ellen page elliot

NON È UN MONDO PER TRANS – NEL 2020 BISOGNA ANCORA LOTTARE PER AFFERMARE LA PROPRIA IDENTITA' ANCHE SE SI È RICCHI E FAMOSI. LO SCRIVE ELLEN, O MEGLIO ELLIOT PAGE, CHE DICE DI ESSERE “FELICE E PRIVILEGIATO”, MA ANCHE MOLTO IMPAURITO. PERCHÉ SOLO NEL 2020, ALMENO 40 PERSONE TRANS SONO STATE UCCISE PER IL FATTO DI ESSERE TRANS. NEGLI USA CI SONO STATI DOVE “SI VIENE LICENZIATI PER ESSERE QUELLO CHE SEI”, E…

 

Caterina Soffici per “la Stampa”

 

ellen elliot page

Prima di tutto pensiamo che è un essere umano. Se la mettiamo in questi termini, il dibattito non si aprirebbe neppure. Perché nessuno (almeno nelle nostre democrazie occidentali, diciamo) metterebbe in discussione il fatto che ogni essere umano, per il solo fatto di esserlo, ha gli stessi diritti degli altri esseri umani. Ma le cose nel mondo imperfetto e complicato dove viviamo non sono mai così semplici e lineari.

 

Perché c' è sempre un dibattito da aprire, a proposito dei diritti degli esseri umani che sono considerati «diversi». E così Ellen Page, la ragazzina incinta di Juno che per quel ruolo aveva anche avuto una nomination all' Oscar, una delle star più famose e acclamate di Hollywood, ha dovuto fare un annuncio per rivendicare di essere trans e che da ora in poi dobbiamo riferirsi a lei come a un lui. «Il mio nome è Elliot» ha scritto sul suo account Twitter in un lungo post dove spiega la sua scelta.

ellen elliot page a cinque anni nel 1992

 

Una lunga lettera che è insieme grido di liberazione e di dolore, rivendicazione e denuncia. «Mi sento fortunato di poter scrivere queste cose. Di essere qui. Di essere a questo punto della mia vita».

Ci ha messo 33 anni per arrivare a poter dire apertamente al mondo chi è davvero. E questo già la dice lunga. Perché non è così ovvio, per un transgender. Perché quel post non potrebbe scriverlo se fosse in Iran. O in Russia.

 

O in decine di altri Paesi del mondo, dove la cultura della diversità non è accettata. Ma anche nelle nostre comode democrazie occidentali, dove in molti accettano ma storcono il naso (perché il politicamente corretto dilaga, perché la natura non si cambia) e altri non accettano proprio. E quindi ogni volta si apre il dibattito.

ellen page in juno

 

Per certi esseri umani, per quanto ricchi e famosi, per quanto star da milioni di followers, c' è bisogno di lottare per affermare i propri diritti. Perché non è così ovvio. Nel suo lungo post di Twitter, Elliot Page scrive di essere «felice e privilegiato», ma anche molto impaurito. Perché solo nel 2020, almeno 40 persone transgender sono state uccise per il fatto di essere transgender.

 

Che negli Usa ci sono Stati dove «si viene licenziati per essere quello che sei», dove «non hai accesso alle case popolari per essere quello che sei», dove i trans di colore hanno un' aspettativa di vita di 35 anni, dove la sofferenza è tale che il 40% dei trans hanno provato almeno una volta a togliersi la vita.

Il primo passettino era arrivato nel 2014, quando Ellen aveva dichiarato di essere gay.

 

ellen elliot page

Da allora Elliot Page è diventato uno degli attori di Hollywood più attivi nelle campagne di rivendicazione dei diritti LGBT. E' del 2014 un suo discorso virale dove diceva: «Ho sofferto per anni perché avevo paura ora sono qui, con tutti voi, dall' altra parte di tutto quel dolore». Nel 2018 un altro passettino nel cammino dei diritti, il matrimonio con l' attrice Emma Portner. Ora Hollywood ha la sua superstar trans e c' è da giurare che la battaglia di Elliot Page continuerà perché agli Oscar sia aggiunto il premio al miglior attore trans. Immaginatevi che dibattiti si apriranno, allora.

ellen page the umbrella academy ellen elliot page con la moglie emma portnerellen pageellen page diventa elliotmaria elena boschi ellen page dopo la premiere di freeheldLisa Bonet con Zoe Kravitz e Ellen PAge il commento della moglie (marito?) di ellen pageellen page con la moglie emma portnerellen page da bambina

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