cognome di entrambi i genitori ai figli

PRONTI, PARTENZA, ANAGRAFE! - C'È GIÀ IL PRIMO DECRETO CHE ASSEGNA A UNA BAMBINA IL COGNOME DELLA MADRE NONOSTANTE IL PARERE CONTRARIO DEL PADRE. È UNA DECISIONE PRESA DAL TRIBUNALE DI PESARO, IL PRIMO IN ITALIA A ADOTTARLA APPLICANDO LA DECISIONE DELLA CORTE COSTITUZIONALE DI 24 ORE PRIMA MA SENZA NEANCHE AVER LETTO LA SENTENZA, BASANDOSI SOLO SUL COMUNICATO STAMPA...

Flavia Amabile per “la Stampa”

 

via libera al doppio cognome 7

C'è già il primo decreto che assegna a una bambina il cognome della madre nonostante il parere contrario del padre. È una decisione presa dal tribunale di Pesaro, il primo in Italia a adottarla applicando la sentenza della Corte Costituzionale di 24 ore prima ma senza nemmeno aver letto la sentenza, sulla base del semplice comunicato stampa che annuncia la decisione presa dai giudici.

via libera al doppio cognome 6

 

La bambina avrà il cognome della madre registrato accanto a quello del padre nello stato civile del Comune in provincia di Pesaro in cui risiede. Il tribunale ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Andrea Nobili e Bernardo Becci di Ancona, per conto della madre che non è sposata con il padre della figlia e vivono separati. La bambina vive però con la madre e proprio perché è quello materno il nucleo di prevalenza a cui fa riferimento la bambina, la madre aveva presentato la richiesta del doppio cognome.

 

via libera al doppio cognome 5

Il padre si era opposto e quindi la decisione è passata al tribunale di Pesaro che ha lasciato passare solo poche ore dall'annuncio della sentenza. Due giorni fa ha emesso il provvedimento e ieri lo ha pubblicato stabilendo l'aggiunta del cognome della madre e citando espressamente il comunicato della Corte Costituzionale, in quanto riconosce «il pieno diritto di attribuire al figlio il cognome materno anche in assenza dell'accordo o del consenso del padre». II tribunale di Pesaro ha anche ordinato all'Ufficiale di stato civile del Comune di residenza della minorenne la modifica dell'atto di nascita. 

via libera al doppio cognome 4

 

«Sono contenta - il primo commento della madre, riferito dall'avvocato Nobili -, non si tratta di un riconoscimento di un diritto per me, ma del riconoscimento di un diritto per mia figlia». Anche il legale, che è stato Garante regionale dei diritti delle Marche dal 2015 al 2020, parla di una pronuncia importante da parte del tribunale di Pesaro, «il primo intervento dopo le recentissime indicazioni della Corte Costituzionale. È stati applicato un principio secondo il quale in caso di disaccordo tra genitori può essere riconosciuto il cognome materno al figlio minorenne». 

 

via libera al doppio cognome 3

Secondo Nobili, la madre, che vive con la bambina dopo la separazione dal padre, «era impegnata da tempo a inseguire questo riconoscimento. Si tratta di un diritto della minore, in gioco c'è un principio legato all'identità personale della ragazzina». Significativa anche la disposizione sull'«immediata trascrizione» del doppio cognome all'anagrafe. Un riconoscimento, insiste Nobili, che «va nella giusta direzione, anche rispetto a principi che evitino un trattamento discriminatorio nei confronti delle donne». 

via libera al doppio cognome 2

 

E il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, parla di «una sentenza storica e un passo in avanti verso la pari dignità dei ruoli». «I Comuni - aggiunge il sindaco, che è anche presidente di Ali-Autonomie Locali Italiane - faranno quanto in loro dovere per agevolare le pratiche ma spetta al Parlamento fare una legge. La società civile e anche i magistrati sono un passo avanti e in sintonia con il Paese reale». La questione, però, non è chiusa del tutto. Il padre ha ancora la possibilità di presentare ricorso.

Articoli correlati

PRIMA DECISIONE DI UN TRIBUNALE IN ITALIA DI ASSEGNAZIONE DEL COGNOME MATERNO AL FIGLIO MINORENNE...

via libera al doppio cognome 1

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?