alessandra mainolfi mohamed safi

IL PASSATO TI TRAPASSA - A TORINO UNA 42ENNE SCOPRE CHE IL FIDANZATO TUNISINO AVEVA UCCISO L'AMANTE NEL 2008, PROVA A LASCIARLO E LUI QUASI LA SGOZZA - L’UOMO, MOHAMED SAFI, ERA FUORI CON UN PERMESSO DI LAVORO: “MI CHIEDEVO PERCHÉ DI GIORNO NON FOSSE RAGGIUNGIBILE E PERCHÉ AVESSE SEMPRE ORARI STRANI. POI UN GIORNO SU INTERNET HO SCOPERTO CHE…”

Carlotta Rocci per “la Repubblica”

 

MOHAMED SAFI

Mohamed Safi, 36 anni, aveva già ucciso una donna e per questo era stato condannato a 12 anni di carcere da scontare a Torino. Concetta, 42 anni, però non lo sapeva quando lo ha conosciuto, non aveva mai sentito il nome di Alessandra Mainolfi, amante di Mohamed che all' epoca era sposato, uccisa a Bergamo con due coltellate al petto, il 9 giugno 2008 perché, come lei, aveva deciso di lasciarlo. Lo ha scoperto per caso, trovando su internet il nome e la storia dell' uomo con cui aveva una relazione da metà aprile.

 

«Mi chiedevo perché di giorno non fosse raggiungibile e perché avesse sempre orari strani», ha spiegato alla polizia. Poi ha scoperto che quelli erano gli orari disposti dal carcere per permettere al detenuto di svolgere la sua attività lavorativa fuori dal penitenziario in un bistrò alla periferia di Torino. È allora che ha avuto paura e ha deciso di troncare la relazione ma ieri notte lui ha cercato di ucciderla. Ha provato a sgozzarla con un coccio di bottiglia trovato in strada. «Mi ha salvato la sciarpa o sarei morta», ha detto la donna, ma niente le ha protetto il volto completamente sfigurato dai colpi di Mohamed che l' ha aggredita a due passi da casa, in corso Giulio Cesare.

 

ALESSANDRA MAINOLFI

È l' una di notte e lui dovrebbe essere già sulla via di ritorno verso il carcere dove deve rientrare entro le 2 e invece la coppia è sul tram numero 4, il più lungo della città che però non porta al penitenziario. Lui l' aggredisce appena scendono. Una volante del commissariato Barriera di Milano diretto dal vicequestore Alice Rolando arresta l' uomo per tentato omicidio pochi minuti dopo, con i vestiti completamente imbrattati di sangue, mentre cerca di scappare.

 

Concetta viene operata, il vetro le ha reciso il nervo facciale: «Una brutta lesione dal punto di vista estetico e funzionale», spiega Giorgio Merlino, primario del reparto di chirurgia estetica del Maria Vittoria che le ha ricostruito il nervo. In ospedale ci sono i parenti di Concetta, i figli e i genitori. «Non sapevamo nemmeno che quell' uomo esistesse, è un incubo, un fulmine a ciel sereno», dice il padre. C'è tanto dolore ma soprattutto rabbia verso chi ha provato a togliere a Concetta la possibilità di sorridere e verso una giustizia che «fa schifo e non ci protegge».

 

chiara appendino

Mohamed godeva della possibilità di lavorare dentro al carcere dal 2015,e dal 2017, su proposta del direttore con il benestare del magistrato di sorveglianza, era stato assegnato al lavoro esterno come cameriere. Aveva un' ora e mezza di tempo per raggiungere il bistrò e altrettanto tempo per tornare in cella con i mezzi pubblici. Da un anno e mezzo si muoveva in autonomia senza che nessuno lo accompagnasse.

 

Tutte le carte che riguardano il detenuto sono state acquisite dalla procura e il guardasigilli Antonio Bonafede ha annunciato l' invio degli ispettori in carcere per controllare se l' uomo avesse tutti i requisiti per godere della possibilità di lavorare, un percorso che serve per il reinserimento sociale dei detenuti in vista della fine della pena e che normalmente - spiega Marco Ferrero, responsabile di Pausa Caffé, la cooperativa che aveva accolto Mohamed - abbattono il rischio di recidiva dei reati».

 

coltello sangue

I datori di lavoro del killer di Bergamo, sconvolti dall' accaduto, ieri non hanno aperto il ristorante. L'aggressione a Concetta solleva, intanto, le polemiche dei sindacati di polizia e penitenziaria che denunciano un «eccessivo permessivismo» nella concessione di margini di libertà ai detenuti. Tre donne, la sindaca di Torino Chiara Appendino, la vicepresidente del Senato Anna Rossomando e la cantante Fiorella Mannoia tornano a parlare di emergenza in fatto di violenza sulle donne.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…