vigano papa francesco

NUOVA PUNTATA DELLA SERIE MONSIGNOR VIGANÒ VS BERGOGLIO - IL PRELATO, NASCOSTO IN UN RIFUGIO SEGRETO, RILASCIA LA SUA DOSE DI VELENI AL “WASHINGTON POST” IN CUI CHIEDE NUOVAMENTE LE DIMISSIONI DEL PAPA PER IL CASO MCCARRICK: “HA DETTO DI NON SAPERNE NULLA MA SONO STATO IO AD INFORMARLO NEL 2013. PAPA FRANCESCO HA MENTITO PALESEMENTE AL MONDO INTERO. COME SI PUÒ DIMENTICARE TUTTO QUESTO?”

Salvatore Cernuzio per https://www.lastampa.it

 

carlo maria vigano

Il Papa che mente su McCarrick. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI che hanno commesso anche loro «errori» sul caso dell’ex arcivescovo di Washington perché sono «esseri umani», mentre Francesco dovrebbe dimettersi. Lui costretto ad un auto-esilio dopo aver accusato la «mafia gay» regnante in Vaticano. Nuovi documenti pieni di rivelazioni.

 

Gli ingredienti che hanno condito la saga di monsignor Carlo Maria Viganò ci sono tutti nell’intervista che l’ex nunzio negli Usa ha rilasciato oggi al Washington Post. Non una intervista nel verso senso del termine, ma un epistolario lungo due mesi condotto via mail (8mila parole in risposta a 40 domande) tra i due giornalisti Chico Harlan e Stefano Pitrelli e l’arcivescovo che ha rifiutato di incontrarli di persona.

 

papa francesco theodore mccarrick

Dalla pubblicazione del suo clamoroso dossier dell’agosto 2018 in cui metteva in stato d’accusa il Pontefice, non è chiaro per quali particolari motivi, Viganò ha scelto infatti di vivere nascosto in un rifugio segreto dal quale invia, ciclicamente, lettere e comunicati. Sono numerose le dichiarazioni rilasciate in questi mesi, sempre tramite la consueta rete di siti e blog tradizionalisti che hanno contribuito alla diffusione del suo memoriale, con cui l’arcivescovo si ritaglia un ruolo da protagonista della Chiesa o commenta le notizie correnti.

 

L’ex nunzio, che - come ricorda il quotidiano statunitense - era sempre in prima fila ad eventi della Chiesa conservatrice o marce pro-life, non appare in pubblico da una decina di mesi, contatta la gente tramite Skype con un account diverso dal suo nome e dice di essere diventato «più attento a chi incontro e a cosa dico». Ai due giornalisti che gli ponevano domande personali rifiuta di rispondere perché, spiega, sono «irrilevanti per i gravi problemi della Chiesa». «La mia vita è abbastanza normale», scrive in una mail, e in un’altra si definisce un «anziano» che «apparirà tra poco davanti al Buon Giudice».

viganò

 

Viganò taglia corto anche sullo scandalo di corruzione che, grazie ad un’inchiesta condotta proprio dal Post, vede protagonista il vescovo di Wheeling in West Virginia, Michael J. Bransfield, che avrebbe elargito grosse somme di denaro della diocesi come «regali» a vescovi e cardinali per assicurarsi la loro protezione. Nella lista figura anche monsignor Carlo Maria Viganò, il quale spiega ora che sarebbe stato un affronto rifiutare del denaro che ha poi donato in beneficenza.

 

L’ex rappresentante del Papa negli Usa, invece, si sofferma a lungo sulle dichiarazioni del Papa alla tv messicana Televisa, in cui affermava di non sapere nulla dei crimini di McCarrick, altrimenti avrebbe agito. Viganò – che afferma di essere stato proprio lui ad informare Bergoglio, nel 2013, delle malefatte dell’allora pastore di Washington - si dice «immensamente triste» per il fatto che Francesco «ha mentito palesemente al mondo intero»: «Come si può dimenticare tutto questo, specialmente un Papa?».

lorenzo baldisseri, pope francis e il vescovo kevin j. farrell

 

Finora non ci sono documenti in grado di comprovare tali affermazioni, così come non ci sono prove evidenti che confermino l’altro leitmotiv dei documenti dell’ex nunzio, ovvero il fatto che Papa Francesco fosse a conoscenza e avesse quindi ignorato le sanzioni imposte segretamente da Benedetto XVI a McCarrick. Indicazioni come il non apparire in pubblico ed evitare viaggi che l’ex cardinale aveva sistematicamente ignorato già sotto il pontificato di Ratzinger.

 

«La verità verrà fuori» assicura Viganò, lasciando intuire di aver in mano ancora altri documenti ma che «non è ancora arrivato il momento per me di rilasciare qualcosa» e invitando invece le gerarchie vaticane a rendere pubblica la documentazione nei loro archivi «supponendo che non l’abbiano ancora distrutta». «I risultati di un’indagine onesta» della Santa Sede - annunciata dal Vaticano ad ottobre e ancora in corso, come confermato recentemente dal cardinale Parolin - «sarebbero disastrosi per l’attuale papato», afferma.

 

carlo maria vigano

Certo, ammette Viganò (forse per la prima volta), uno studio così «approfondito» potrebbe danneggiare la reputazione anche dei precedenti Pontefici, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II. È sotto i loro pontificati, infatti, che McCarrick, di cui la Santa Sede - stando alle dichiarazioni dello stesso Viganò - conosceva fatti e misfatti, ha vissuto un’ascesa che lo ha portato a presiedere l’arcidiocesi di Washington, divenendo una delle figure ecclesiali più influenti negli Usa e a Roma, grazie anche alla sua “Papal Foundation” dispensatrice di importanti donazioni.

 

il cardinale theodore mccarrick

«Questo», afferma Viganò, «non è una buona ragione per non cercare la verità». E in ogni caso «Benedetto XVI e Giovanni Paolo II sono esseri umani, e possono anche aver commesso errori. Se lo hanno fatto, noi vogliamo conoscerli. Perché dovrebbero rimanere nascosti? Tutti possiamo imparare dai nostri errori». La stessa benevolenza sembra non valere per il Pontefice regnante: Viganò dice di aver ammorbidito, «a posteriori», l’invito a dimettersi, tuttavia continua a valutarla come opzione nel caso in cui il Papa «rifiuti di ammettere i suoi errori e chiedere perdono».

 

viganò

Nell’intervista l’ex diplomatico difende il suo operato: «Il silenzio mi renderebbe complice degli abusatori e causerebbe altre vittime». Poi torna a battere il chiodo sulla questione omosessualità della Chiesa, ribadendo la controversa teoria che sarebbe questa la radice di gran parte degli abusi del clero. Sì, ci sono studi che confermano che non ci sia alcun nesso tra orientamento sessuale e probabilità di commettere abusi, come ricordato anche nel Summit di febbraio in Vaticano. Ma ci sono anche «prove schiaccianti», secondo Viganò, ovvero il fatto che l’80% delle vittime di abusi sia di sesso maschile, intorno ai 14 anni di età.

 

carlo maria vigano

La crisi degli abusi sessuali sarebbe «molto meno grave» se il «problema dell’omosessualità nel sacerdozio fosse onestamente riconosciuto e adeguatamente affrontato», afferma monsignor. E aggiunge: «È stupefacente che la parola “omosessualità” non sia apparsa una sola volta, in nessuno dei recenti documenti ufficiali della Santa Sede». Evidentemente, dice, è ancora viva e potente quella «mafia gay» tra le mura apostoliche, che in passato «ha sabotato ogni sforzo di riforma». 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....