alberto bianchi matteo renzi carlo toto

LA PISTOLA FUMANTE DELL'INCHIESTA SULLA FONDAZIONE OPEN POTREBBE ESSERE UN PROVVEDIMENTO SULLA SICUREZZA ANTISISMICA - SI TRATTA DI UN EMENDAMENTO DEL 2017 CHE AVEVA CONSENTITO AL GRUPPO TOTO DI SOSPENDERE IL PAGAMENTO DI 111 MILIONI DI EURO DI RATE SCADUTE DEL “CORRISPETTIVO DELLA CONCESSIONE” PER LE AUTOSTRADE A24 E A25 - NELLA DOCUMENTAZIONE DELL’AVVOCATO ALBERTO BIANCHI SI TROVANO LE TRACCE DELLA PRESSIONE CHE I RENZIANI PAIONO AVER ESERCITATO SU AUTOSTRADE PER UN CONTENZIOSO CON IL GRUPPO TOTO…

Giacomo Amadori e Simone Di Meo per “la Verità”

 

Per uno scherzo del destino, il documento che rischia di provocare il terremoto nel Giglio magico renziano è un provvedimento sulla sicurezza antisismica. Forse è davvero la pistola fumante dell' inchiesta sulla fondazione Open quella che la guardia di finanza ha trovato il 17 settembre scorso nel corso della perquisizione nello studio dell' avvocato Alberto Bianchi, indagato per finanziamento illecito ai partiti e traffico di influenze. Non una scoperta improvvisata né un colpo di fortuna.

 

alberto bianchi

I militari, come avevano anticipato in un' informativa inviata alla Procura di Firenze un mese prima, sapevano che cosa cercare: l' emendamento del deputato abruzzese di Alternativa popolare, Aldo Di Biagio che, nel 2017, aveva consentito al gruppo Toto di sospendere il pagamento di 111 milioni di euro di rate scadute del «corrispettivo della concessione» per le autostrade A24 e A25. Emendamento di cui aveva parlato il nostro giornale, a settembre, collegandolo ai rapporti professionali tra la famiglia di imprenditori abruzzesi e l' avvocato fiorentino al quale sono state pagate parcelle per quasi 3 milioni di euro, una parte dei quali (400.000 euro) sono poi stati girati sui conti correnti della fondazione Open e del Comitato per il sì al referendum.

 

È stato lo stesso Bianchi a consegnare la pratica intestata «Strada dei parchi spa - Anas spa (consulenza)» agli inquirenti. Un dossier in cui mancava la lettera d' incarico ma che conteneva atti ben più interessanti dal punto di vista investigativo. All' interno di una cartellina rossa era custodita la stampa dell' emendamento che modificava l' articolo 52-quinquies del decreto legge 50 del 24 aprile 2017, convertito, un mese dopo, nella legge 96 del 21 giugno 2017 (governo Gentiloni).

 

carlo toto

In pratica, la rettifica legislativa che offriva ai Toto la possibilità di sospendere il pagamento all' Anas di due rate (2014 e 2015) da oltre 55 milioni di euro ciascuna in cambio di un piano di «interventi urgenti» per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25. Soldi da restituire allo Stato in tre rate da 37 milioni tra il 2028 e il 2030, quindi 15 anni dopo la loro scadenza naturale. Il particolare che ha allertato gli investigatori è che non si trattava di una stampa anonima, ma di un documento «lavorato». Le Fiamme gialle hanno individuato, infatti, oltre a quella dell' avvocato, un altro tratto - di grafia diversa - che segna «Di Biagio riformulato». Chi lo ha scritto?

 

FONDAZIONE OPEN

C' erano, inoltre, la sigla «GR» e la data «10/7». Al documento erano spillati tre dattiloscritti, di cui uno relativo all' art 13 bis a firma sempre di Aldo Di Biagio. Ma nelle carte sequestrate nello studio legale fiorentino gli investigatori hanno trovato una cartellina che dimostra come fossero molti i finanziatori che si proponevano per emendamenti e leggi ad hoc.

 

Marco Carrai con Matteo Renzi

Un fascicolo rosso intestato «215 994 AB/2 Renzi M.», dove non è difficile immaginare quale nome si celi dietro alla lettera M. In una cartellina bianca, una mail indirizzata dalla segreteria di Bianchi ad Antonella Manzione, ex capo dei vigili di Firenze promossa da Renzi a capo dell' ufficio legislativo di Palazzo Chigi. Contenuto del messaggio: «Proposta di emendamento dl sblocca Italia» con tanto di schema su «Misure urgenti per l' apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese...».

 

In particolare a interessare era lo sblocco della Nuova Cassanese. Dentro, anche fascicoli informativi dell' azienda Pizzarotti, e una mail con cui Bianchi gira un «un piano di investimenti in Italia di British american tobacco», altro finanziatore di Open e cliente di Bianchi. C' è infine un documento intestato «contenimento delle tariffe e razionalizzazione del sistema autostradale italiano» con appunto manoscritto da «B. (Beniamino, ndr) Gavio 30.1.14 mandato a M.R. 31.1.15». I Gavio sono stati recentemente perquisiti perché tra i grandi finanziatori che si erano impegnati a pagare 100.000 euro all' anno per 5 anni pur di poter avere incontri con l' ex Rottamatore.

