paolo massari

I PM CHIEDONO IL GIUDIZIO IMMEDIATO PER PAOLO MASSARI, IL GIORNALISTA MEDIASET ACCUSATO DI STUPRO E IN CARCERE DA DUE MESI - NELL'AMBITO DELL'INCHIESTA I MAGISTRATI, OLTRE ALLA VITTIMA, UN’IMPRENDITRICE DI 56 ANNI, HANNO ASCOLTATO ALTRE SETTE DONNE - DI QUESTE, NESSUNA HA PRESENTATO DENUNCIA AI TEMPI DELLA PRESUNTA AGGRESSIONE, DICENDOSI SPAVENTATE DAL FATTO CHE MASSARI FOSSE UN PERSONAGGIO NOTO…

PAOLO MASSARI

F.L. per “il Messaggero”

 

Da due mesi è in una cella di San Vittore con un'accusa pesante: violenza sessuale. Ora per Paolo Massari, ex assessore all'Ambiente del Comune di Milano ai tempi della giunta Moratti e giornalista Mediast (sospeso dall'azienda), si profila il processo con giudizio immediato. A firmare l'istanza, trasmessa al gip Lidia Castellucci, è stato il pm Alessia Menegazzo, che ritiene di aver raccolto elementi sufficienti per andare subito a processo. Il giudice scioglierà la riserva nei prossimi giorni e la difesa può comunque chiedere l'abbreviato.

PAOLO MASSARI

 

FUGA DAL LOFT

Stando agli elementi raccolti dagli investigatori Massari, la sera del 13 giugno, ha incontrato un'ex compagna del liceo Parini, imprenditrice in difficoltà a cui avrebbe promesso aiuto e consigli per rilanciare la sua attività piegata dal lockdown. I due, dopo un aperitivo in locale in Porta Venezia, decidono di andare a cena. A quel punto lui le propone di lasciare lo scooter nel suo box per andare al ristornante insieme, ma una volta arrivati nel garage, dal quale si accede direttamente al loft del giornalista, lui avrebbe cambiato atteggiamento trasformando la serata in un incubo.

 

PAOLO MASSARI

Dopo l'aggressione e la violenza l'imprenditrice riesce a scappare, corre in strada senza vestiti, piangendo e chiedendo aiuto. Arrivano le volanti, per Massari scattano la denuncia e l'arresto. Nell'ambito dell'inchiesta i magistrati, oltre alla vittima, hanno ascoltato altre sette donne che avrebbero contattato l'imprenditrice di 56 anni. In sede di incidente probatorio la procuratrice aggiunta Letizia Mannella e la pm Alessia Menegazzo hanno ascoltato la donna che, in base ai riscontri degli investigatori e al referto della clinica Mangiagalli, è stata violentata e picchiata. Con una modalità che alla luce delle altre testimonianze i magistrati definiscono «seriale».

 

Seduta di fronte ai pm e all'avvocato di Massari, l'ex compagna di liceo ha ripercorso quella tragica serata e ha riferito di essere stata contattata da altre donne che, negli anni, sarebbero state vittime come lei di Massari. «Donne che non si conoscono tra loro e che vengono da mondi diversi», ha specificato. Come le presunte vittime che, alcune settimane fa, hanno raccontato le molestie nella trasmissione Chi l'ha visto. Ma queste vicende non possono sfociare in denunce, poiché sono trascorsi più dei sei mesi concessi alle vittime di stupro per formalizzare l'accusa.

 

paolo massari

Nessuna di loro si è fatta avanti ai tempi della presunta aggressione e davanti agli inquirenti hanno motivato il loro silenzio dicendosi spaventate dal fatto che Massari fosse un personaggio noto. E non hanno sporto denuncia nemmeno la funzionaria del Consolato norvegese, infastidita durante una serata ufficiale, né una impiegata che nel 2010 inviarono una lettera per raccontare quanto avevano subito al sindaco Letizia Moratti, la quale rimosse l'ex assessore dal suo incarico sebbene lui sostenesse di non essere «un molestatore sessuale».

 

LE TESTIMONIANZE

Pertanto la richiesta di giudizio con rito immediato, sulla quale il giudice dovrà decidere e fissare direttamente la data in cui comincerà il processo senza celebrare l'udienza preliminare, riguarda solo lo stupro dell'ex compagna di liceo. Gli episodi raccontati dalle altre donne serviranno comunque agli inquirenti per fare un quadro del contesto in cui è maturata la violenza sessuale. E non solo dovrebbero irrobustire le già pesanti accuse contro Massari che, non si esclude, potrebbe scegliere di essere giudicato in abbreviato per evitare la pubblicità del dibattimento.

PAOLO MASSARI

 

Le loro testimonianze serviranno infatti a contestualizzare il comportamento definito «seriale» dell'ex consigliere. Nell'interrogatorio di garanzia il giornalista ha riferito al gip che in quella notte tra sabato e domenica di metà giugno fra lui e la donna ci sarebbe stato un rapporto consensuale, nessuna aggressione. La sua versione però, alla luce del referto medico e delle macchie di sangue sul divano, non ha convinto il giudice che ha convalidato l'arresto per violenza sessuale. Massari non ha mai fatto richiesta di domiciliari.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...