carlos ghosn

OH MY GHOSN! – È ANCORA MISTERO SULLA SPETTACOLARE FUGA DELL’EX AD DI RENAULT-NISSAN DAL GIAPPONE, MA INIZIA A EMERGERE QUALCHE DETTAGLIO: DI SICURO C’È CHE UN JET PRIVATO È ARRIVATO A ISTANBUL IL 30 DICEMBRE ALLE 5 E 15, E UN ALTRO È PARTITO POCO DOPO – GHOSN AVEVA OTTENUTO IL PERMESSO DI ORGANIZZARE UN CONCERTO, POI SI È NASCOSTO NELLA CASSA DI UN CONTRABBASSO, CON L’AIUTO DI MILITARI LIBANESI E… – VIDEO

 

Leonardo Martinelli per “la Stampa”

 

carlos ghosn con la moglie

No, Carole non c' entra. Carlos Ghosn, reduce da una fuga da film, al sicuro a Beirut ma silente o soprattutto sfuggente (chissà quanto gode che i media di mezzo mondo parlino di lui: da supermanager adorava parlare in pubblico e ai giornalisti giusti), si è espresso ieri in un breve comunicato : «Le ipotesi per cui mia moglie o altri membri della mia famiglia avrebbero giocato un ruolo nella mia partenza dal Giappone sono false. Sono io che ho organizzato tutto. Loro non c' entrano nulla». Credergli? Nessuno gli crede, vista l' intraprendenza della signora Ghosn.

 

perquisizione della casa di ghosn a tokyo

Sulla fuga il mistero resta fitto (Ghosn parlerà in una conferenza stampa mercoledì prossimo) ma qualche elemento affiora. Sicuro è l' arrivo di un jet privato all' aeroporto Ataturk di Istanbul alle 5 e 15 della mattina del 30 dicembre, proveniente da Osaka e con la matricola Tc-Tsr.

 

la fuga di carlos ghosn

Alle sei ne sarebbe partito da lì un altro, diretto a Beirut, modello Bombardier Challenger 300, matricola Tc-Rza. È praticamente sicuro che a bordo di quei voli ci fosse il nostro. Ieri in Turchia sono state fermate sette persone, che sarebbero coinvolte nella vicenda, tra cui quattro piloti. L' aeroporto Ataturk è utilizzato solo per il trasporto merci e da alcuni jet privati. E dove si può dare meno nell' occhio.

il capodanno di carlos ghosn con la moglie a beirut

 

Ma perché partire da Osaka? Anche in quel caso, i controlli sono più blandi che a Tokyo. Varie fonti libanesi insistono sull' ipotesi della fuga in una cassa che conteneva il contrabbasso di un' orchestra specializzata in canti gregorani. L' ex padre padrone di Renault-Nissan, che viveva in libertà vigilata in un appartamento vicino all' ambasciata francese, a Tokyo, aveva ottenuto il permesso di organizzare un concertino a casa sua il 29. L' abitazione era controllata dai poliziotti e da una società privata di Nissan.

 

la casa di ghosn a tokyo

Quella della cassa sarebbe stata l' unica possibilità per andarsene senza essere visto. Poi la corsa in autostrada verso Osaka, a più di 500 km dalla capitale. I giorni che precedono l' Oshogatsu, il capodanno nipponico, sono gli unici in cui i giapponesi staccano davvero, festeggiando con la famiglia. Ghosn ha approfittato di un calo generale dell' attenzione. Per passare i controlli a Osaka ha fatto probabilmente ricorso a un travestimento e a una falsa identità.

 

perquisizione della casa di ghosn a tokyo 1

L' orchestra (ma erano veri musicisti?) sarebbe stata accompagnata da ex militari di Beirut e nel volo da Osaka sarebbe stato presente «personale diplomatico», presumibilmente libanese. Ghosn si sarebbe confuso tra di loro. Ieri l' appartamento che occupava a Tokyo è stato perquisito dalla polizia. E Interpol ha spiccato un mandato di cattura contro Ghosn, notificato alle autorità libanesi.

carlos ghosn 3

Lui avrebbe passato i controlli al suo arrivo a Beirut con un passaporto francese, che aveva in più a quello che gli era stato sequestrato in Giappone. Ora, se anche Tokyo chiederà l' estradizione di Ghosn, il Libano la negherà. Ha rigettato per anni pure quella di un terrorista nipponico, Kozo Okamoto, tra gli autori di un attentato all' aeroporto israeliano Ben Gurion nel 1972, che fece 26 morti. Okamoto vive ancora oggi indisturbato a Beirut.

 

carlos ghosn

Ieri anche Agnès Pannier-Runacher, sottosegretario francese all' Economia, ha detto che, se Ghosn si spostasse in Francia, «non procederemmo all' estradizione, perché il nostro Paese così fa con tutti i suoi cittadini». L' ex supermanager si trova asserragliato in una delle sue dimore libanesi, nel quartiere cristiano-maronita di Achrafieh, nell' est di Beirut. È una villa rosa dalle persiane verdi. L' acquistò nel 2016 per 9,5 milioni di dollari. Ma il suo restauro sarebbe costato 7,2 milioni e, secondo le accuse di Nissan, sarebbe stato fatto pagare dalla casa automobilistica.

carlos ghosn 2

 

carlos ghosn arrestato a tokyo 2

Nissan ha fatto causa anche in Libano ma il tribunale di Beirut ha dato la villa in concessione ai Ghosn, almeno temporaneamente. Carole, seconda moglie di Carlos, ci vive dall' aprile scorso, quando lasciò Tokyo. E lì, negli ultimi mesi, ha imbandito cene con i migliori scampoli del Libano bene e avrebbe organizzato la fuga di Carlos, anche se lui ora nega. È la sua seconda moglie, classe 1966, libanese come lui, ma ha vissuto gran parte della sua vita a New York, dove commercializza caftani di lusso disegnati dalla stilista Alison Levasseur. Fu la prima moglie di Ghosn, Rita Khordahi, a scoprire la tresca a Tokyo nel 2013. Subito dopo Carlos e Carole, con il suo brushing sempre impeccabile, iniziarono una sfrenata esistenza mondana, compresa la comparsa fissa dal 2015 al 2018 sulle scalinata del festival di Cannes. Trionfanti e vincenti. Hanno vinto anche stavolta.

Carlos Ghosn, Dieter Zetsche, Sergio Marchionnecarlos ghosn con la moglie carolethierry bollore' carlos ghosnLA VILLA DI GHOSN A BEIRUT CARLOS GHOSNLA VILLA DI GHOSN A BEIRUTmichel aounthierry bollore' carlos ghosn 1carlos ghosn 1carlos ghosn arrestato a tokyo 1carlos ghosn arrestato a tokyocarlos ghosncarlos ghosn emmanuel macroncarlos ghosn 4

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...