matteo salvini nutella

PRIME LE (NOCCIOLE) ITALIANE. PECCATO CHE NON CE NE SIANO ABBASTANZA – SERRA: “LE SCEMENZE DEL SALVINI SULLA NUTELLA DICONO MOLTO DEL SUO METODO, CHE È L' APPROSSIMAZIONE SPENSIERATA. SAREBBE BASTATO PERDERE DIECI MINUTI SUL WEB PER SAPERE CHE LE NOCCIOLE ITALIANE NON BASTANO A SODDISFARE NEPPURE IL FABBISOGNO PERSONALE DEL LEADER LEGHISTA- IL PIANO MARSHALL DELLA FERRERO PER AUMENTARE LA PRODUZIONE DI NOCCIOLE NAZIONALI

Michele Serra per la Repubblica

 

salvini nutella

Le scemenze del Salvini sulla Nutella (prima annuncia che la boicotta in quanto "turca", poi si rimangia sia il boicottaggio sia la Nutella perché qualcuno dei suoi bravi deve avergli detto che i like erano pochi, le pernacchie molte) dicono molto del suo metodo, che è l' approssimazione spensierata. Sarebbe bastato perdere dieci minuti sul web per sapere che le nocciole italiane non bastano a soddisfare neppure il fabbisogno personale del Salvini.

 

Ma se si approfondiscono gli argomenti, come si fa a produrre un post, uno slogan, una battuta, un comizietto ogni mezz' ora? Non si può, soprattutto se si dispone di uno staff che è sì numeroso, ma non è costruito per rafforzare le cognizioni del leader e fornirgli dati certi, bensì per smerdare il nemico.

 

MICHELE SERRA SULL'AMACA

E dunque non resta che ricorrere alla sparata cialtrona, alla cifra che suona meglio, alla notizia che risulta più affine ai gusti del proprio elettorato. (Maestro indiscusso di questo metodo è Trump, la cui visione del mondo è così rudimentale da far pensare che la Casa Bianca non disponga di un terminale video in grado di sintonizzarsi su una frequenza che non sia quella di Fox News).

 

Va detto che questo meccanismo (l' approssimazione come metodo) è funzionale all' epoca. Il Salvini piace anche perché non dice mai cose complicate, o articolate, richiedenti la fatica del pensiero. Ma va detto, anche, che il tempo è galantuomo, e nel medio e lungo periodo le costruzioni "troppo semplici" non reggono alla prova degli eventi. Quelle più pensate e più solide, sì. Come nella fiaba dei tre porcellini, si spera che qualcuno, da qualche parte, stia costruendo una casa di mattoni. Tornerà utile quando le case di paglia saranno distrutte.

 

 

 

LA STRATEGIA DELLA FERRERO

Ettore Livini per la Repubblica

 

SALVINI MANGIA LA NUTELLA

Prima le italiane. Nel senso di nocciole. Peccato, dati alla mano, non ce ne siano abbastanza. La fatwa di Matteo Salvini contro la Nutella - rea di usare anche frutta secca made in Turchia per confezionare la crema spalmabile più amata del pianeta - scivola sulla più esatta delle scienze: la matematica. L' Italia ha prodotto nel 2018 circa 125 mila tonnellate di nocciole, il 14% del raccolto mondiale. Ferrero ne usa 220 mila tonnellate all' anno per confezionare qualcosa come 450 milioni di barattoli di Nutella da 750 grammi.

 

Risultato: per soddisfare la domanda deve approvvigionarsi dall' estero. In Turchia, leader assoluto del settore con quasi il 70% del mercato, ma anche in Azerbaijan e in Georgia.

 

L' affondo del Capitano, non a caso, fatica a scaldare persino l' anima più verde della Lega. La Nutella è patrimonio collettivo del subconscio (e del girovita) nazionale. La Ferrero non solo è una delle ultime multinazionali tricolori sopravvissute allo shopping straniero ma ha pure varato nel 2018 un piano Marshall per aumentare la produzione di nocciole nazionali del 30%, garantendo agli agricoltori il ritiro del 75% del raccolto a prezzi superiori del mercato per 20 anni.

 

salvini nutella meme

Così anche Gianmarco Centinaio, ex-ministro dell' agricoltura del Carroccio, preferisce prendere garbatamente le distanze da Salvini: «L' uscita di Matteo?Mi faccia scherzare, l' ha fatto perché deve mettersi a dieta», butta lì. «L' azienda di Alba usa tutte le nocciole nazionali possibili, io l' ho sempre sostenuta - aggiunge -. Il vero problema è la Ue, che su pressione tedesca vuole togliere i dazi sulla produzione della Turchia ». «Un paese dove usano manodopera minorile e che ci manda nocciole con alti residui di aflatossine dannose per la salute - gli fa eco il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - . Una competizione sleale che le consente di offrire prezzi inferiori del 30% ai nostri».

 

l'ad di ferrero alessandro d'este presenta i nutella biscuits

Le nocciole tricolori, a dire il vero, hanno problemi più urgenti della concorrenza di Ankara. C' è l' incubo della cimice asiatica, ci sono i ghiri che hanno quasi azzerato il raccolto nei Nebrodi, in Sicilia, il caldo di quest' anno ha pericolosamente ritardato l' entrata in riposo vegetativo delle piante. «E avere un' azienda come Ferrero che ti garantisce l' acquisto di quello che raccogli per molto tempo è una sicurezza», dice Fabio Rossi di Pro Agri, consorzio dei produttori di Città di Castello che ha appena siglato un' intesa con Alba per aumentare la produzione del frutto. «È una soluzione ideale per la collina italiana - spiega - . Io metterò le piante su un terreno in zona Gubbio che era coltivato a foraggio e mi rendeva 300 euro a ettaro. Con le nocciole passo a 5mila! ».

 

 

La campagna autarchica per la nocciola tricolore ha però fatto storcere il naso a molti ambientalisti. Il loro timore è che la monocoltura del frutto cambi il profilo paesaggistico di aree come Lazio, Umbria e Campania, le regioni dove se ne producono di più. «Stupidaggini - la fa breve Rossi - . I prati incolti o coperti da ginestre piacciono anche a me. Ma i 2 mila ettari di nuovi noccioli previsti in Umbria sono solo lo 0,5% della superficie coltivata totale in regione, nulla».

 

nutella 1

L' obiettivo di Ferrero è portare da 70 a 90 mila gli ettari coltivati in Italia. «Siamo leader in Europa e secondi al mondo - calcola Prandini - . La domanda c' è e possiamo crescere». L' importante, dice, è «che l' industria non strozzi gli agricoltori proponendo contratti con il prezzo a saldo di Ankara».

 

Quest' anno non sembra vada così: la pregiata "trilobata" di Cuneo si paga 4,45 euro al chilo; la lunga di San Giovanni (da Avellino) trova compratori a 2,7 euro. Ottimi prezzi, dicono tutti, ai quali - con buona pace di Salvini e del "nemico" turco - non si fatica a trovare compratori.

giovanni ferreronutella

 

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?