armani a dubai

PIÙ ORMONI, MENO ARMANI - QUIRINO CONTI: “IN TEMPO DI LOCKDOWN IL PONTEFICE MASSIMO DELL’AGO E DEL FILO NON AVEVA COMUNICATO CHE ERA GIUNTO IL MOMENTO DI SMETTERLA DI SFILACCHIARE IN GIRO PER IL MONDO CON COSTI SPROPOSITATI? CERTO, LO AVEVA DETTO. MA NATURALMENTE VALEVA SOLO PER GLI ALTRI. E ALLORA ECCOLO PRONTO A FARE ESATTAMENTE IL CONTRARIO. MAGARI A DUBAI…(MA CHIEDERE ALLA MODA DI ESSERE COERENTE SAREBBE COME FAR TENERE UN CORSO PREMATRIMONIALE AL MOSTRO DI FIRENZE) 

 Quirino Conti per Dagospia

QUIRINO CONTI

 

Nonostante sia ormai riconosciuta come il linguaggio dei linguaggi, richiedere alla Moda di essere anche coerente e portatrice di nuovi equilibri sarebbe come far tenere un corso prematrimoniale al Mostro di Firenze. Dunque, non ci si dovrebbe troppo stupire delle contraddizioni – “Cicero pro domo sua” – che ciclicamente la attraversano: è lecito tutto e il contrario di tutto.

 

Si applaude il realismo? Tutti a lamentarsi di parlarne troppo, a svantaggio delle più giovani idee creative. Si fanno collezioni d’avanguardia? Ecco allora, con in casa belle cose da difendere, una dura ramanzina contro gli scriteriati appassionati solo di “trovate”, applausi e pedane.

 

Armani a Dubai

Questo (ormai da quasi cinquant’anni) soprattutto da parte di chi, avendo voce in capitolo, ha anche licenza di dire e disdire a suo piacimento per la gioia dei pubblicitari.

 

Come non pensare allora a Giorgio Armani, il Pontefice Massimo dello Stile? Parlare di lui con nuovi, incisivi argomenti sarebbe come voler solleticare una piramide. Tuttavia, con la connaturata autoreferenza che è sempre dei più grandi, anche lui incapace di resistere all’euforia di poter affiggere sulle porte del Duomo le furenti, famigerate reprimende luterane. 

Sharon Stone - Armani a Dubai

 

Essendo stato, come è ancora, il maggiore tra i suoi contemporanei, accetterà benevolmente queste poche righe da un devoto estimatore.

 

Ma in tempo di lockdown non si era detto ufficialmente, con una comunicazione all’intero Creato con tanto di bolle e sigilli di massima credibilità, che era giunto il momento di cambiare ritmo e smetterla di sfilacchiare in giro per il mondo con costi spropositati?

 

Certo, lo si era detto, ma naturalmente valeva solo fino a quando fosse piaciuto al Monarca.E allora eccoci pronti a fare esattamente il contrario. Magari a Dubai, per un anniversario di tutto rispetto – una One Night Only per festeggiare i dieci anni dell’Armani Hotel nel Burj Khalifa, il più alto grattacielo del mondo – e con strascico di scintillanti ospiti al seguito.

Armani a Dubai

 

Già Picabia aveva precisato che cambiare idea è come cambiarsi di camicia (sospettando i più maligni che avesse detto “mutande”, riferendosi a quelle di Picasso). 

 

Una regola sregolata, questa “difesa non richiesta”, che piaceva tanto anche a Giancarlo Giammetti, polemista di casa Valentino. Che tuttavia così poteva reggere un regno con norme sempre nuove. Un po' come nelle sfide televisive rette dalla onnipotente De Filippi. 

Armani a Dubai

 

Del resto, come chiedere ai dispotici Stalin dello Stile di governare con un manipolo di innocenti pacifisti? Meglio “così è se mi pare”!

Armani a Dubai Armani a Dubai Armani a Dubai - JacobsArmani a Dubai

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