ciro grillo

IL PROCESSO A CIRO GRILLO POTREBBE DURARE ANNI - I GIUDICI HANNO DATO APPUNTAMENTO AL 6 GIUGNO PER LA PROSSIMA UDIENZA, POI SI PROSEGUIRÀ CON UNA SOLA UDIENZA AL MESE - FINORA IL CALENDARIO È STATO UFFICIALIZZATO AL GIUGNO 2023, MA POICHÉ IL PROCESSO SI ANNUNCIA COMPLICATO, È LEGITTIMO PREVEDERE CHE CI VORRANNO DECINE DI UDIENZE PER ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE: IL TRIBUNALE HA AMMESSO 70 TESTIMONI - CI SONO VOLUTI 16 MESI ALLA PROCURA PER CHIUDERE LE INDAGINI PRELIMINARI, ED E’ PASSATO UN ANNO TRA LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO E L'INIZIO DEL PROCESSO…

Luca Fazzo per “il Giornale”

vittorio lauria ciro grillo

 

Dopo le indagini lumaca, il processo lumaca. La brutta storia che nel luglio di tre anni fa, nella grande villa di Beppe Grillo in Costa Smeralda, ebbe per protagonisti il giovane figlio dell'ex comico, tre suoi amici e due ragazze approda ieri finalmente in un aula di tribunale.

 

Davanti ai giudici di Tempio Pausania non si presenta nessuno dei quattro imputati, e questo era praticamente scontato. Altrettanto prevedibile la richiesta di Giulia Bongiorno, parlamentare leghista e difensore di una delle vittime, di celebrare il processo a porte chiuse, subito condivisa dagli imputati ed accolta dal tribunale.

 

Meno scontato il ritmo assai diluito con cui il processo viaggerà nel suo lungo percorso verso la sentenza: ieri i giudici danno appuntamento per la prossima puntata addirittura al 6 giugno, poi si proseguirà con una sola udienza al mese. Finora il calendario è stato ufficializzato al giugno 2023, ma poiché il processo si annuncia non solo complicato ma anche assai combattuto, è legittimo prevedere che ci vorranno decine di udienze per arrivare alla conclusione, (oltretutto ieri il tribunale ammette ben settanta testimoni).

CIRO GRILLO - LA VILLETTA DI CALA DI VOLPE DOVE SI SAREBBE CONSUMATO LO STUPRO

 

 A questo ritmo il processo potrebbe durare anni. Che si vanno aggiungere ai sedici mesi impiegati dalla Procura per chiudere le indagini preliminari, e al quasi anno passato tra la richiesta di rinvio a giudizio e l'inizio del processo. Ritmi che, anche se la prescrizione non è imminente, fanno dire alla Bongiorno che «a preoccuparmi sono i tempi del processo». La linea difensiva di Grillo junior e dei suoi coimputati è nota: ammettono che alcuni di loro hanno avuto contatti sessuali con una delle ragazze, ma con il pieno consenso della stessa.

S. RACCONTA LO STUPRO

 

Per dimostrare che la ragazza - una modella di origine scandinava - era tutt' altro che scioccata dalla nottata nella villa, hanno prodotto immagini e post dove nei giorni successivi appare rilassata e sorridente. E soprattutto punteranno su un'altra vicenda analoga risalente a qualche anno prima, quando la stessa ragazza aveva denunciato di essere stata denunciata da un conoscente in una tenda in Norvegia. Un episodio che, secondo i legali, fa sospettare che si tratti di una ragazza di facili costumi, pronta però a pentirsi delle sue nottate allegre.

il servizio su ciro grillo and friends quarto grado 6

 

E a riviverle, e a raccontarle, come stupri. Il rischio che il processo ai quattro giovanotti genovesi si trasformi in qualche modo in un processo alla loro presunta vittima, insomma, c'è: e anche per questo la Bongiorno ha chiesto che si proceda a porte chiuse, anche se sottolinea che il giovane norvegese ammesso a testimoniare «potrà essere sentito solo sui fatti del processo e non sulle abitudini sessuali della vittima».

 

il servizio su ciro grillo and friends quarto grado

Ma intanto, racconta l'avvocato, «a lasciare stupita la mia assistita sono i tempi annunciati. Fino a quando processo non finirà questa ferita per la ragazza resterà aperta. Mi hanno detto che il tribunale di Tempio Pausania è sommerso di processi, e che lunghi rinvii sono la normalità. Ma sapere che il nostro processo inizierà di fatto a tre anni dalla vicenda mi preoccupa molto».

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...