cimitero dei rotoli a palermo

NON C’È PACE NEMMENO PER I MORTI – LA VERGOGNA DEL CIMITERO PALERMITANO DEI ROTOLI DOVE QUASI MILLE BARE ASPETTANO DEGNA SEPOLTURA: SI VA AVANTI CON PILE DI MORTI ACCATASTATI DAL 2019, MA IL SINDACO ORLANDO GIOCA AL RIMPALLO DELLE RESPONSABILITÀ, LITIGANDO COL CONSIGLIO COMUNALE, E SOLO ORA EMANA ORDINANZE CHE AVREBBE POTUTO FIRMARE UN ANNO E MEZZO FA – IL RESTO È IL RACCONTO DI UN FILM DELL’ORRORE: CON IL CALDO COCENTE LE BARE SCOPPIANO E…

Riccardo Arena per “la Stampa”

 

cimitero dei rotoli a palermo 9

La prima cosa che ti prende come un pugno allo stomaco non si può rendere sulla carta né in video né in altro modo, non si può comprendere se non si entra materialmente nel girone infernale del cimitero palermitano dei Rotoli. È la puzza. Una dannata puzza di morto, se vogliamo usare un linguaggio da film western. Perché, se ne parli senza avere un congiunto, un familiare, un genitore, un fratello, un figlio tra le mille bare in attesa di sepoltura nella Palermo del XXI secolo, magari non ti fa tanto effetto.

cimitero dei rotoli a palermo 8

 

Ma immaginate chi, per "pietas", per affetto, per dolore, per la speranza di poterlo finalmente seppellire, va a trovare un defunto che era una persona cara. Immaginate di sentire l'odore acre e nauseabondo della sua e di 999 altre contemporanee decomposizioni, accelerate dal caldo, il terribile caldo siciliano di queste settimane. E se poi la decomposizione si vede pure materialmente, con tracce evidenti che spuntano sotto e accanto alle bare accatastate dove capita, il dolore si centuplica, si mescola allo schifo e si trasforma in rabbia. Benvenuti all'inferno.

 

cimitero dei rotoli a palermo 7

Storia per stomaci forti, questa. Storia che si snocciola in mezzo alla gente sparuta che in questi giorni a cavallo di Ferragosto trova il coraggio di andare alla ricerca delle bare dei parenti, degli amici, che l'amministrazione comunale di Palermo, guidata da Leoluca Orlando, non riesce a seppellire. Storia di inefficienza e burocrazia, di rimpallo di competenze e di incapacità di trovare una soluzione che sia veramente tale. Storia di sopraffazione e rassegnazione, perché va avanti da così tanto tempo, dalla seconda metà del 2019, che rientra quasi nella normalità di una Palermo che normale veramente non lo diventerà mai.

cimitero dei rotoli a palermo 6

 

Quando Gianluigi Nuzzi scrisse sulla Stampa, alla fine di giugno del 2020, facendo conoscere il caso a livello nazionale, le bare insepolte ricoverate (si fa per dire) sotto i tendoni, i gazebo, ma anche in uffici, sopra impalcature, a terra, nei gabinetti, erano "appena" 480. Ora viaggiano tra 975 e mille, soglia psicologica difficile da accettare e per questo probabilmente occultata in questo macabro calcolo quotidiano. Non c'è posto, mancano gli spazi per l'inumazione e i loculi; gli altri due cimiteri comunali, Cappuccini e Santa Maria di Gesù, sono piccoli, la costruzione del quarto, a Ciaculli, borgata intrisa di mafia, è lontana anni luce. I privati che gestiscono il camposanto di Sant' Orsola non sono tenuti a ospitare le salme. Forse lo faranno adesso, dopo l'ordinanza del sindaco.

cimitero dei rotoli a palermo 5

 

Ma intanto, racconta Giuseppe, giovane e disfatto perché lì ai Rotoli ha la madre e un fratello privi di sepoltura, «non si trova nemmeno il posto per mettere la bara per terra». Gli fa eco il padre, Paolo, che è lì con lui: «Sono buttati così, come le cose. Chi arriva prima si sistema, gli altri poi si vede». La signora Maria commenta: «Non ci è possibile portare un fiore ai nostri cari, ma è possibile tutto questo?». E mostra il tappeto di bare da percorrere per arrivare alla cassa in cui c'è la madre, mentre stringe la mascherina al viso, non certo per paura del Covid.

 

cimitero dei rotoli a palermo 4

Storia disgustosa quanto brutta. Perché nei giorni scorsi il direttore del cimitero di Santa Maria dei Rotoli, Leonardo Cristofaro, ha preso tastiera e video e ha scritto una mail al capo di gabinetto del sindaco, Sergio Pollicita: le bare scoppiano, gli ha comunicato, ma non tanto per dire. Scoppiano, sì, è un processo naturale causato dalle alte temperature. E così, mentre Matteo Salvini coglie la palla al balzo e preannuncia una visita al cimitero della borgata marinara palermitana, per sfidare il nemico Orlando, lo stesso sindaco di lungo, lunghissimo corso (con alcune pause lo è dal 1985) litiga col Consiglio comunale ed emana ordinanze che in sostanza avrebbe potuto firmare un anno, un anno e mezzo fa, per cercare di trovare una soluzione.

 

cimitero dei rotoli a palermo 3

C'è un'altra signora, in mezzo ai gazebo pieni di morte sospesa, che decide di affrontarlo con grande rispetto ma direttamente: «Sindaco Orlando, non so se è lei la persona interessata». Non dice il nome, ma non per paura o reticenza, perché si mostra anche alle telecamere, sistemandosi gli occhiali di tartaruga e ravviandosi i capelli lunghi e mossi, poco curati nei giorni del dolore senza fine della mancata sepoltura del padre: "Se è lei la persona interessata, è a lei che mi rivolgo. Non userò parole offensive. Le parlo civilmente da palermitana, perché lei possa fare, per favore, qualcosa. Si prenda cura dei suoi palermitani. Per favore, glielo chiedo, sindaco Orlando».

cimitero dei rotoli a palermo 2

 

Parole che sintetizzano il rapporto viscerale, unico, strano, che c'è tra il sindaco e la sua Palermo. Faccia qualcosa per i palermitani, gli dicono i cittadini e anche quelli della Lega e delle opposizioni di centrodestra, oggi diventati maggioranza in Consiglio comunale. Ma Leoluca Orlando, nel pieno dell'emergenza bare e dei rifiuti che affollano le strade della città, vuota di persone per le ferie ma piena di spazzatura per le inefficienze dell'azienda comunale, si rivolge invece all'Onu: «Il Consiglio di sicurezza batta un colpo - scrive -. In Afghanistan c'è un'emergenza umanitaria che impone interventi immediati». Le bare di Palermo possono aspettare.

cimitero dei rotoli a palermo 1cimitero dei rotoli a palermo 10

Ultimi Dagoreport

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...