one observatory circle kamala harris

PRESTO, DATE UN TETTO A KAMALA! - A NOVE SETTIMANE DALL’ENTRATA IN CARICA, LA HARRIS NON RIESCE A METTERE PIEDE ALLA ONE OBSERVATORY CIRCLE, LA RESIDENZA CHE DAL 1974 È DESTINATA AL VICEPRESIDENTE: IL VILLONE CON 33 CAMERE, PISCINA, CIRCONDATO DA DUE ETTARI DI PARCO NON È ANCORA DISPONIBILE PER ACCOGLIERE LA CIURMA DI KAMALA E LEI È FURIBONDA PER QUESTO RITARDO SU CUI ALEGGIA IL MISTERO...

Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"

 

one observatory circle 17

Imbianchini che se la prendono comoda? Idraulici renitenti, magari perché non sono stati pagati quando dovuto? Elettricisti che fanno ostruzionismo perché tifosi di Trump? Nessuno sa cosa stia accadendo. Unica certezza: Kamala Harris è furibonda. L'irritazione che lei stessa ha fatto trapelare non dipende dalla scelta di Joe Biden, che le ha affidato il compito, per nulla semplice né popolare, di gestire l'emergenza clandestini al confine col Messico: è arrabbiata perché, a nove settimane dall'entrata in carica, ancora non è riuscita a mettere piede in One Observatory Circle, la residenza che dal 1974 è destinata al vicepresidente degli Stati Uniti.

kamala harris e doug emhoff

 

Quando furono eletti, Biden disse a Harris di invidiarla un po' perché quella villa - circondata da un parco di diversi ettari nel quale si può andare in bici o fare jogging, e dotata anche di piscina - è una residenza più comoda e godibile della Casa Bianca: lui lo sa bene perché ha abitato lì per otto anni quando era il vice di Obama.

 

Lei, molto legata a tradizioni familiari come il pranzo domenicale con molti parenti attorno al tavolo, non vedeva l'ora di trasferirsi in questo villone con 33 camere, costruito nel 1893 come residenza del sovrintendente del vicino Osservatorio navale. Settimana dopo settimana, l'ingresso nella nuova residenza ha subito però continui slittamenti. Un rinvio di una quindicina di giorni è normale quando cambia l'amministrazione: la Marina, proprietaria dell'area, approfitta per ritinteggiare e fare qualche riparazione.

one observatory circle 2

 

Ma, ormai, sono passati quasi due mesi e mezzo. Non sono state date spiegazioni ufficiali, ma pare che si sia reso necessario risistemare le canne fumarie e anche diverse tubature. Gira poi voce che Kamala, cuoca provetta, abbia chiesto modifiche alla cucina, ma la Casa Bianca nega che il ritardo possa dipendere da questi lavori. Né si sa nulla dei pagamenti: nel bilancio federale compare solo una voce - 3,8 milioni di dollari - per appalti a ditte esterne che curano la manutenzione degli impianti.

 

one observatory circle 14

 I rinnovi dell'arredamento non sono, invece, a carico del contribuente: vengono pagati da una fondazione filantropica alimentata da donazioni. Nel frattempo, a differenza del suo predecessore Mike Pence che, lasciata la vicepresidenza, è tornato in Indiana dove non ha più una casa e si è ritrovato nella condizione di homeless di lusso (ospitato da amici facoltosi), Kamala non rischia di restare senza un tetto: insieme al second gentleman Doug Emhoff, vive nella Blair House, la residenza di proprietà dell'amministrazione federale nella quale, in genere, vengono ospitati i capi di Stato stranieri in visita a Washington.

 

one observatory circle 4

Soluzione non disprezzabile: la Blair House è sterminata - un centinaio di camere - ed è di fronte alla Casa Bianca e agli uffici della vicepresidenza. Solo che Kamala e Doug ci sono entrati il 20 gennaio con qualche valigia per starci pochi giorni e non si sentono a casa. Anche perché la Blair House è come un museo: arredata in modo sontuoso e affollata di personale (due maggiordomi, due sovrintendenti, quattro addetti alle pulizie, uno alla lavanderia, due cuochi). Non l'ideale per costruire un menage familiare.

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