zelensky

IL PIANO PER UCCIDERE ZELENSKY - LA NOTTE DEL 24 FEBBRAIO, MENTRE LE BOMBE RUSSE CADEVANO SU KIEV, MILITARI DEI CORPI SPECIALI DI MOSCA FURONO PARACADUTATI NELLA CITTÀ CON IL COMPITO DI PRENDERE D'ASSALTO IL PALAZZO PRESIDENZIALE, RAPIRE O UCCIDERE VOLODYMYR ZELENSKY, SUA MOGLIE E I DUE FIGLI - LA DIFESA È STATA IMPROVVISATA ALLA MEGLIO CON BARRICATE CHE BLOCCAVANO LE STRADE D'ACCESSO. L'ATTACCO È STATO RESPINTO DUE VOLTE PRIMA CHE IL TENTATIVO FALLISSE…

volodymyr zelensky su time

Flavio Pompetti per “il Messaggero”

 

La notte del 24 febbraio, mentre le bombe russe cadevano dal cielo sulla città di Kiev e la capitale ucraina si svegliava alla notizia dell'avvenuto attacco, militari di corpi speciali furono paracadutati nella città con il compito di prendere d'assalto il palazzo presidenziale, rapire o uccidere Volodymyr Zelensky, sua moglie e i due figli.

 

La storia del mancato blitz, forse la prima delle missioni fallite dall'esercito russo già nel primo giorno di guerra, è raccontata dalla rivista statunitense Time. Il giornalista del settimanale, Simon Shuster, è stato autorizzato a seguire il presidente ucraino per due settimane nei rifugi nei quali coordina l'attività di difesa del suo paese, e dai quali comunica con i politici di tutto il mondo nella disperata rincorsa a rinforzare gli armamenti che gli hanno permesso finora di resistere all'invasione.

 

PUTIN ZELENSKY

Il ritratto che ne viene fuori è quello di un uomo profondamente segnato dall'esperienza che gli è toccato di vivere negli ultimi due mesi. Capace ancora di pescare nel repertorio di attore e teatrante davanti alle telecamere, in occasione dei tanti appelli internazionali che ha scritto di suo pugno e pronunciato, ma spesso sconvolto dalla stanchezza a fine giornata, quando le rughe che sono arrivate a solcare il suo volto sono più evidenti, e quando i dubbi e la paura per quanto sta accadendo intorno a lui si fanno più vivi e reali, con l'arrivo della notte.

VOLODYMYR ZELENSKY

 

Al momento di raccontare le ore cruciali dell'inizio della guerra, Zelensky ha ammonito il giornalista che la sua memoria della prima notte è frammentaria, scomposta dallo shock che lo ha colpito nonostante la lunga vigilia di attesa che aveva alle spalle. Il presidente e alcuni dei collaboratori che gli sono più vicini vengono dal mondo dello spettacolo; non avevano nessuna esperienza militare e nessuna idea di quanto sarebbe accaduto.

 

Era buio anche il 24 febbraio quando le bombe hanno colpito Kiev per la prima volta. Zelensky ha raccontato a Shuster che la moglie Olena Zelenska, la figlia diciassettenne e il maschio di nove anni erano con lui in quel momento, e gli agenti del servizio segreto non erano ancora riusciti a portarli al sicuro quando è arrivato un dispaccio dell'intelligence dal contenuto allarmante. Soldati dei reparti speciali russi erano arrivati in città calandosi con il paracadute, e stavano per dare l'assalto al palazzo.

volodymyr zelensky.

 

La difesa è stata improvvisata alla meglio con barricate che bloccavano le strade d'accesso. Le esplosioni delle armi da fuoco erano udibili con la massima chiarezza, a pochi metri dalle finestre dell'edificio. L'attacco è stato respinto due volte prima che il tentativo fallisse, poi l'incubo immediato per la sopravvivenza si è allontanato, ed è iniziato quello della guerra. Invece di isolarsi in un rifugio sicuro, Zelensky ha continuato a vivere e operare in uffici presidenziali improvvisati, con le finestre oscurate da sacchi di sabbia.

 

VOLODYMYR ZELENSKY

Il suo ipotetico successore, il presidente del parlamento e amico personale Ruslan Stefanchuck, invece di rinchiudersi in un posto separato per evitare una doppia perdita di potere, è immediatamente accorso al fianco del presidente, come hanno fatto altri collaboratori. Il lockdown sotto i bombardamenti è durato una settimana. L'ottavo giorno Zelensky è uscito con due funzionari, senza accompagnamento di telecamere.

 

Voleva vedere la sua gente, constatare di persona quanto stava accadendo. Le immagini che ha visto quel giorno e nelle escursioni successive sono divenute gli incubi che lo visitano ora la notte, quando continua a fissare lo schermo del cellulare al buio, anche se non gli arrivano più messaggi. «Sono diventato vecchio sotto il peso di una saggezza che non avrei desiderato confessa il presidente . È fatta dal numero degli ucraini torturati dai russi, e da quelli che sono morti per mano loro».

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)