rocco barbaro detto u sparitu 6

PURE IL SENSO DI GIUSTIZIA È "SPARITU" - L'ASSURDA STORIA DI ROCCO BARBARO, 56 ANNI, DETTO 'U SPARITU: PER I PM ERA IL "CAPO DEI CAPI", MA SECONDO I GIUDICI NON È MAFIOSO E QUINDI ORA È UN UOMO LIBERO - FINÌ NELLA LISTA DEI 30 SUPER LATITANTI PIÙ PERICOLOSI D'ITALIA ED È STATO CONSIDERATO IL VERTICE DELLA 'NDRANGHETA LOMBARDA: MA I PROCESSI SONO ANDATI IN UN ALTRO MODO E IN CASSAZIONE L'ACCUSA DI MAFIA È CADUTA - PER I MAGISTRATI "NON È MAI SUFFICIENTE LA VERIFICA DI UNA GENERICA E APPARTENENZA AL CLAN…"

Cesare Giuzzi per il "Corriere della Sera"

 

rocco barbaro detto u sparitu 5

Il soprannome 'u Sparitu, condiviso con il fratello Giuseppe nelle latitanze degli anni Novanta, non promette niente di buono. Ma non c'è da dubitare che Rocco Barbaro, 56 anni, dopo la scarcerazione rispetti alla lettera le prescrizioni della sorveglianza speciale.

 

Poca cosa per uno che ha evitato anni di carcere. Anche perché contro quello che la Direzione distrettuale antimafia di Milano indicava al tempo della sua cattura, l'8 maggio 2017, «il vertice» della 'ndrangheta lombarda, non ci sono altre accuse.

 

rocco barbaro detto u sparitu 6

Barbaro, che per la procura era «il capo dei capi», è un uomo libero, benché battezzato alla 'ndrangheta con la dote del «vangelo» e nonostante sia considerato - dagli investigatori e dalla letteratura sul tema mafioso - il più importante esponente del ramo «Castanu» della cosca di Platì (Reggio Calabria).

 

Quella che, dopo la stagione dei rapimenti, è diventata la famiglia più importante negli assetti criminali di Lombardia e Piemonte. Un Cerbero con tre teste: una sulle pendici d'Aspromonte, l'altra tra Corsico e Buccinasco nel Milanese e la terza a Volpiano (Torino).

 

rocco barbaro detto u sparitu 4

Otto casati che affondano le loro radici nel matrimonio tra Francesco Barbaro (classe 1873) e Marianna Carbone (1877) con una storia che sembra uscita da una serie tv. Dai loro dieci figli discendono le otto 'ndrine che dominano dalla Calabria al Nord Italia, fino in Australia.

 

Una delle più importanti è quella dei «Castanu», dal soprannome del padre di Rocco, Francesco Barbaro, classe 1927 morto ergastolano a 91 anni. Nomi, discendenze e soprannomi non sono un feticcio. Ma linee di sangue che diventano potere e tragedie umane.

 

Come quella del brigadiere Antonino Marino, carabiniere di Platì ucciso nel '90 a Bovalino approfittando dei fuochi d'artificio alla festa del paese. Ad ucciderlo è stato proprio Ciccio Barbaro.

 

rocco barbaro detto u sparitu 3

Il giorno della cattura del figlio Rocco i carabinieri e i Cacciatori di Calabria hanno dedicato l'operazione che riportava dietro le sbarre uno «dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia» proprio alla memoria del compianto collega.

 

A Milano i carabinieri e i magistrati della Dda gli davano la caccia per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. Con il figlio Francesco e un nipote, queste le accuse, aveva comprato un bar a pochi metri dal Duomo, il «Vecchia Milano».

 

rocco barbaro detto u sparitu 2

È il 2012 e Barbaro è stato scarcerato dopo una condanna a 15 anni per narcotraffico. È affidato in prova a un gommista di Buccinasco. Anche se, per la procura, più che lavorare pensa ad altro. Poco tempo dopo i carabinieri eseguono l'operazione «Platino».

 

Nelle carte c'è un'intercettazione in cui viene definito da due affiliati «per regola» il «capo di tutti i capi, di quelli che fanno parte di queste parti». Lui capisce che è finito nel mirino e rivende il bar.

 

rocco barbaro detto u sparitu 1

Quando vanno ad arrestarlo nel 2016, Barbaro non c'è. Resta latitante per un anno e mezzo. La sua cattura a Platì viene salutata come una «vittoria dello Stato» contro la mafia. Le condanne però le fanno i processi. In primo grado prende 16 anni, in appello scendono a 13, in Cassazione l'accusa di mafia cade e resta l'intestazione fittizia.

 

L'appello bis va nello stesso solco. Barbaro sconta i pochi anni di condanna ed è libero. Per definirlo boss mafioso, secondo i giudici, serve l'attuale e operativo inserimento nella cosca al Nord.

 

processo a rocco barbaro detto u sparitu

Nel maxi processo «Infinito» del 2010, preso forse troppo ad unico fondamento della presenza della 'ndrangheta in Lombardia, non si parla mai di Rocco Barbaro. E le sole condanne recenti per i Barbaro-Papalia riguardano affari di terra e mattoni.

 

Per i magistrati «non è mai sufficiente la verifica di una generica e non storicizzata appartenenza» al clan, ma «è necessario che la stessa trovi specifico riscontro operativo riguardo a un determinato assetto organizzativo e a quel determinato periodo».

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…