big luce e gas

PIÙ CHE A TEMERE IL CALDO DOBBIAMO PREPARARCI A SOFFRIRE IL FREDDO – QUALI SACRIFICI SAREMO CHIAMATI A FARE SU GAS E LUCE? VANNO RIVISTE LE TEMPERATURE DI CONDIZIONATORI E TERMOSIFONI. LA TEMPERATURA DEI RISCALDAMENTI NON POTRÀ SUPERARE I 19 GRADI CENTIGRADI. IN PRATICA UN GRADO IN MENO DI OGGI. LO STESSO VALE PER I CONDIZIONATORI. MA NON SARÀ FACILE IMPORRE OBBLIGHI. E POI CHI CONTROLLEREBBE? DAVIDE TABARELLI (NOMISMA ENERGIA): "UN PICCOLO PRIMO PASSO. IL RAZIONAMENTO È NECESSARIO"

Andrea Bassi per “il Messaggero”

 

mario draghi 4

Dubbi ce ne sono pochi. Di fronte alla scelta «pace o condizionatori», con le immagini atroci che arrivano dal fronte ucraino, nessuno sceglierebbe probabilmente il benessere climatico nella propria abitazione. Ma la domanda da porsi è un'altra.

 

Dietro le parole pronunciate in modo quasi stizzito da Mario Draghi, c'è un piano del governo? Di sicuro c'è l'indicazione di una direzione di marcia. L'Italia, pur senza dichiarare formalmente lo stato di emergenza energetico, ha iniziato ad attuare tutte le misure previste dal livello di massima allerta.

 

luce gas

Sono dieci in tutto, ordinatamente elencate in un allegato di un decreto ministeriale del 2019. La «definizione di nuove soglie di temperatura» è la numero quattro. Ieri in Parlamento, dove è in discussione il decreto energia del governo, è stato approvato un emendamento che di fatto attua questa disposizione almeno nella Pubblica amministrazione. Dal primo maggio di quest' anno fino al 31 marzo del prossimo anno, la temperatura dei riscaldamenti non potrà superare i 19 gradi centigradi, con una tolleranza di più o meno due gradi.

 

In pratica un grado in meno di oggi. Lo stesso vale per i condizionatori. La temperatura non potrà essere impostata su valori inferiori ai 27 gradi centigradi in estate, sempre con una tolleranza di due gradi. I dipendenti pubblici saranno i primi a dover affrontare un po' più di caldo nei loro uffici. E le famiglie? Il discorso è più complesso. Partiamo dall'estate, dai condizionatori. Si può stabilire, come per il pubblico, che la temperatura non debba superare i 27 gradi.

 

mario draghi.

Ma poi chi controllerebbe? Sarebbe una regola scritta sull'acqua. Non solo. La riduzione di un solo grado di temperatura non farebbe poi risparmiare tanto. Se oltre ai condizionatori l'abbassamento riguardasse anche i frigoriferi e le celle di raffreddamento, con un grado in meno si potrebbe risparmiare 1 Gigawattora di elettricità sui 50-60 che si consumano in estate. Tradurre in metri cubi di gas questo risparmio è difficile, perché dipende anche da quante energia nucleare importeremo dalla Francia e quanta acqua ci sarà nei bacini per far funzionare le centrali idroelettriche.

 

Ci sarebbe un'altra soluzione che il governo potrebbe valutare, tecnicamente possibile grazie ai contatori elettronici: razionare il consumo di energia. Per esempio garantire a tutti 3 kilowattora di potenza, riducendo l'erogazione a chi ha contratti per potenze superiori. La difficoltà è sapere però, cosa ci si fa con quell'energia.

VLADIMIR PUTIN E IL GAS

 

Magari ci può essere attaccata qualche macchina salva vita. La verità, come ha spiegato lo stesso Draghi, è che l'estate non è un problema. Anche senza gas russo fino a ottobre ci si arriva.

 

LA SFIDA Il problema è l'inverno. Più che a temere il caldo dobbiamo prepararci a soffrire il freddo. Dei 76 miliardi di metri cubi di gas che ogni anno utilizziamo, il 45% è per uso domestico. Termosifoni e acqua calda soprattutto, e per una piccola parte fornelli. E i consumi si concentrano soprattutto nella brutta stagione.

 

Per capire, in una giornata molto fredda d'inverno, il consumo domestico di gas è di 400 milioni di metri cubi. In una giornata calda d'estate non si arriva a 100 milioni. Ridurre le temperature dei termosifoni e razionare le docce d'inverno avrebbe sicuramente un effetto sull'import di gas. Ma in questo caso l'unica cosa da fare, tolti condomini e strutture pubbliche e private, sarebbe affidarsi all'autoregolazione dei cittadini. Contando che tra il caldo di casa e la pace, scelgano quest' ultima.

 

2 - DAVIDE TABARELLI

EUROPA E IL GAS - I FORNITORI

Rosaria Amato per “la Repubblica”

 

«Un grado in meno per riscaldamenti e condizionatori di case e uffici vale un miliardo di metri cubi di gas, noi dalla Russia ne prendiamo 29». Però la misura appena adottata, rileva Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, per quanto insufficiente a far fronte all'emergenza, ha un pregio: «È un primo segnale che bisogna intervenire sulla domanda».

 

Quindi non ci sono alternative al razionamento?

«No. O lo facciamo noi o ci pensa la recessione».

 

Ma intervenire sulla domanda basterà?

«No. Noi abbiamo calcolato che se si spengono del tutto i condizionatori delle famiglie si risparmiano 10 miliardi di metri cubi. Se si spengono i riscaldamenti se ne risparmiano 20, ma è una tragedia, una sconfitta anche umana: la nostra economia si caratterizza anche per il primato di consentire alle persone di avere case riscaldate e bollette pagabili, non come quelle che ci sono arrivate ultimamente».

 

gas americano 1

Su cos' altro bisognerà agire?

«Il grosso dell'energia viene consumato da industria, servizi e trasporti: è lì che bisognerà razionare davvero. Ne soffriremo, ma non quanto stanno soffrendo gli ucraini che stanno sotto le bombe».

 

Faremo in tempo a riattivare la nostra produzione di gas e accelerare con le rinnovabili?

«Ben vengano le rinnovabili, ma nel breve non potranno darci molto. Quanto alla nostra produzione di gas, e quella di Paesi che ne hanno grande disponibilità come l'Olanda, i tempi sono lunghi perché servono infrastrutture gigantesche. È stato un errore fermare la produzione. E l'Europarlamento, che chiede ora l'embargo totale contro la Russia, ha una maggioranza di partiti che hanno lottato contro le trivelle, fra cui quello del ministro degli Esteri Di Maio, e spinto perché si abbandonasse l'estrazione di gas nei Paesi Ue».

GASDOTTI RUSSI davide tabarelli

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…