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QUANDO PARLATE DI BURNOUT, PENSATE AI LAVORATORI DELLA GOLDMAN SACHS - UN GRUPPO DI NEOLAUREATI ASSUNTI COME ANALISTI CHIEDE DI LAVORARE “SOLO” 80 ORE, A FRONTE DELLE 95 (CON PUNTE DI 105) SETTIMANALI - SI PARLA DI CINQUE ORE DI SONNO PER NOTTE, ASSISTENZA PSICHIATRICA E ABUSI DEI CAPI. CERTO, PER CHI RIESCE A FARE CARRIERA GLI STIPENDI SONO FANTASTICI. BISOGNA SOLO TROVARE IL TEMPO DI SPENDERE I SOLDI E SPERARE DI NON FINIRE ALLA NEURO…

Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

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La rivendicazione di un gruppo di neolaureati assunti come analisti dalla Goldman Sachs è secca: vogliamo lavorare solo 80 ore alla settimana. Sì, ottanta, avete letto bene. Il racconto di questi tredici ragazzi - le risposte a un questionario trasformate in una presentazione PowerPoint fatta a febbraio nella più celebre banca d' affari americana - ora è finito su siti e giornali.

La descrizione è folle, sembra quasi caricaturale: settimane lavorative di 95 ore con punte di 105, con cinque ore di sonno per notte, necessità di assistenza psichiatrica, abusi dei capi: una condizione di lavoro che viene definita disumana.

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Chi può credere che una banca nota per pagare stipendi fantastici ai suoi 450 partner e ottimi a tutti gli altri, uno dei luoghi di lavoro più ambiti del mondo, nel 2021 possa trattare alcuni suoi dipendenti come moderni schiavi? Be', bisogna crederlo perché è la stessa Goldman Sachs a confermare la vicenda: ammette che, almeno in qualche suo servizio, la pressione nell' ultimo anno è stata elevata. Ai giornalisti che chiedono spiegazioni viene detto che i clienti hanno investito molto e i volumi di lavoro sono saliti ai massimi storici.

 

Poi la promessa: verranno trovati rimedi adeguati.

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Certo in finanza la gavetta può essere dura. E i giovani si immergono in un periodo di superlavoro col miraggio di diventare un giorno partner superpagati. Secondo il sito Business Insider un dipendente al primo anno percepisce in media uno stipendio di 91 mila dollari più un bonus variabile dai 45 mila ai 100 mila dollari: niente male anche se a New York con quei soldi si fa una vita dignitosa, non si diventa certo ricchi. Ma Goldman è una fabbrica di profitti: se fai carriera puoi portare a casa molto di più. L' ad, David Solomon, quest' anno si è dovuto accontentare di 17,5 milioni di dollari. Ma solo perché è stato punito (lui e altri dirigenti) con un taglio di 10 milioni per un caso di corruzione in Malesia che è costato alla Goldman una multa di 3 miliardi.

 

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Ma tutti gli altri hanno avuto aumenti: il 2020 è stato un anno record per la banca che ha distribuito ai 41 mila dipendenti compensi per 13,3 miliardi di dollari (+16%). La media, comprendendo anche autisti e uscieri, è di 265 mila dollari. Ma, al vertice, partner e manager partono dal milione di salario base, al quale va aggiunto un bonus diverso per ciascuno (in genere va dal 50 al 200% del salario) a seconda dei risultati ottenuti. Del resto la scelta del superlavoro per periodi limitati non è tipica solo delle banche d' affari: è fatta anche dai fondatori di start up che, quando lanciano la loro impresa, per mesi fanno vita monacale: dormono in ufficio e si nutrono di beveroni per non perdere tempo prezioso.

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Ma quelle sono libere scelte, mentre qui pare che si tratti di regole imposte dall' alto.

Fosse vero, sarebbe doppiamente grave perché situazioni di questo tipo nella banca erano già state denunciate in passato. Soprattutto nel 2015, quando un dipendente si suicidò a causa dello stress da superlavoro: si era lamentato di aver lavorato per cento ore nella sua ultima settimana passando alla scrivania anche notti intere.

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