pronto soccorso cardarelli napoli

PRONTO SOCCORSO? GRANDE INGORGO! – NEI PRONTO SOCCORSO ITALIANI MANCANO TRE MEDICI SU DIECI E SOLO IL 58% DEI DOTTORI È ASSUNTO, IL RESTO VIENE ASSOLDATO DALLE COOPERATIVE E STRAPAGATO CON GETTONI DA 90 EURO L’ORA (I MEDICI ASSUNTI NE GUADAGNANO 40 NETTI) – PER QUESTO SPERPERO DI SOLDI PUBBLICI SI È ATTIVATO ANCHE L’ANAC CHE HA SCRITTO AI MINISTRI GIORGETTI E SCHILLACI PER FARE CHIAREZZA...

Paolo Russo per “la Stampa”

 

pronto soccorso

«Con la presente si comunica che al momento non sono più disponibili barelle per garantire l'osservazione dei pazienti nel dipartimento di emergenza e accettazione», dispaccio delle tre di notte del 27 dicembre dell'ospedale Maria Vittoria di Torino. «Sette pazienti in area rossa piena. Non disponibili posti monitor», stesso giorno, stessa città, "Ordine Mauriziano Umberto I".

 

Il grande imbuto della nostra sanità malata. Dove il territorio fa poco filtro. Che conta 40 mila letti tagliati in 10 anni che rendono un'impresa trovare posto in reparto a pazienti lasciati anche giorni e giorni su scomode e affastellate lettighe nelle astanterie o nei corridoi.

 

Con la conseguenza che poi finiscono per restare bloccate nei parcheggi anche le ambulanze che senza barella non possono partire. Il tutto reso più drammatico da una carenza cronica di personale. Mentre chi resta, stanco e demotivato, pensa alla fuga. Magari per andare a far soldi nelle cooperative che poi affittano a gettone gli stessi camici bianchi pagati però quattro volte tanto i dipendenti.

 

PRONTO SOCCORSO SAN CAMILLO 7

Il pronto soccorso non è solo la prima linea della nostra Sanità, ma è anche l'emblema dei suoi mali atavici. Anche se quando questi si riversano dove a volte si lotta per la vita le conseguenze diventano tragiche. Simeu, la Società scientifica della medicina di emergenza e urgenza dalla ricognizione di studi internazionali in materia, stima un aumento del 30% della mortalità quando i dipartimenti di emergenza sono affollati.

 

E la stessa causa è correlabile a incidenti ed errori nei pronto soccorso, dove «l'affollamento è associato a ritardi nel riconoscimento e nel trattamento di condizioni a elevato rischio evolutivo, come infarto miocardico, ictus cerebrale, polmoniti», riporta un documento della stessa società scientifica.

 

Nei nostri pronto soccorso mancano di fatto 3 medici su dieci e solo il 58% dei camici bianchi che ci lavorano è un dipendente. Gli altri vengono pescati qua e là tra i medici convenzionati, che specialisti non sono. Oppure si fa ricorso sempre più massicciamente alle cooperative che affittano i medici a gettone, con tariffe orarie da tre a sei volte superiori a quelle dei loro colleghi interni.

PRONTO SOCCORSO SAN CAMILLO 2

 

Tanto che Giuseppe Busia, presidente dell'Anac, l'Authority anticorruzione, tempo fa ha preso carta e penna per sollecitare al titolare della Salute Schillaci e al ministro dell'Economia Giorgetti un decreto che faccia chiarezza sull'utilizzo dei gettonisti, fissando dei criteri che stabiliscano prezzi congrui. Perché secondo Simeu sono oramai 15mila i medici in affitto che erogano 18 milioni di prestazioni l'anno nei nostri ospedali. Spesso giovani neo laureati senza specializzazione alle spalle.

 

PRONTO SOCCORSO SAN CAMILLO

O magari ortopedici spediti in rianimazione piuttosto che cardiologi alle prese con fratture. Pagati fino a 90 euro l'ora mentre ai dottori dipendenti per fare prestazioni aggiuntive se ne danno 60, che diventano poi 40 netti. Controsensi di una programmazione sanitaria che fa acqua da tutte le parti.

 

«Ma più ancora della carenza cronica di personale -spiega Fabio De Iaco, presidente Simeu- il problema è quello dell'uso improprio del pronto soccorso, perché arrivano da noi pazienti che non vengono filtrati dal territorio e, soprattutto, il fenomeno diffusissimo del bording. Ossia dei pazienti assistiti da noi anche per giorni in lettiga perché nei reparti non ci sono letti disponibili».

 

PRONTO SOCCORSO

E in queste condizioni finisce per ritrovarsi anche chi dovrebbe avere assistenza in un hospice o in casa propria. «E se proprio devono finire in ospedale che almeno abbiano il diritto di andarsene non da soli su una barella, ma nel letto di un reparto, stringendo la mano dei propri cari», ci tiene a dire De Iaco.

 

Ma troppo spesso non è così. Perché il medico di famiglia non si trova, la guardia medica si limita a consigliare di chiamare il 118 e così l'imbuto del pronto soccorso si ingolfa sempre più. La controprova viene dal fatto che, dove ci sono medicina di gruppo o case della salute aperte tutto il giorno i codici bianchi e verdi si riducono ai minimi termini. Anche se non pochi di questi sono di chi al pronto soccorso ci va non perché ne abbia bisogno, ma per non pagare il ticket e saltare le liste di attesa.

 

PRONTO SOCCORSO

Ad aggravare il tutto c'è poi la conseguenza dei tagli selvaggi ai posti letto subiti dai reparti. Così in attesa di «salire in reparto» si passa fino a una settimana nell'astanteria di un pronto soccorso, ha rilevato un'indagine del Tribunale dei diritti del malato. In questo modo però medici e infermieri invece di affrontare le emergenze finiscono per sostituirsi ai vari specialisti, facendosi carico di assistenza e accertamenti diagnostici.

 

Un sovraccarico di lavoro che costringe a saltare i turni di riposo, a fare in media sette notti al mese, il tutto per uno stipendio base che è di 2.800 euro quando parliamo di medici, di 1.500 per gli infermieri. Che arrivano poi a 1.900, ma dopo 30 anni.

 

pronto soccorso del cardarelli di napoli 9

«Spero di riuscire ad anticipare al prossimo anno i 200 milioni stanziati dalla manovra per il personale dei pronto soccorso», aveva detto alla vigilia delle votazioni sulla manovra il ministro Schillaci. Ma l'emendamento non è stato nemmeno sottoposto al voto.

 

Così non ci si può poi stupire se i più dal pronto soccorso fuggano. E nemmeno a dire che ci siano chissà quali giovani leve pronte a rimpiazzare chi lascia. L'ex ministro Speranza nel tentativo di tamponare questa emorragia aveva portato il numero di accessi ai corsi di specializzazione a 1.100, ma il 61% dei posti non è stato assegnato perché nessuno si è presentato, documenta un'indagine del sindacato medico Anaao.

pronto soccorso del cardarelli di napoli 3

 

Intanto più del 50% dei malati che necessitano di una risposta urgente aspetta per non meno di 9 ore in sala d'attesa. Anche se in alcune realtà, rileva un'altra indagine del Tribunale dei diritti del malato, si superano i tre giorni. Esperienza vissuta nell'ultimo anno da 300mila assistiti, intrappolati nell'imbuto dei pronto soccorso, specchio di una sanità da riformare.

pronto soccorsoPRONTO SOCCORSO POLICLINICO ZINGONIA BERGAMOsan raffaele pronto soccorso

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO