché «è l'unico posto - orribile, con tutta quella gente che parla da sé e sbraita per strada - che posso permettermi». È cresciuta nello stesso project della sindaca e ricorda che la batteva a Monopoly: «È una brava persona ma non esistono misure che funzionino per tutti: se sfolli i senzatetto fai contenti i commercianti e scontenti gli altri».

 

senzatetto san francisco 5

Lei, ultimo lavoro l'autista Lyft, si è inventata Weekend Adventures, una no profit che organizza gite nei parchi per i bimbi poveri del quartiere che negli ultimi mesi le paga un salario: «Oggi peggio che mai? Forse. Però trentacinque anni fa mio zio fu ucciso per strada. Tutto è relativo. Quanto ai vigilantes, sono ex criminali: perché dovrebbero aver voglia di mettersi contro sul serio gli spacciatori?». D'altronde già nel '68 Joan Didion scrive Verso Betlemme, il suo reportage più sofferto, tra ragazzi storditi dalla metedrina e adulti-zombie.

senzatetto san francisco 4

 

La lezione di disfacimento che trae da Haight-Ashbury, qui vicino, vale per tutta l'America: "Il centro non reggeva più. Era un paese di avvisi di fallimento e annunci di aste pubbliche, di rapporti ordinari su omicidi involontari, di bambini nel posto sbagliato e famiglie abbandonate, di vandali che non sapevano nemmeno scrivere correttamente le parolacce con cui imbrattavano i muri.

senzatetto california 1

 

Le famiglie scomparivano regolarmente, lasciandosi dietro uno strascico di assegni scoperti e ingiunzioni di esproprio. Gli adolescenti vagavano da una città straziata all'altra, liberandosi di passato e futuro come i serpenti si disfano della pelle, ragazzi cui non erano mai stati insegnati, e ormai non avrebbero mai imparato, i giochi che avevano tenuto insieme la società".Lo sconforto di ieri vale ancora oggi. come i veterani L'interrogativo resta, gigantesco e inevaso: che fare? Più case a prezzi abbordabili. Lo dice Adama, sempre pragmatica.

SENZATETTO CALIFORNIA

 

Lo ripete l'attivista Friedenbach: «L'investimento del governo Obama per i veterani ha funzionato, riducendo il rischio che finissero per strada. E non c'è neanche sempre bisogno di costruire ex novo: ci sono almeno 70 alberghi in centro pronti a vendere». Aggiunge Gumpert, il fotografo: «Sono state contate 40 mila unità abitative sfitte: è un lusso che non ci possiamo più permettere. Solo sistemazioni stabili, non tende, possono invertire la tendenza». Neppure la curatrice Conry si discosta granché: «Servono case per i residenti, non per i turisti Airbnb. E rivitalizzare anche i negozi che, se continuano a chiudere, lasceranno un quartiere fantasma».

 

senzatetto california

È una ricetta di applicabilità globale, che qui mostra già esiti estremi. Uniqlo, il negozio del cashmere democratico preso d'assalto dai visitatori italiani, ha chiuso. Banana Republic, Gap e Old Navy, secondo l'ordine censuario della clientela, appartengono allo stesso gruppo. Quelli che compravano da Gap, che nel frattempo ha chiuso le sue belle vetrine su Market Street, sono stati retrocessi da Old Navy. I veri ricchi si spingono due isolati più in là per un cardigan da 2.000 dollari di Brunello Cucinelli. Molti vecchi clienti di Old Navy ormai fanno l'elemosina per strada. O cambia qualcosa o il centro non reggerà.

senzatetto california senzatetto in california 2senzatetto in california 1senzatetto california

Ultimi Dagoreport

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...