parvin tadjk ciro beppe grillo

PANICO A CASA GRILLO – COSA SA BEPPE-MAO CHE NOI NON SAPPIAMO? LA MOGLIE È STATA INTERCETTATA E NON È ESCLUSO CHE NEL FASCICOLO D’INDAGINE DI TEMPIO PAUSANIA CI SIA QUALCOSA, TRA VIDEO E MESSAGGI, CHE LO HA TURBATO AL PUNTO DA FARGLI PERDERE IL CONTROLLO - IL VIDEO-EMBOLO È UN DANNO PER LA RAGAZZA MA ANCHE PER GLI AMICI DI “CIRUZZO”, AL PUNTO CHE I LEGALI PENSANO ADDIRITTURA DI RENDERE PUBBLICO IL FILMATO DI QUELLA NOTTE - VIDEO: LA RICOSTRUZIONE DI GILETTI

 

 

Massimo Malpica per "il Giornale"

 

ciro grillo su instagram

Il video-boomerang di Beppe Grillo in difesa del figlio Ciro accusato di stupro di gruppo continua a far discutere. Criticata trasversalmente, anche dal M5s, ora quell'uscita dell'ex comico avrebbe spaccato anche la linea comunicativa dei difensori degli altri tre ragazzi indagati dopo le dichiarazioni della 19enne S.J., che accusa i quattro di averla violentata nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019 nella villetta di Grillo, a Porto Cervo.

 

ciro e beppe grillo

Ma soprattutto quel contrattacco unilaterale, deciso autonomamente dal fondatore dei Cinque Stelle per «difendere» il pargolo nasconderebbe altro. Forse pure il timore di essere stato intercettato. Plausibile, peraltro, visto che la moglie Parvin Tadjik lo è stata prima e dopo essere stata interrogata dai magistrati sardi, visto che dormiva nella stessa villa ma ha raccontato di non aver sentito nulla.

 

massimo giletti e il caso ciro grillo 1

A ipotizzare che quel gesto sia stato spinto dall'ansia, parlando con il Riformista, è stato l'ex socio di Casaleggio Marco Canestrari, commentando il video e il successivo intervento della moglie, anche lei in difesa di Ciro, in replica al video con cui Maria Elena Boschi attaccava il messaggio di Beppe. «Solo con un attacco di panico si può giustificare una uscita così suicida da parte di entrambi. Sanno qualcosa che non sappiamo, anche a proposito dell'indagine», spiega l'esperto mediatico, che i coniugi Grillo li conosce bene. E non esclude che nel fascicolo d'indagine su cui sono al lavoro i magistrati di Tempio Pausania ci sia, tra video e messaggi, anche qualcosa che turba il fondatore del M5s, tanto da fargli perdere il controllo.

beppe grillo parvin tadjk ciro grillo

 

Il problema, ora, sono anche i coindagati di «Ciruzzo», Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, gli altri tre ragazzi che avrebbero preso parte al presunto stupro. I loro legali, sorpassati e sorpresi dal «messaggio alla nazione» di Beppe, avrebbero cominciato a valutare un cambio di direzione nella strategia comunicativa, e secondo quanto racconta Il Fatto Quotidiano starebbero addirittura studiando l'ipotesi di rendere pubblico il video di quella notte.

MARCO CANESTRARI

 

Un elemento che secondo la difesa degli indagati scagionerebbe Grillo junior e i suoi amici dimostrando che la ragazza era consenziente, ma che per la procura è invece una prova a carico, una sorta di pistola fumante che proverebbe la brutalità della scena, oltre a confermare le condizioni di fragilità e debolezza della ragazza.

 

massimo giletti e il caso ciro grillo 2

Diffondere quel video sembra insomma una mossa azzardata, oltre che di dubbia opportunità e legalità, visto che la difesa dei quattro ragazzi ha sempre detto che il processo andrà fatto in aula, ma come racconta Il Fatto, i legali si sarebbero detti, in seguito all'alzata di scudi provocata dall'uscita di Grillo, «consapevoli che in questo momento questa scelta (ossia mantenere un basso profilo, ndr) possa significare esporsi a un massacro mediatico».

BEPPE GRILLO NEL VIDEO A DIFESA DEL FIGLIO CIRO

 

Anche perché la difesa paterna di Ciro ha innescato una serie di reazioni nocive ai quattro indagati. Non solo per la generale indignazione della politica e della società civile, con i social in rivolta contro padre e figlio Grillo, ma anche per la pubblicazione di stralci del verbale della ragazza e di interviste al titolare del B&B che la ospitava (e che racconta che dopo quella serata la vide «non serena»), che hanno tra l'altro amplificato la mediaticità del caso invece di ridurla, ad onta dello stesso titolo scelto da Grillo per quel controverso video («giornalisti o giudici?»). Insomma, è tutto un pasticcio.

 

ciro grillo e gli amici

Che continua a gonfiarsi: ieri sera Massimo Giletti a «Non è l'Arena» su La7 ha fatto ascoltare un audio in cui, con voce artefatta, uno dei quattro ragazzi accusati di stupro sostiene che nel video acquisito come prova «si vede che la ragazza sta benissimo e che la vodka la beve da sola, e per sfida». Inoltre un'inviata della trasmissione ha intercettato per strada Ciro Grillo chiedendogli conto del video difensivo del padre.

ciro grillo ciro grilloBEPPE GRILLO NEL VIDEO A DIFESA DEL FIGLIO CIRO VIGNETTA DI NATANGELO SUL CASO DI CIRO GRILLOciro grillofoto di ciro grilloil figlio di grillogiro grillo con gli amicidaniele ambrosiani a quarto grado 4BEPPE GRILLO DIFENDE IL FIGLIO - VIGNETTA BY MANNELLIciro grilloCIRO GRILLO CIRO GRILLO BEPPE GRILLO NEL VIDEO A DIFESA DEL FIGLIO CIROciro grillo BEPPE GRILLO NEL VIDEO A DIFESA DEL FIGLIO CIRO BEPPE GRILLO NEL VIDEO A DIFESA DEL FIGLIO CIROciro grillo VIGNETTA DI ELLEKAPPA SUL CASO DI CIRO GRILLO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…