pantheon big mac

NIENTE BIG MAC AL PANTHEON – IL TAR BOCCIA IL RICORSO DI MCDONALD’S CONTRO LO STOP ALL’APERTURA DI UN RISTORANTE AL PANTHEON – I MOTIVI SONO PIÙ DI UNO. INNANZITUTTO IL COLOSSO DEL FAST FOOD HA COMPRATO LA LICENZA DA UNA GELATERIA SALVO POI TENTARE DI SPOSTARSI IN UN ALTRO PALAZZO. E POI C’È LA QUESTIONE DELLA CANNA FUMARIA…

 

Lorenzo d' Albergo per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

Nessun McDonald' s fronte Pantheon. Dopo mesi di battaglie a suon di carte bollate, è il Tar del Lazio a esprimersi: ieri i giudici della seconda sezione ter hanno respinto il ricorso presentato dal gigante degli hamburger. Una nuova stroncatura, dopo gli stop di Municipio e Soprintendenza arrivati a cavallo dell' estate.

IL PALAZZO IN PIAZZA DELLA ROTONDA DOVE DOVEVA APRIRE MCDONALD'S

 

La sentenza

I magistrati amministrativi hanno trovato più di un motivo per dire « no » al fast food. Come raccontato da Repubblica, a non convincere prima di tutto è stata la modalità con cui la società fondata nel 1940 in California ha tentato di aprire la sua nuova filiale. In piazza della Rotonda, nel cuore del centro storico, Mc-Donald' s ha acquistato la licenza di una gelateria che si trovava al civico 64. Poi ha chiesto il trasferimento per piazzarsi in un palazzo all' incrocio con la salita dei Crescenzi.

niente mcdonald's al pantheon

 

Quest' ultimo è un particolare non di poco conto: per il Tar, il trasloco può avvenire «esclusivamente all' interno della stessa via e piazza». Una regolamento comunale che ha un peso maggiore in centro, dove la tutela è « rafforzata » . Così i giudici hanno dato ragione al I Municipio, che il 26 settembre aveva bloccato il trasferimento.

 

La canna fumaria

la canna fumaria del mcdonald's del pantheon 2

Sulla seconda partita, gli avvocati della catena americana hanno provato a tirare in ballo i pareri della Soprintendenza e a chiederne l' annullamento. Senza troppo successo. Effetto boomerang: secondo i giudici, in prima battuta sarebbero stati i tecnici di McDonald' s a non aver segnalato tutti i vincoli del palazzo in cui avrebbero voluto realizzare il nuovo ristorante.

mcdonald's al pantheon

 

Promossi, al contrario, il ministero dei Beni culturali e l' intervento della soprintendente Daniela Porro. Subito dopo aver sostituito Francesco Prosperetti, alla fine di settembre, la dirigente ha bocciato la canna fumaria in acciaio prevista dal progetto del fast food e invece avallata dal suo predecessore. Una scelta premiata dal tribunale amministrativo: nelle vecchie tavole e nelle mappe del centro storico, raccolte sia dai ricorrenti che dagli archivisti del Collegio Romano, non c' è traccia di alcun condotto.

 

La ricostruzione

IL PALAZZO IN PIAZZA DELLA ROTONDA DOVE DOVEVA APRIRE MCDONALD'S 1

Eccoli, uno dopo l' altro, i documenti analizzati. Prima le « aerofotogrammetrie » del 1960 e una tavola grafica del 1969. Poi un estratto del volume Roma Borghese che racconta la storia del « maccaronaro Gaetano Tiziani » . Pagine in cui non si parla mai di una canna fumaria. Secondo la Soprintendenza, al massimo « si tratta di condotti per i fumi da riscaldamento » . Di una canna fumaria, infatti, non c' è traccia nemmeno nell' accatastamento del 1985. Insomma il comignolo d' acciaio non s' ha da fare.

 

la canna fumaria del mcdonald's del pantheon 1

La bocciatura

E lo stesso vale per l' intero fast food che McDonald' s avrebbe voluto inaugurare al più presto al Pantheon. Nulla da fare, perché il Tar del Lazio ha bocciato anche l' ultima lamentela del big della ristorazione. Sentendosi forse al centro di una congiura, in aula i suoi legali hanno provato anche a sostenere che «tutti gli atti impugnati sarebbero stati emessi non per la cura di interessi pubblici ma per assecondare la propaganda mediatica volta a orientare l' opinione pubblica verso il dissenso all' apertura di un ristorante di una nota multinazionale » .

pantheon

 

Una ricostruzione « infondata » secondo i magistrati amministrativi: gli atti sono tutti legittimi e stanno in piedi da soli, indipendentemente dagli articoli dei giornalisti che si sono occupati del caso di piazza della Rotonda.

 

Il ristorante

Cosa resta dopo la sentenza? McDonald' s può sempre presentare appello al Consiglio di Stato. Nel frattempo, però, stop ai lavori nel palazzo che ospitava una banca all' angolo con la salita dei Crescenzi.

il palazzo al pantheon dove doveva aprire mcdonald's

 

big mac

Proprio come chiedevano i residenti dell' associazione degli abitanti del centro storico. La presidente Viviana Di Capua in estate aveva scritto una lettera all' allora ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. Un appello che, guardando al futuro di piazza della Rotonda, ricordava il passato: « Il McDonald' s che aveva aperto negli anni scorsi in piazza era stato chiuso anche per gli odori della cucina che arrivavano fin dentro il Pantheon». Un rischio che, salvo stravolgimenti in appello, dovrebbe restare solo sulla carta. Per ora valgono i « no » del Municipio, della Soprintendenza e del Tar.

PANTHEONPANTHEONla canna fumaria del mcdonald's del pantheon

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…