PERCHÉ I FRATELLI BIANCHI, ACCUSATI DELL’OMICIDIO DI WILLY MONTEIRO, NON ERANO IN CARCERE O AI DOMICILIARI VISTE LE ACCUSE E LE DENUNCE? LO SPIEGA VALERIO DE GIOIA, GIUDICE DEL TRIBUNALE DI ROMA: “LA MISURA CAUTELARE NON VIENE APPLICATA PER QUALSIASI TIPOLOGIA DI REATO. I PROCEDIMENTI PER RISSA E SPACCIO NON SONO IPOTESI CHE POSSONO PORTARE A MISURE CAUTELARI. MA FORSE C’ERA UNA STRADA CHE POTEVA ESSERE SEGUITA…”

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marco e gabriele bianchi marco e gabriele bianchi

Da www.radiocusanocampus.it

 

Valerio De Gioia, giudice del Tribunale di Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

 

I fratelli bianchi, accusati dell’omicidio di Willy Monteiro, avrebbero una serie di fascicoli aperti per spaccio, percosse e rissa. “La misura cautelare non viene applicata per qualsiasi tipologia di reato –ha spiegato De Goia-. Per i reati meno importanti il giudice non può dare misure cautelari. Se dovesse essere vero che ci sono dei procedimenti per rissa e anche spaccio, non sono ipotesi che possono portare a misure cautelari, anche perché il giudice deve accertare l’esistenza di esigenze cautelari.

 

fratelli bianchi fratelli bianchi

Questo spiega il motivo per cui non ci sono state misure cautelari. Forse c’era una strada che poteva essere eseguita: le cosiddette misure di prevenzione, che sono misure meno importanti e non sono legate necessariamente alla commissione di reato. Sono dette misure di polizia, per le quali tu sei in qualche modo sorvegliato. Per alcune ipotesi di reato, per esempio di violenza domestica, c’è una sorta di ammonizione che viene data per cui se vieni poi segnalato per lo stesso reato ci sono dei provvedimenti più severi. Bisognerebbe aumentare le fattispecie per le misure di prevenzione e anche aggiornarle, ad esempio impedire di accedere ai social”.

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