lavoro pandemia

NON BASTA PAGARLI DI PIÙ, I GIOVANI SI SONO (GIUSTAMENTE) ROTTI LE PALLE DI CERTI LAVORI TOTALIZZANTI - IN VENETO UN FENOMENO EMBLEMATICO DELLA TENDENZA NEL NOSTRO PAESE: IN QUATTRO MESI DEL 2022 SI SONO LICENZIATE 66 MILA PERSONE, +50% RISPETTO ALL’ANNO PRIMA. COME MAI? NON È FANCAZZISMO, SI CERCA PIÙ EQUILIBRIO TRA VITA PRIVATA E LAVORO - CHI SE NE VA DI SOLITO TROVA POSTO IN AZIENDE CON UN WELFARE MIGLIORE. BARONE (VENETO LAVORO): “NON CONTA SOLO L’ASPETTO ECONOMICO, ALCUNI IMPIEGHI HANNO UN IMPATTO TROPPO GRAVOSO SULLA QUOTIDIANITÀ…”

Andrea Priante per www.corriere.it

 

lavoro in veneto

In America lo chiamano «The great resignation», che pare il titolo di un film di Hollywood. In realtà si tratta di un fenomeno partito proprio negli Stati Uniti ma che, con declinazioni diverse, sta emergendo anche in Veneto: le grandi dimissioni, la «fuga» di migliaia di persone dal loro posto di lavoro in cerca di un futuro diverso e migliore.

 

Perché l’obiettivo non è più il downshifting (ridurre il salario per lavorare di meno) né quello di tirare avanti con sussidi e reddito di cittadinanza, ma di trovare un giusto equilibrio tra ambizioni professionali e vita privata.

 

lavorare in italia

I numeri non lasciano dubbi. Tra gennaio e aprile di quest’anno in Veneto si sono dimesse 66.300 persone, il 50 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2021. Ma se negli Usa la «great resignation» sembra accompagnarsi a una sorta di rassegnazione alla disoccupazione, da noi (fortunatamente) segue un’evoluzione diversa.

 

«La crescita del numero delle dimissioni risulta fortemente guidata dalle possibilità di ricollocazione offerte dal mercato» spiega Tiziano Barone, il direttore Veneto Lavoro. «Notiamo che, mediamente, entro pochi giorni il dimissionario ha già una nuova occupazione che evidentemente soddisfa le sue aspettative».

 

I dati

lavorare in italia

L’ente, che fa capo alla Regione, ieri ha diffuso i nuovi dati sull’andamento occupazionale. Ne viene fuori che nel mese di aprile si registra qualche segnale di rallentamento rispetto ai primi mesi dell’anno.

 

Fino a marzo, infatti, il saldo era simile ai valori registrati nel 2019, mentre nell’ultimo mese si sono registrati 13.700 posti di lavoro in più a fronte degli oltre 19 mila guadagnati nello stesso periodo pre-pandemia. Ma complessivamente le assunzioni, 208.600 da inizio anno, segnano nell’ultimo mese un aumento del 68% rispetto al 2021 e sono quasi quattro volte quelle registrate nel 2020, con una crescita più sostenuta per le donne e i giovani.

 

lavoro precario 6

Non si tratta di scarsa propensione al sacrificio

Luci e ombre, insomma. Eppure il fenomeno in evoluzione è proprio quello di chi sente che il lavoro attuale gli sta stretto e quindi decide di dare un taglio netto. Perché dietro alla scelta di dimettersi, spesso, c’è la volontà di sentirsi finalmente realizzati.

 

«La pandemia, così come altri fattori esterni al mercato del lavoro, hanno comportato una maggiore attenzione alla conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, soprattutto nei giovani», conferma Barone.

 

posto fisso lavoro italia

«Anche nei Centri per l’impiego stiamo registrando una sempre minore attrattività verso l’aspetto economico, se questo va a discapito della qualità della propria esistenza. Oggi alcuni impieghi non trovano candidati, anche a fronte di stipendi elevati, perché hanno un impatto più gravoso sulla quotidianità in termini di orari, flessibilità, tutele, e più in generale in termini di welfare, ovvero sul livello di benessere del lavoratore e della sua famiglia, che va al di là della sola retribuzione». Sia chiaro: non si tratta di scarsa propensione al sacrificio, ma della ricerca di più spazi per se stessi.

 

lavoro posto fisso 6

La riscoperta della sfera personale

«Un sentimento diffuso è che si venga pagati troppo poco e con scarse garanzie, rispetto all’impegno richiesto», spiega Ferruccio Gambino, sociologo del lavoro dell’Università di Padova. «L’emergenza sanitaria e il conseguente lockdown ha fatto riscoprire la sfera personale, e ora il ritorno alla “normalità” spinge a desiderare una maggiore realizzazione personale. Si cercano posti di qualità, sia dal punto di vista delle prospettive di carriera che della possibilità di poter dedicare del tempo, ad esempio, alla famiglia».

 

lavoro posto fisso 5

Una tendenza con la quale, avvertono i sindacati, dovranno fare i conti anche gli imprenditori. «Molte aziende faticano a trovare personale - spiega Tiziana Basso, segretaria generale della Cgil Veneto - basta osservare quanto accade nelle case di riposo dove gli operatori scarseggiano perché il lavoro è troppo stressante. Ma se in passato, per aumentare il loro appeal, le imprese aumentavano le retribuzioni, oggi questo sistema rischia di non bastare più.

 

Sempre più spesso nei contratti collettivi compaiono clausole che incidono positivamente su un corretto equilibrio tra professione e vita privata: dallo smart working al diritto alla disconnessione, dalla flessibilità alla totale autonomia nella gestione dell’orario di servizio». Ed è questo che, nel Veneto del «lavora e tasi», può rivelarsi una rivoluzione epocale.

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO