armin papperger rheinmetall armi

PUTIN HA UNA LUNGA LISTA NERA DEI VENDITORI DI ARMI EUROPEI. CHI C’È SOPRA? – SECONDO GLI 007 AMERICANI, ARMIN PAPPERGER, L’AMMINISTRATORE DELEGATO DEL COLOSSO TEDESCO RHEINMETALL, NON È L’UNICO TRA I MANAGER DELLA DIFESA CHE AIUTANO KIEV MESSI NEL MIRINO DA MOSCA – IL CREMLINO VUOLE TOGLIERE DI MEZZO ANCHE ALTI DIRIGENTI FRANCESI – RHEINMETALL APRIRÀ IN UCRAINA LA PRIMA FABBRICA PER PRODURRE MUNIZIONI PER L’ARTIGLIERIA. UN PIANO CHE HA FATTO INFURIARE MOSCA…

1. IL TOP MANAGER E IL REPORTER GLI 007 RUSSI IN EUROPA PREPARANO OMICIDI ECCELLENTI

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

olaf scholf e Armin Papperger - ad di Rheinmetall

Dicono che adesso sia l’uomo più scortato d’Europa. Anche nella recente visita a Roma, le misure di protezione intorno ad Armin Papperger hanno impressionato i nostri responsabili della sicurezza: le teste di cuoio tedesche sono state sempre al suo fianco. Un livello di minaccia pari ai risultati economici messi a segno dall’azienda che guida, la Rheinmetall, diventata protagonista del sostegno bellico all’Ucraina e simbolo del riarmo tedesco.

 

Ora le rivelazioni di diverse testate statunitensi spiegano le ragioni di tante precauzioni: Papperger non è nel mirino di gruppi estremisti tedeschi contrari alla guerra, che a fine aprile hanno rivendicato l’incendio della sua villa sul mare, ma bersaglio dei servizi segreti russi.

 

Armin Papperger

Stando a Cnn e New York Times , l’intelligence americana ha raccolto informazioni su una campagna di attentati organizzata dagli 007 del Cremlino: si sarebbe trattato di un salto di qualità, passando dalle molotov agli omicidi mirati […].

 

[…] Nei programmi degli eredi del Kgb, Papperger sarebbe stato l’unico imprenditore indicato con nome e cognome. La preparazione dell’agguato sarebbe stata in fase avanzata quando è scattato l’allarme e il top manager è stato sottoposto alla “massima tutela”.

 

[…] I piani contro altri dirigenti di aziende belliche tedesche sarebbero stati più sfumati. A maggio c’è però stato un episodio grave: un rogo alla Diehl, che confeziona spolette, domato solo con l’intervento di duecento vigili del fuoco. L’attenzione ostile è rivolta soprattutto contro la Germania, diventata il principale partner militare dell’Ucraina, tanto da far ipotizzare che sia in corso una vera e propria offensiva nell’ombra: un «conflitto ibrido di aggressione condotto dalla Russia» evocato giovedì dalla ministra degli Esteri Annalena Baerbock.

 

VLADIMIR PUTIN

[…] Le operazioni che gli agenti del Cremlino stanno mettendo a segno in Europa non riguardano soltanto la filiera bellica: ci sono altri personaggi che il regime putiniano vorrebbe togliere di mezzo. Come il giornalista investigativo Christo Grozev, celebre per le inchieste sul sito Bellingcat che hanno smascherato le operazioni realizzate dal Gru russo per assassinare all’estero gli oppositori con il gas Novichock: è stato pure uno dei protagonisti del documentario pluripremiato sul tentativo di avvelenare Alexey Navalny.

 

Armin Papperger - ad di Rheinmetall

Nel 2022 Mosca ha emesso un mandato di cattura contro di lui; l’anno dopo a Vienna […] sono stati notati pedinamenti nei confronti dei suoi figli e appostamenti intorno alla sua abitazione […]: le indagini hanno permesso di ricostruire l’attività di una cellula legata proprio ai servizi segreti militari russi. Per questo motivo dal 2023 Grozev è stato trasferito negli Stati Uniti e quando rientra per brevi periodi in Austria viene sottoposto a misure di sicurezza superiori a quelle riservate al premier.

 

Non solo, l’intelligence statunitense alla vigilia del 4 luglio ha alzato il livello d’allerta delle basi americane in Europa, incluse Aviano e Sigonella: solo ora è trapelato che la minaccia non era legata al terrorismo jihadista, ma a possibili sabotaggi di matrice russa. […]

 

2. L’ARMIERE TEDESCO NEL MIRINO RUSSO: IL COMPLOTTO CHE FA TREMARE GLI ALLEATI

Estratto dell’articolo di Mara Gergolet per il “Corriere della Sera”

 

ARMIN PAPPERGER - 3

L’uomo che sta in cima alla «lista della morte» del Cremlino non è solo un manager tedesco. Ma, come ha detto lui di sé stesso, anche «un partner» della difesa dell’Ucraina. Nonché uno dei più citati strateghi ed esperti della geopolitica tedeschi: è l’uomo a cui per primo si rivolse il cancelliere Olaf Scholz, quando annunciò la sua politica della Zeitenwende, della svolta epocale che in realtà vuol dire riarmo.

 

L’ingegner Armin Papperger, amministratore delegato della Rheinmetall […] è il manager contro cui i russi stavano preparando un attentato sventato a inizio anno. E se è corretta l’informazione del network americano, non sarebbe l’unico tra i dirigenti della difesa europei messi nel mirino da Mosca, ma quello per il quale i preparativi erano più avanzati. E allora la domanda, nella grande nebulosa che ancora avvolge l’episodio, è: chi sono gli altri nomi sull’elenco, e in quali Paesi lavorano?

 

VLADIMIR PUTIN

Quello che si sa del complotto russo è che i servizi americani hanno avvertito, mesi fa, i colleghi tedeschi, che hanno predisposto attorno a Papperger un «sistema di massima sicurezza». Il dispositivo di protezione federale di cui gode è simile a quello del cancelliere Olaf Scholz. La sede e gli uffici dell’azienda a Düsseldorf sono pesantemente sorvegliati dalla polizia.

 

Papperger, dal canto suo, non si è lasciato intimidire. Al Financial Times ha confermato di «non aver paura, e di essere felice della propria vita». E subito dopo l’uscita della notizia ha rilasciato una lunga intervista alla Faz , in cui ha ripetuto che non si può indietreggiare sulla difesa, che è stato un errore per l’Europa ritenere che contro la Russia bastasse lo scudo nucleare mentre è invece evidente che servono armi convenzionali.

 

ARMIN PAPPERGER - 1

Papperger guida dal 2013 l’azienda di armamenti che produce munizioni e tank vitali per Kiev: se prima della guerra in Ucraina un’azione di Rheinmetall valeva 90 euro, adesso supera i 500 euro. In un ritratto che gli dedica la Süddeusche Zeitung , emerge come dal 2014 il manager abbia profetizzato il rischio di un ampio conflitto in Europa.

 

Dopo che Scholz ha annunciato la Zeitenwende e investimenti pubblici per 100 miliardi, Papperger si è presentato al ministero della Difesa, dicendo che non basteranno e portando la lista di quel che da subito poteva fornire la sua azienda: da sole, quelle armi valevano 42 miliardi di euro.

 

Tra poche settimane, Rheinmetall aprirà in Ucraina la prima fabbrica per produrre munizioni per l’artiglieria. Un piano che ha fatto infuriare il Cremlino, che ritiene lo stabilimento «un obiettivo legittimo». E Papperger, nello stile diretto che lo contraddistingue, ha risposto che non sarà difficile costruirci vicino la difesa aerea. È lui che ha spinto perché Rheinmetall diventasse lo sponsor del Borussia Dortmund, armi sulle maglie di un club della Bundesliga.

 

SPIE RUSSE IN GERMANIA

Un manager visionario che Putin ha eletto a nemico pubblico. Così tanto […] da predisporre per lui le stesse squadre della morte che danno la caccia ai dissidenti, ai ceceni, ai disertori in Europa. Secondo lo Spiegel, le spie russe erano già entrate sul territorio europeo: vengono dalle ex repubbliche sovietiche, e almeno uno sarebbe un cittadino russo. Una nuova fase di quella «guerra ibrida», di cui da mesi parlano i ministri tedeschi. E che all’improvviso diventa concreta. […]

VLADIMIR PUTIN CON I SOLDATI RUSSI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…