iran hezbollah nasrallah khomenei netanyahu

LA PALLA PASSA ALL’IRAN – TEHERAN DOVRÀ DARE UNA RISPOSTA PER L’UCCISIONE DI NASRALLAH MA HA POCHE CARTE IN MANO – L’AVIAZIONE ISRAELIANA DOMINA I CIELI DEL MEDIO ORIENTE CON 300 CACCIABOMBARDIERI, ARMATI CON LE PIÙ POTENTI BOMBE AMERICANE. LA REPUBBLICA ISLAMICA HA POCHE DECINE DI JET, VECCHI F-14 DEI TEMPI DELLO SCIÀ, QUALCHE CACCIA RUSSO – LA DOTAZIONE MISSILISTICA IRANIANA NON È IN GRADO DI SPEZZARE LE DIFESE ANTIAEREE DELLO STATO EBRAICO – KHAMENEI ALZA LA VOCE MA PUÒ PUNTARE SOLO SU UNA STRATEGIA DI CONTENIMENTO AL CONFINE LIBANO-SIRIANO E, NEL CASO DI INVASIONE TERRESTRE, SU UNA GUERRIGLIA SFIBRANTE – IL COMANDANTE DELL’ESERCITO ISRAELIANO, HERZI HALEVI: “ECCO COME ABBIAMO ATTACCATO E PERCHE’ NON CI FERMEREMO”. VIDEO

GUARDA IL VIDEO DEL COMANDANTE DELL'ESERCITO ISRAELIANO, HERZI HALEVI, CHE SPIEGA L'OPERAZIONE CHE HA PORTATO ALL'UCCISIONE DI NASRALLAH

 

https://www.repubblica.it/esteri/2024/09/28/video/eliminazione_nasrallah_il_capo_militare_idf_ecco_come_abbiamo_attaccato_non_ci_fermeremo-423524279/

 

JIHAD ISLAMICA, 'IL NEMICO PAGHERÀ IL PREZZO DEI SUOI CRIMINI'

jihad islamica palestinese

(ANSA) - "Prima o poi, le forze di resistenza in Libano, Palestina e nella regione faranno pagare al nemico il prezzo dei suoi crimini e gli faranno assaporare la sconfitta per ciò che le sue mani hanno fatto". Lo afferma la Jihad islamica, un gruppo palestinese sostenuto dall'Iran, dopo il raid su Beirut e l'uccisione del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, secondo quanto riporta Sky News.

 

++ IDF, 'CI ASPETTANO GIORNI DIFFICILI, ALLERTA MASSIMA' ++

(ANSA) - "Ci aspettano giorni difficili" e "le truppe delle Idf sono in allerta massima, in difesa e in attacco, su tutti i fronti". Lo ha affermato il capo di stato maggiore delle forze armate israeliane Herzi Halevi, sottolineando che l'esercito continuerà a combattere Hezbollah per rimuovere la minaccia che rappresenta per i civili israeliani. Lo riporta il Times of Israel.

 

CHE COSA PUÒ FARE L’IRAN DOPO LA DECAPITAZIONE DEL SUO ALLEATO HEZBOLLAH

Estratto dell’articolo di Giordano Stabile per www.lastampa.it

 

ali khamenei hassan nasrallah

Poche settimane dopo il 7 ottobre la guida suprema Ali Khamenei riceveva l’ora defunto leader di Hamas Ismail Haniyeh e lo ammoniva: «Vi siete cacciati in un guaio da soli e non aspettatevi che vi tireremo fuori noi». I militanti palestinesi avevano agito in assoluta autonomia, nel massimo segreto, e scatenato una guerra totale con Israele.

 

L’Iran non voleva sacrificare le sue milizie sull’altare della causa palestinese, per un movimento sunnita che era stato spesso nemico, come in Siria, dell’asse della resistenza sciita. Ma non poteva neanche abbandonare del tutto i palestinesi, pena la perdita di influenza nel mondo musulmano.

 

OPERAZIONE NEW ORDER DELL ESERCITO ISRAELIANO PER UCCIDERE HASSAN NASRALLAH

Liberare Al-Quds, Gerusalemme, era uno dei pilastri della politica estera di Khomenei. Il suo successore ha optato per un appoggio militare limitato, all’inizio quasi simbolico, con lanci di razzi e droni da Libano, Siria, Iraq e Yemen. Anche l’uccisione dello stesso Haniyeh nel cuore di Teheran non ha provocato un salto di qualità da parte dei Pasdaran. L’unica reazione che poteva innescare una escalation è stata dopo l’eliminazione del referente dei Guardiani della rivoluzione a Damasco. Ma anche in quel caso, il primo raid diretto sul suolo israeliano, Khamenei ha cercato di evitare una provocazione eccessiva.

 

Il raid devastante che ha ucciso Hassan Nasrallah ha però un’altra portata. Il leader del Partito di Dio libanese aveva un legame diretto con Khomeini. Hezbollah è il modello per tutte le milizie sciite nel mondo arabo. Teheran dovrà dare una risposta ma ha poche carte nelle sue mani.

 

morte di hassan nasrallah

L’aviazione israeliana, 300 moderni cacciabombardieri, armati con le più potenti bombe americane, domina i cieli del Medio Oriente. La Repubblica islamica ha poche decine di jet, vecchi F-14 dei tempi dello scià, qualche caccia russo. La dotazione missilistica, di produzione interna, basata sullo sviluppo di modelli sovietici, è più avanzata ma non in grado di spezzare il poderoso quadruplice strato delle difese antiaeree dello Stato ebraico.

 

Le milizie sciite alleate hanno solo armi leggere, razzi, missili e droni. Sulla carta possono contare su 80 mila uomini in libano (20 mila effettivi più 60 mila “riservisti”), 50 mila in Siria, dai 100 ai 200 mila in Iraq.

 

ali khamenei hassan nasrallah

Sono formazioni adatte alla guerriglia urbana ma non a uno scontro aperto con un esercito convenzionale come quello israeliano: 180 mila uomini più fino a 500 mila riservisti, con duemila tank moderni, artiglieria e quant’altro.

 

Khamenei può quindi puntare solo una strategia di contenimento al confine libano-siriano e, nel caso di invasione terrestre, su una guerriglia sfibrante, come quella condotta fra il 1983 e il 2000 nel Sud del Libano, fino al ritiro delle truppe dello Stato ebraico.

ali khamenei

MANIFESTAZIONI PER NASRALLAH IN LIBANOpost dell esercito israeliano sulla morte di nasrallahhassan nasrallah 4

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)