revenge porn

OCCHIO A NON DIVENTARE DEI REVENGE STRONZ! – BASTA INOLTRARE UNA FOTO PER DISTRUGGERE LA VITA DI UNA PERSONA E FINIRE NEI GUAI: LA DIFFERENZA TRA AVER COMPIUTO O MENO IL REATO NON DIPENDE TANTO DA QUANTE PERSONE HANNO RICEVUTO UNA FOTO (ANCHE SE PESA), MA SE SI È AUTORIZZATI O MENO A INVIARLA. NEL PRIMO CASO NON SI INCORRE IN ALCUNA RESPONSABILITÀ NEL SECONDO, IL QUADRO CAMBIA RADICALMENTE…

Giuseppe Scarpa per "Il Messaggero"

 

REVENGE PORN

«Attenzione, non bisogna inoltrare le foto attraverso Whatsapp, Telegram o Signal, senza l'autorizzazione del soggetto che vi è ritratto». È categorico Eugenio Pini, avvocato che spesso in qualità di parte civile si ritrova a difendere a processo le vittime del revenge porn. È questo un nuovo reato, entrato da poco nel codice penale, figlio di una nuova epoca. Quella degli smartphone, dell'invio attraverso i programmi di messaggistica istantanea degli scatti di una persona, ad esempio, nuda o seminuda.

 

REVENGE PORN 4

Immagini che poi rimbalzano da un cellulare ad un altro, diventano virali e finiscono con il distruggere la vita di chi, delle foto, ne è il protagonista inconsapevole. Anche se, come precisa Pini «è sufficiente inoltrare lo scatto anche ad un solo soggetto per poter essere accusati di revenge porn». La differenza tra aver compiuto o meno il reato non dipende tanto da quante persone hanno ricevuto il file (avrà comunque un peso) ma se si è autorizzati o meno a inviarlo. Nel primo caso non si incorre in alcuna responsabilità nel secondo il quadro cambia radicalmente.

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I REATI Come sottolinea il penalista Pini, in questi ultimi anni vi è stato un aumento esponenziale di denunce per diffamazione e revenge porn compiuti per mezzo di «piattaforme di messaggistica istantanea. I casi in cui viene lesa e offesa l'altrui reputazione, la privacy e la dignità della persona si sono moltiplicati». Ebbene, precisa l'avvocato, per quanto concerne «la consumazione del reato di diffamazione attraverso il web questa è qualificabile come diffamazione aggravata e consiste in una qualsiasi immissione di contenuti di carattere offensivo che colpiscono l'immagine di una persona».

revenge porn roma 3

 

Il revenge porn, invece, introdotto con la recente legge n. 69 del 2019, è più specifico. Nato da poco proprio per contrastare questo nuovo fenomeno «consiste nella diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti nonché nella indebita cessione ad altri senza il consenso delle persone ritratte». La soluzione a questo punto è semplice. Anche se spesso chi invia le foto, come spiega il legale, dopo averle ricevute pensa in qualche modo di non essere responsabile. Di fatto non è così. «È un interesse di tutti combattere una piaga sociale come il revenge porn e altri reati connessi all'utilizzo improprio di sistemi di messaggistica istantanea».

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GLI ERRORI Per non commettere errori si deve considerare, in prima analisi, che Whatsapp, Telegram o Signal, ovvero il mezzo utilizzato, rendono rapida ed incontrollata la diffusione di qualsiasi contenuto». «Il secondo aspetto è la totale insensibilità affettiva e apatia intellettiva che accompagna l'uso del cellulare. Tutto diventa indefinito: viaggi, cibo, animali, meme, violenza, pornografia, pedopornografia, sport etc. Tutto è mischiato, appiattito e normale. Ma dobbiamo sempre considerare che dietro un video può esserci la sofferenza di un bambino, di un ragazzo o di un adulto. Dietro un filmato ci può essere bullismo, estorsioni, pedopornografia o violenza psicologica». Perciò - conclude Pini -occorre stare attenti. «Attenzione in ogni azione che compiamo, utilizzando il nostro smartphone». Giuseppe Scarpa

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