intercettazioni luca palamara

PANICO NELLE PROCURE  (E NELLE REDAZIONI) D’ITALIA: LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA LIMITA L’UTILIZZO DELLE INTERCETTAZIONI! – LA SENTENZA NASCE DAL RICORSO DI UN CITTADINO ESTONE E STABILISCE DUE CRITERI: VIOLARE LA PRIVACY È LECITO SOLO SE SI INDAGA SU REATI PARTICOLARMENTE GRAVI. E A DISPORRE LE INTERCETTAZIONI NON PUÒ ESSERE IL PM, MA SERVE UN GIUDICE. CIÒ CHE, PER ESEMPIO, NEL CASO PALAMARA NON È ACCADUTO...

Luca Fazzo per "il Giornale"

 

intercettazioni

C 'è voluta l' ostinazione di un cittadino estone, il signor H.K., accusato di avere fatto shopping con la carta di credito altrui, per fare piombare in Italia una sentenza che riapre molti scenari: fin da subito nel «caso Palamara», ma poi nella miriade di processi famosi od oscuri in cui hanno un ruolo cruciale le intercettazioni e le incursioni informatiche della giustizia nei telefoni degli indagati.

 

luca palamara ph massimo sestini

Nel caso Palamara, a saltare potrebbero essere per prime le sanzioni disciplinari: la radiazione dalla magistratura già decisa contro Luca Palamara, e i procedimenti ancora aperti contro il folto plotone di suoi colleghi che compaiono nelle chat insieme all' ex presidente dell' Associazione nazionale magistrati.

 

Perché la Corte di giustizia europea, accogliendo il ricorso di H.K., stabilisce due criteri fondamentali: che violare la privacy delle comunicazioni è lecito solo se si indaga su reati particolarmente gravi; e che a disporre le intrusioni non può essere il pubblico ministero, ma serve un giudice. Ciò che nel caso Palamara, come in migliaia di altri casi, non è accaduto.

 

intercettazioni

La sentenza della corte lussemburghese, depositata pochi giorni fa, stabilisce che l' accesso da parte della giustizia a sia lecito accedere su telefoni e computer a dati in grado di «permettere di trarre precise conclusioni sulla vita privata, per finalità di prevenzione, ricerca, accertamento e perseguimento di reati» sia lecito solo se si tratta di indagini «aventi per scopo la lotta contro le forme gravi di criminalità o la prevenzione di gravi minacce alla sicurezza pubblica». Viene colpita dunque la possibilità di utilizzare intercettazioni pescate in altri procedimenti o per altri reati più gravi colpendo a strascico e a casaccio.

trojan

 

Ma se questa possibilità in Italia è già almeno in parte limitata, la svolta vera portata dalla sentenza del 2 marzo riguarda la domanda: chi può impadronirsi del contenuto delle comunicazioni? La risposta della Corte è netta: la violazione della privacy non può essere disposta da un pubblico ministero ma da «un «giudice o un' entità in grado di garantire un giusto equilibrio tra le necessità dell' indagine contro la criminalità e i diritti fondamentali al rispetto della vita privata».

 

luca palamara

È esattamente il contrario di quanto è accaduto nelle indagini su Palamara e sul marcio nel Consiglio superiore della magistratura. Mentre le intercettazioni in presa diretta e l' uso del trojan sono state autorizzate - come prevede il codice italiano - da un giudice preliminare, il piatto più ghiotto dell' inchiesta, ovvero le chat scambiate da Palamara con i colleghi, è stato imbastito dalla Guardia di finanza prelevando i dati contenuti nello smartphone sequestrato a Palamara stesso.

 

Il prelievo, la cosiddetta forensic, è stato realizzato su ordine della Procura di Perugia, senza nessun controllo esterno. E il fatto che il pm sia convinto di avere ragione «non può essere sufficiente per conferirgli lo status di terzo rispetto agli interessi in gioco», dice la sentenza depositata sul sito della Corte.

intercettazioni polizia

 

Rischia di saltare, dunque, l' utilizzabilità delle chat nel processo penale in corso contro Palamara e i suoi coimputati. Nello stesso processo rischiano di dover essere esclusi anche i contenuti del trojan, compresa la riunione all' Hotel Champagne in cui si decise la nomina del nuovo procuratore di Roma, a meno che anche queste manovre non vengano fatte ricadere nelle «forme gravi di criminalità» o le «gravi minacce alla sicurezza pubblica» di cui parla la sentenza della Corte europea.

 

trojan malware

Ma i primi a saltare saranno i procedimenti disciplinari aperti dalla procura generale della Cassazione contro i ventisette magistrati più pesantemente chiamati in causa dalle chat con Palamara.

 

Chat inutilizzabili, per entrambi i motivi indicati dalla sentenza. E nel ricorso in Cassazione contro il provvedimento con cui il Consiglio superiore della magistratura lo ha ridotto allo stato laicale, la svolta prodotta dal ricorso di H.K. diverrà il nuovo argomento di Luca Palamara per vedersi restituire la toga.

trojan

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…