il piano per la quarta dose

IL PIANO PER LA QUARTA DOSE - L'AIFA PRENDE TEMPO: “SONO NECESSARI ULTERIORI APPROFONDIMENTI”. L’AGENZIA DEL FARMACO RACCOMANDA DI COMPLETARE IL CICLO DI 3 DOSI IN ATTESA DI PARTIRE CON UNA SECONDA DOSE BOOSTER DOPO L'ESTATE PER GLI OVER 75 - MENTRE SALGONO I CASI ARRIVA UN NUOVO FARMACO (ANTICORPI MONOCLONALI BY ASTRAZENECA) CAPACE DI PROTEGGERE DAL VIRUS PER 6 MESI…

Paolo Russo per “la Stampa”

 

LA QUARTA DOSE - VIGNETTA BY BUCCHI

Sulla quarta dose l'Aifa per ora prende tempo, mentre la sua omologa europea, l'Ema, ha approvato ieri il primo cocktail di monoclonali in grado di prevenire non il contagio ma la malattia da Covid. Un'arma che ora potrebbe essere utilizzata per una più ampia platea di fragili anche in Italia.

 

Sul booster bis la Commissione tecnico scientifica dell'Aifa ha nel frattempo deciso che «sono necessari ulteriori approfondimenti, integrando le evidenze scientifiche internazionali con i dati di studi in corso in Italia». Ribadendo che «è essenziale il completamento del ciclo vaccinale seguito dalla dose booster già autorizzata». Che è un po' come dire: prima di pensare alla quarta facciamo la terza agli over 80, la metà dei quali oggi ne è sprovvista.

 

Tanto per cominciare, di somministrare la quarta dose alla popolazione generale non se ne parla. L'ultimo studio condotto in Israele, dove si è partiti prima di tutti, alla fine ha concluso che il vaccino offre poca o nessuna protezione aggiuntiva contro l'infezione rispetto a quella posseduta da individui giovani e sani che si sono fermati al primo booster, mentre ha fornito una protezione «moderata» contro la malattia rispetto a chi di dosi ne ha fatte tre.

 

TERZA DOSE DI VACCINO ANTI COVID

«Nessun Paese - spiega Stefania Salmaso, ex direttrice del Centro nazionale di epidemiologia dell'Iss - ha introdotto la quarta dose raccomandata a tutta la popolazione. E rimangono i punti interrogativi sulla durata della protezione e sull'efficacia contro l'infezione. Aifa non ha sciolto la riserva per l'estensione ad altre fasce di popolazione proprio perché la documentazione scientifica non è sufficientemente solida. Come non lo è quella dell'Ema che sul tema ha lasciato un largo margine di discrezione».

 

TERZA DOSE VACCINI

Ma per gli anziani? «Certamente in persone che hanno problemi di risposta immunitaria, per cui devono essere ulteriormente stimolate, la seconda dose booster potrebbe essere considerata», ha aggiunto l'epidemiologa, ancora molto ascoltata anche al ministero della Salute. Dove l'idea è quella di aspettare eventualmente che dopo l'estate arrivi un nuovo vaccino tarato sulla variante Omicron e poi somministrare la dose-quater di quello, probabilmente dai 75 anni in su. Intanto però si può contare su una nuova arma terapeutica a difesa dei più fragili, che con un sistema immunitario compromesso non sono sufficientemente protetti dai vaccini.

 

L'Ema ha infatti approvato per gli over 12 con peso corporeo di almeno 40 chili, Evusheld, il mix di due anticorpi monoclonali targati AstraZeneca, gli unici a poter essere utilizzati a scopo preventivo. Con una semplice iniezione intramuscolo, il virus - una volta introdottosi nell'organismo - non può più entrare nelle cellule per moltiplicarsi. Quindi ci si contagia ma non ci si ammala.

 

Nel 77% dei casi, hanno precisato gli studi sull'uomo, che hanno rilevato anche una protezione stimata in almeno sei mesi, che sarebbe persino più efficace su Omicron 2, oramai prevalente, che sull'originale. Il problema è il costo, circa 700 euro a terapia. Per questo l'Aifa ne aveva qualche settimana fa autorizzato l'uso solo emergenziale, restringendo di molto la platea dei potenziali beneficiari, limitando Evusheld soltanto a chi a un controllo sierologico risulti essere assolutamente privo di IgG, gli anticorpi anti-Spike. In pratica l'eccesso alla terapia è ora concesso soltanto a chi ha un sistema immunitario più azzerato che compromesso.

TERZA DOSE VACCINI

 

Ma dopo l'approvazione dell'Ema ora anche la nostra Agenzia dovrebbe consentire a un po' più di fragili l'accesso a un farmaco che potrebbe essere l'arma vincente contro eventuali nuove ondate. Che come l'ultima hanno colpito duro tra anche tra i vaccinati con il sistema immunitario debole.

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