bergoglio ratzinger

NON ROMPETE I BERGOGLIONI! - ANCHE PAPA FRANCESCO È CONTRARIO AL MATRIMONIO PER I SACERDOTI - LA POLEMICA TRA I DUE PAPI È STRUMENTALE E SERVE AI CONSERVATORI PER INFILZARE IL PONTEFICE ARGENTINO: LA FINE DEL CELIBATO PER IL CLERO PUÒ VALERE PER L'AMAZZONIA, NON IN ASSOLUTO - IL SOCIOLOGO MARZANO: “ABOLIRE L'OBBLIGATORIETÀ DEL CELIBATO SIGNIFICA CAMBIARE LA FORMA DELLA CHIESA CATTOLICA E DI CONSEGUENZA ACCETTARE LA POSSIBILITÀ DI SCISMI, DIVISIONI, LACERAZIONI”

Marco Marzano per il “Fatto quotidiano”

BERGOGLIO RATZINGER

 

L'ennesima puntata del tormentone sui I due papi è terminata. La disperata marcia indietro compiuta da monsignor Gaenswein non ha cambiato di una virgola la sostanza di quello che è avvenuto e cioè che Joseph Ratzinger ha deciso di entrare, con tutto il suo peso della sua autorevolezza spirituale e politica, nel confronto in atto dentro la Chiesa sul tema del futuro dell' ordinazione sacerdotale.

 

L'ex papa lo ha fatto mostrando di aderire completamente alle tesi dei "cattoapocalittici", ovvero di quella parte della gerarchia e del popolo cattolico che considera inaccettabile, su questo come su altri terreni, anche la più minuscola innovazione organizzativa.

 

BERGOGLIO RATZINGER

Concedere la possibilità, pur in via del tutto eccezionale, ai vescovi dell'Amazzonia di ordinare sacerdoti alcuni diaconi sposati è ritenuto da costoro il "principio della fine" per il celibato del clero cattolico, la minuscola slavina che innescherebbe la valanga di una miriade di richieste analoghe da molte altre parti del mondo. Da qui la supplica rivolta a Francesco di fare muro, di dire no a questo cambiamento.

 

bergoglio ratzinger

A tinte completamente invertite, dal nero profondo della disperazione al rosso vivo della gioia incontenibile, quello immaginato dagli ultraconservatori è lo stesso scenario dipinto dagli ultraprogressisti. Questi ultimi sperano proprio che accada quel che i conservatori radicali temono: cioè che dall' Amazzonia si propaghi dentro la Chiesa un 'ondata di rinnovamento che giunga a rendere il celibato ecclesiastico, sul modello delle chiese ortodosse, una mera opzione. L' occasione del prossimo scontro è già nota: sarà il sinodo che la chiesa tedesca si appresta a celebrare tra poche settimane avendo in agenda, tra gli altri, proprio il tema rovente della revisione del celibato.

 

BERGOGLIO RATZINGER

In questa situazione è obbligatorio chiedersi cosa pensi papa Francesco, quale sia l' orientamento che il sovrano cattolico ha maturato rispetto a questo conflitto. In molti danno per scontato un profondo conflitto di opinioni tra lui e Ratzinger. Io credo che la differenza esista, ma che non sia così acuta come appare in tante drammatiche rappresentazioni giornalistiche.

 

Tra poche settimane leggeremo probabilmente il documento che il papa avrà prodotto sul tema. Nel frattempo possiamo fare però qualche congettura. Esattamente un anno fa, nel gennaio 2019, nel corso di una conferenza stampa in aereo, un giornalista chiese a Francesco se ritenesse possibile, per il futuro, aprire ai preti sposati. Il papa argentino rispose che quella domanda gli faceva venire alla mente una frase di Paolo VI : "Preferisco dare la vita che cambiare la legge sul celibato".

 

PAPA BERGOGLIO E IL SINODO PER L AMAZZONIA

E aggiunse che riteneva il celibato un "dono per la chiesa" e che era assolutamente contrario a renderlo una mera opzione. Qualche eccezione poteva essere pensata, concluse Bergoglio citando le "isole del Pacifico", per dei posti sperduti e remoti, dove fosse impossibile disporre di un numero adeguato di preti celibi e risultasse dunque pregiudicata la possibilità per i fedeli di accedere con regolarità all' eucaristia. In questi luoghi, e solo in questi, potrebbero essere forse in futuro ordinati preti, ma con facoltà e poteri fortemente ridotti, degli adulti sposati. Questa è esattamente la situazione dell' Amazzonia, un luogo dove non è pensabile che un prete dica messa in due parrocchie, perché la distanza tra l' una l' altra è di migliaia di chilometri.

BERGOGLIO RATZINGER

 

Come si può facilmente costatare, tra i due papi (e tra i diversi settori della gerarchia) non sembra esistere in realtà una distanza incommensurabile (quella che invece pare sussistere con la sinistra interna). Entrambi sono a favore del mantenimento del celibato obbligatorio del clero. Le differenza sono per così dire tattiche e non strategiche, di opportunità e non ideologiche.

 

Se anche accogliesse l' indicazione che nel frattempo è provenuta dalla stragrande maggioranza dei partecipanti al Sinodo per l' Amazzonia e concedesse ai vescovi di quella regione di ordinare sacerdote (casomai con facoltà ridotte e in via sperimentale) qualche uomo sposato, Bergoglio, a meno che non abbia cambiato idea in questi dodici mesi, non aprirebbe nel modo più assoluto al celibato opzionale.

 

PAPA BERGOGLIO E IL SINODO PER L AMAZZONIA

Per questa ragione è anche assai probabile che egli sia disposto a opporre una decisa resistenza dinanzi a una richiesta analoga proveniente dalla Germania. Non esiste nessun automatismo per il quale quello che viene concesso in un' area molto peculiare come l' Amazzonia debba essere garantito anche agli abitanti di una delle terre più densamente popolate al mondo.

 

Per risolvere il problema del deficit di clero in Europa esistono molte altre vie che possono essere tentate: l' importazione di clero dal secondo e terzo mondo, la chiusura di alcune chiese e la concentrazione del numero sempre più ridotto di fedeli in poche grandi parrocchie, per le quali serva meno personale clericale. E così via.

 

Lo abbiamo già scritto più volte: abolire l' obbligatorietà del celibato significa cambiare radicalmente la forma della chiesa cattolica e di conseguenza accettare la possibilità di scismi, divisioni, lacerazioni molto più profonde di quelle viste in questi giorni. Possiamo sbagliarci, ma non ci sembra che papa Francesco, giunto a questo punto del suo pontificato, ne abbia né la forza né la volontà.

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