francesca sebastiani

PARLA FRANCESCA SEBASTIANI LA RAGAZZA CHE, SU TIKTOK, HA DENUNCIATO L’INDECENTE PROPOSTA DI LAVORO RICEVUTA A NAPOLI: 280 EURO AL MESE PER 10 ORE DI LAVORO AL GIORNO – “OGGI FACCIO LE CONSEGNE, IL FATTORINO PER IL DELIVERY, MA NON HO IL MOTORINO E COSÌ, ANCHE SE NON È GUARITA, MI ACCOMPAGNA MAMMA CON LA MACCHINA. SONO 5 EURO A CONSEGNA, NETTI 3,90. LA MEDIA È DI 3-4 CONSEGNE A SETTIMANA, FACCIA LEI IL CALCOLO…”

Antonio E. Piedimonte per “la Stampa”

 

FRANCESCA SEBASTIANI

Francesca Sebastiani, vicino alla sua mamma in un angolo di un gigantesco bar della periferia nord di Napoli, sembra molto più piccola dei suoi 22 anni. Dopo il video social in cui, con ironia e sarcasmo, ha denunciato lo sfruttamento dei ragazzi in cerca di lavoro, il web l'ha incoronata come una guerriera 3.0. Ma Francesca, aria mite e occhiali da sole che mascherano la timidezza, appare quasi sopraffatta dall'ondata di reazioni indignate che ha suscitato: «Non pensavo si scatenasse tutto questo», dice con un tono che le fa sembrare quasi delle scuse, quasi come se avesse creato un fastidio, un problema.

 

Francesca, come ti sei sentita quando la commerciante che avevi contattato ti ha proposto 280 euro al mese per lavorare 10 ore al giorno?

«Arrabbiata e indifferente al tempo stesso».

 

In che senso?

FRANCESCA SEBASTIANI

«Nel senso che mi ha fatto innervosire quando mi ha scritto "Voi giovani non volete lavorare", ma che alla fine sono rassegnata da tempo. Ero preparata all'idea che fosse un altro buco nell'acqua e senza quelle parole sarebbe finita lì. L'avevo anche già salutata. E pure con un'amarezza in più...».

 

Quale?

«Il fatto che a dire quella cosa non era stata una persona anziana ma una giovane poco più grande di me. Avevo visto il profilo, è una giovane pure lei, che tristezza».

 

Rassegnata è una parola forte.

«Quando ho dovuto lasciare la scuola, nel 2018, per la malattia di mamma, avevo trovato un negozio che rispettava i lavoratori, prendevo duecento euro a settimana, poi purtroppo ha chiuso. E dopo è andata sempre peggio».

FRANCESCA SEBASTIANI

 

Che scuola facevi?

«Il liceo statale "Elsa Morante" di Scampia».

 

Una scuola in una zona non facile. Come andava?

«Facevo il quarto anno. Andavo bene. Oddio, qualche problemino con la Filosofia c'era, ma per il resto tutto ok, mi piaceva. Poi mamma si è ammalata. Insieme con papà e mio fratello abbiamo dato la priorità alla famiglia (tocca con la mano il braccio della madre, ndr) ovviamente».

 

Torniamo alla ricerca del lavoro.

«Un disastro. L'unica cosa che saltò fuori era un posto da 45 euro a settimana, uno schifo. Lo lasciai subito».

 

E poi?

FRANCESCA SEBASTIANI

«Poi niente. Oggi faccio le consegne, il fattorino per il delivery, ma non ho il motorino e così, anche se non è guarita, mi accompagna mamma con la macchina. Sono 5 euro a consegna, netti 3,90. La media è di 3-4 consegne a settimana, faccia lei il calcolo. E poi capisce perché alla fine uno si arrende».

 

Da calcolare c'è poco ma per arrendersi c'è tempo. Cosa vorrebbe fare?

«Io sono pronta ad adattarmi. Ma sono le possibilità, quelle vere, a mancare. L'amarezza nasce da qui».

 

E se il genio della lampada le chiedesse un desiderio?

«Ah, ho capito, il sogno nel cassetto, quelle cose lì. Beh, che dire, sin da piccolina ho sempre avuto una grande passione per la fotografia, avrei voluto studiarla e magari farne un lavoro... Ho anche preso qualche lezioni di canto, poi sono finiti i soldi».

 

E quando sei a casa e non metti alla berlina gli sfruttatori?

FRANCESCA SEBASTIANI

«Cioè sempre... dove vuole vada? Leggo libri, quelli gratuiti sul tablet. Poi ci sono i tre amori: Lilli, Chiara e Stella, le nostre tre cagnette. E il sabato sera il pub con gli amici, tutto qui...».

 

A questo punto interviene la signora Susi: «Anche se ha scatenato una mezza rivoluzione è solo una brava ragazza, pure troppo, pensi che le ripeto sempre di trovare un po' di cazzimma. Ma le verità è che la situazione è sempre terribile: quando lei era piccola, io per arrotondare lo stipendio di mio marito andavo a caricare gli scaffali di un grande supermercato, di notte, ci davano tre euro all'ora. Quando minacciai di andarmene mi risposero che c'era la fila per pendere il mio posto. Ecco l'eredità che stiamo lasciando ai nostri figli: ingiustizie e mortificazioni». E stavolta è lei a mettere la mano sul braccio della figlia. -

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