italia 1990 lingotti oro

ORO AZZURRO - RITROVATI 50 LINGOTTINI D’ORO, OGNUNO DEL PESO DI 25 GRAMMI CON UN GRADO DI PUREZZA DI 750 MILLESIMI, CON SU IMPRESSO IL COGNOME DI CIASCUNO DEI CALCIATORI DELLA NAZIONALE ITALIANA CHE PRESE PARTE AL MONDIALE DEL ’90 - LI FECE REALIZZARE L’ALLORA SINDACO DI MARINO, GRATO AGLI AZZURRI DI AVER SCELTO IL SUO COMUNE PER IL RITIRO. MA LA CONSEGNA DEL REGALO NON AVVENNE MAI - I LINGOTTI ERANO IN UNA CASSETTA DI SICUREZZA IN BANCA…

Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera”

 

I LINGOTTI CHE IL COMUNE DI MARINO VOLEVA REGALARE ALLA NAZIONALE ITALIANA NEL 1990

«Davvero hanno ritrovato il tesoro di Italia '90? Che bella notizia, non ne sapevo niente», esclama al telefono Giuseppe Giannini, 55 anni, ex capitano della Roma e regista della nazionale di Azeglio Vicini, per tutti da sempre il Principe. «Quasi quasi - aggiunge subito - chiamo i miei ex compagni di squadra Schillaci, Baggio, Donadoni, Mancini, Zenga. Insieme potremmo studiare un'iniziativa, organizzare magari un'asta di beneficenza per aiutare i terremotati o le residenze per gli anziani colpiti dal Covid...».

 

Già, il tesoro di Italia '90 è stato ritrovato: i cinquanta lingottini d'oro personalizzati, ognuno del peso di 25 grammi con un grado di purezza di 750 millesimi, con su impresso il cognome di ciascuno dei protagonisti delle «Notti Magiche», giacevano da 30 anni in una cassetta di sicurezza della Banca di credito cooperativo dei Colli Albani. Li ha scoperti Carlo Colizza, sindaco M5S di Marino, comune dei Castelli Romani fino a ieri conosciuto soprattutto per la sagra dell'uva: «Quando li ho visti - racconta - mi sono sentito come un bimbo nella grotta dei pirati».

FRANCO BARESI E AZEGLIO VICINI

 

I 50 lingottini, uno per ogni calciatore ma anche uno per ogni singolo componente dello staff tecnico della Nazionale e della Federcalcio di allora, dovevano essere l'omaggio del Comune di Marino ai nostri azzurri per aver scelto proprio la cittadina dei Castelli Romani come luogo del ritiro dall'8 giugno all'8 luglio del 1990. Però, malgrado più volte in quei giorni il sindaco socialista dell'epoca, Giulio Santarelli, avesse invitato la Nazionale a Palazzo Colonna, i lingottini non vennero mai consegnati. Si sfiorò addirittura l'incidente diplomatico, Santarelli scrisse perfino al presidente della Repubblica di allora, Francesco Cossiga, per lamentarsi.

 

azeglio vicini

Ma Azeglio Vicini, il ct, pretendeva massima concentrazione e gli azzurri restarono per tutto il tempo rintanati all'Hotel Helio Cabala, «che dista dal Comune non più di quattro minuti di macchina», fa rilevare il sindaco attuale Colizza, deluso anche lui. «Ricordo gli allenamenti allo stadio di Marino - dice Giuseppe Giannini - ogni volta venivano a vederci 3-4 mila persone, tanto calore sugli spalti, tante bandiere tricolori, c'era un grande entusiasmo intorno a noi, io abitavo a un chilometro e mezzo da lì, respiravo ogni giorno aria di casa. Peccato davvero per come andò a finire: dopo 30 anni ancora non ci dormo...».

 

SCHILLACI E BAGGIO

Semifinale a Napoli, il 3 luglio contro l'Argentina di Maradona: l'Italia perse ai rigori 3-4. «Eppure eravamo fortissimi, una squadra da primo posto», sospira il Principe. Nei mesi scorsi, poi, l'ex sindaco Santarelli ricordando in un'intervista la vicenda, rivelò la fine dei lingotti: riposti in due scatoloni e chiusi con lo scotch nella banca della Tesoreria del Comune.

italia argentina mondiali 90 maradona bergomi

 

Così sono scattate le ricerche, fino al ritrovamento e all'apertura della cassetta di sicurezza. Il sindaco Colizza ora ha deciso di indire un referendum: a settembre chiamerà i suoi concittadini a pronunciarsi su cosa fare di questo tesoro: «Potremmo finalmente consegnarli ai calciatori dell'epoca per ricucire lo strappo oppure invece organizzare un'asta a livello professionale perché il valore è davvero notevole (quotazione dell'oro di ieri, 55,19 euro al grammo, ndr ) e finanziare qualche progetto utile». «Giusto così - conclude Giuseppe Giannini -. Siano i cittadini di Marino a decidere: comunque sarei felice se li dessero a noi, tutti insieme come allora potremmo fare del bene al Paese».

 

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