ALBERTO BIANCHI

 

Ma per parafrasare i latini, tutte le autostrade portano, o portavano, al Giglio magico.

Una delle principali vocazioni del gruppo di potere cresciuto intorno a Matteo Renzi sembra proprio quello per i concessionari, e in particolare con la holding abruzzese della famiglia Toto.

 

«L' inizio del rapporto professionale dell' avvocato Bianchi con la Toto può essere collocato nella prima metà del marzo 2015» annotano gli investigatori, quando l' avvocato Bianchi venne ingaggiato per occuparsi della pratica «Toto-Cai e Alitalia» e di un contenzioso riguardante un appalto ricevuto dalla Toto costruzioni generali da Autostrade per l' Italia, la società dei Benetton, sulla cosiddetta variante di valico dell' A1, opera poi inaugurata dallo stesso Renzi nel dicembre 2015. Toto avrebbe voluto rifare una galleria modificando il percorso, invece Aspi preferì rafforzare la struttura già completata. Di qui, l' aggravio di costi per la società abruzzese, e il contenzioso con i Benetton.

 

matteo renzi antonella manzione

Il 17 marzo 2015 Bianchi scrive un appunto in cui spiega come intenda muoversi: «Il giochino è far finire i lavori, poi Aut. va dal giudice e chi si è visto si è visto». Nella parte finale dell'appunto aggiunge: «Compito mio seguire la trattativa con Castellucci e poi il testo dell' ev transaz Obiettivo 150 interessi compresi [] strategia: non muoversi ora».

A fare da ambasciatore con l' ex ad di Aspi Giovanni Castellucci è l' imprenditore Marco Carrai (indagato al pari di Bianchi), consigliere di Open, che verga un appunto dopo un incontro con il manager dei Benetton: «Lui (Castellucci, ndr) dice che troppo distante il prezzo. Mi ha detto che tu lo chiami e ci fissi».

 

ALBERTO BIANCHI

Nella documentazione di Bianchi si trovano le tracce della pressione che i renziani paiono aver esercitato su Aspi. Si trova anche un articolo di giornale in cui Castellucci riconosce la crescita dei costi del tratto autostradale: «Ammissione di colpa no?» scrive festante Patrizio Donnini, consulente dei Toto e coindagato con Bianchi. Nel fascicolo sequestrato all' avvocato si evidenzia il fatto che «su Aspi pendono due procedimenti penali», si parla di «196 (milioni, ndr) di indebito arricchimento» e «viene ventilato un possibile atto di citazione» al posto dell' accordo transattivo.

 

Con uno scambio di messaggi, Bianchi invita Alfonso Toto ad attivarsi per un colloquio diretto con l' amministratore delegato di Aspi «per porre fine al tempo delle ammuine».

Poi il legale invia ad «At» (Alfonso Toto) tre pagine da girare a «Castellucci» con «l' ipotesi transattiva»: 140 milioni che Aspi dovrebbe pagare «con tempi e modalità da concordare». Toto manda una versione corretta, in cui si parla di «ulteriori 140 milioni».

CARLO TOTO

 

L' incontro con Castellucci viene procrastinato e allora Bianchi, ad agosto, informa il cliente che ha «sollecitato chi di dovere al fine di riprendere i contatti con l' ad di Aspi in modo da evitare di perdere tempo». Ma visto che l' incontro continua a slittare, Bianchi si gioca la carta Luca Lotti, consigliere della Open e sottosegretario con delega al Comitato interministeriale per la programmazione economica, organismo chiave per lo sblocco dei fondi destinati alle infrastrutture.

 

Nel fascicolo Toto-Aspi i finanzieri hanno trovato un altro pizzino: «Riunione con Luca Lotti consegnato appunto Toto 15/7/2015». Il documento citato dovrebbe essere un elaborato suddiviso in tre paragrafi, l' ultimo dei quali era intitolato: «Perché l' ipotesi transattiva potrebbe essere conveniente per Aspi». Il 6 aprile 2016 Bianchi si propone di riparlarne con LL (Luca Lotti), come farà nel 2017 per un' altra questione riguardante Toto e Anas a La Spezia. Nel luglio 2016 si chiude finalmente la transazione.

 

alberto bianchi

Un accordo certificato dalla Toto costruzioni generali nel bilancio 2016, dove si legge che Autostrade per l' Italia «ha provveduto a riconoscere all' appaltatore un congruo indennizzo per i maggiori oneri [] e a versare la seconda rata pari a 75 milioni, a saldo del corrispettivo convenuto tra le parti». Bianchi incassa per il disturbo una parcella personale di 750.000 euro che versa interamente, al netto delle tasse, nelle casse di Open e del Comitato per il sì al referendum costituzionale.

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