benjamin netanyahu hamas hezbollah ismail haniyeh libano

NETANYAHU È STRETTO TRA HAMAS, HEZBOLLAH E COLONI ISRAELIANI – “BIBI” ANNUNCIA UNA “RISPOSTA MILITARE MOLTO FORTE” AI MISSILI E AI DRONI CHE PARTONO DAL LIBANO – BIDEN SPEDISCE DI NUOVO IL CAPO DELLA CIA IN EGITTO PER OTTENERE UNA TREGUA A GAZA. MA HAMAS RESPINGE LA PROPOSTA DI ACCORDO E IL MINISTRO ISRAELIANO GALLANT GELA LA CASA BIANCA: “I NEGOZIATI AVVERRANNO SOLO SOTTO IL FUOCO” – A COMPLICARE LE TRATTAIVE CI SI METTONO I COLONI OLTRANZISTI, CON UNA MARCIA VIOLENTA A GERUSULEMME AL GRIDO DI “MORTE AGLI ARABI” – VIDEO

Ismail Haniyeh

1 - MEDIA SAUDITI, HAMAS RESPINGE ACCORDO SUL CESSATE IL FUOCO ++

(ANSA) - Secondo media sauditi, ripresi dal Times of Israel, Hamas avrebbe respinto l'accordo per il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi israeliani a Gaza. (ANSA).

 

2 - NETANYAHU NEL NORD: PRONTI ALLA GUERRA

Estratto dell’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

benjamin netanyahu

Sorvola Gaza da nord a sud su un jet militare, questione di pochi secondi, il corridoio di sabbia stretto tra Israele, l’Egitto e il Mediterraneo non raggiunge i 363 chilometri quadrati. Tornato con i piedi per terra Yoav Gallant, il ministro della Difesa, ribadisce la posizione su cui concorda con il premier Benjamin Netanyahu: «I negoziati con Hamas avverranno solo sotto il fuoco».

 

Significa che l’esercito non fermerà le operazioni, mentre i mediatori cercano di raggiungere l’intesa per una pausa nei combattimenti. Significa che i negoziatori dovranno sforzarsi ancora di più perché Ismail Haniyeh, tra i leader fondamentalisti all’estero, ripete: «Hamas tratterà seriamente solo un cessate il fuoco che si basi sulla fine della guerra e il ritiro dell’esercito».

 

[…]

Netanyahu Benny Gantz Yoav Gallant

 

Netanyahu e il consiglio di guerra ristretto sono convinti di avere poco tempo, devono prepararsi alla possibilità di un conflitto totale contro l’Hezbollah libanese, ieri un drone armato ha ferito 11 persone nel Nord del Paese. Netanyahu ha visitato le aree bersagliate e ha proclamato: «Siamo pronti a una risposta militare molto forte». Mentre i generali hanno alzato a 350 mila il numero di riservisti da tenere a disposizione.

 

PROTESTE CONTRO BENJAMIN NETANYAHU

Il presidente americano preme per arrivare a un accordo per Gaza la settimana prossima: ha mandato William Burns, il capo della Cia, in Qatar e Brett McGurk, l’inviato per il Medio Oriente, in Egitto. La Casa Bianca insiste che a questo punto tocca ai jihadisti, sono loro a dover dare una risposta, perché «Netanyahu ci ha confermato che l’offerta è sul tavolo, sta ad Hamas accettarla».

 

Gli alleati messianici e oltranzisti del premier minacciano di lasciare la coalizione, se si arrivasse a un’intesa: Yair Lapid, il capo dell’opposizione, ha già garantito il sostegno per mantenere una maggioranza che ottenga il rilascio degli ultimi 120 ostaggi tenuti dai terroristi, tra loro quarantadue sono stati dichiarati morti dall’intelligence dell’esercito. […]

 

2 - «GERUSALEMME È SOLO NOSTRA» I COLONI NELLA CITTÀ VECCHIA SCONTRI E CORI: MORTE AGLI ARABI

Estratto dell’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

la marcia dei coloni a gerusalemme

Gli elmetti tenuti sul petto in segno di rispetto, gli occhi spalancati all’insù verso le pietre contese più contese a Gerusalemme, i soldati sono arrivati combattendo al Muro del pianto. I macigni incastrati uno sopra l’altro puntellano da un paio di millenni la speranza e la volontà degli ebrei di tornare a pregare qui, ormai sorreggono anche la Spianata delle Moschee, il terzo luogo più sacro per l’islam.

 

È il 6 giugno 1967, l’anno dopo il governo decide di indire una giornata per celebrare la cattura della parte araba della città, annessa nel 1980 dal parlamento, una decisione che la maggior pare della comunità internazionale non riconosce.

 

la marcia dei coloni a gerusalemme

Adesso che i coloni oltranzisti sono al potere, la marcia con le bandiere biancazzurre è diventata sfoggio di forza: i giovani che scendono dagli avamposti sulle colline in Cisgiordania precedono la processione ufficiale come avanguardia violenta.

 

Gli scontri sono cominciati nel primo pomeriggio, mentre migliaia di ragazzi attraversavano i vicoli della Città Vecchia. I negozianti arabi chiudono le saracinesche fin dal mattino, un giorno perduto, anche se in questi mesi di guerra turisti ne girano pochi.

 

la marcia dei coloni a gerusalemme

[…] è stato Tzvi Yehuda Kook, leader spirituale dei sionisti religiosi, a spingere perché le celebrazioni diventassero sempre più grandi, sono stati i suoi discepoli a renderle un’occasione per spadroneggiare tra le strade. Quasi impuniti: i poliziotti di frontiera li circondano e sembra più uno scudo che un cordone per fermarli. Lanciano pietre contro gli abitanti palestinesi, urlano «morte agli arabi», assaltano i giornalisti: Nir Hasson del quotidiano Haaretz è stato buttato a terra e preso a calci mentre cercava di proteggere un fotografo.

 

Nel 2021 gli scontri e le provocazioni avevano dato ad Hamas il pretesto per i lanci di razzi: sono seguiti 11 giorni di guerra. I comandanti hanno dispiegato 3 mila agenti, ma hanno permesso che la manifestazione seguisse il tragitto tradizionale attraverso il Quartiere musulmano. Itamar Ben-Gvir, ministro per la Sicurezza Nazionale, non ha permesso deviazioni dal percorso e dal suo estremismo ideologico.

 

BENJAMIN NETANYAHU - MEME BY EDOARDO BARALDI

Ha incitato i partecipanti a salire alla Spianata delle Moschee nelle ore concesse ai non musulmani, gli ebrei possono visitarla ma non pregarvi, secondo lo status quo definito quasi 60 anni fa. «Dobbiamo colpirli nel posto più importante per loro, dobbiamo arrivare e gridare: Gerusalemme è tutta nostra», proclama in mezzo ai suoi, non perde una marcia, anche adesso che è al governo.

proteste contro netanyahu in israele 2proteste contro netanyahu 3Lloyd Austin Yoav Gallant

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…