vincenzo vecchi

QUANDO SI TRATTA DI DIFENDERE I CRIMINALI, PARIGI E' SEMPRE IN PRIMA LINEA - LA FRANCIA SI RIFIUTA DI ESTRADARE VINCENZO VECCHI, UNO DEI RESPONSABILI DELLE DEVASTAZIONI AL G8 DI GENOVA DEL 2001. L’EX BLACK BLOC È LATITANTE DAL 2012 E VIVE TRANQUILLO IN UN PAESINO DELLA BRETAGNA, MA È STATO CONDANNATO IN ITALIA A 11 ANNI E MEZZO DI CARCERE – COME PER CESARE BATTISTI, IN FRANCIA SI È CREATO UN MOVIMENTO A SUO SOSTEGNO…

Leonardo Martinelli per www.lastampa.it

vincenzo vecchi 9

 

Potrà continuare a vivere tranquillo a Rochefort-en-Terre, un paesino della Bretagna profonda, Vincenzo Vecchi, 47 anni. Eppure, già esponente dell’area anarco-autonoma e black bloc, è stato condannato definitivamente in Italia a undici anni e mezzo di carcere, ritenuto uno dei protagonisti delle devastazioni al G8 del 2001 a Genova.

 

vincenzo vecchi in tribunale

Oggi la Corte d’appello di Angers si è rifiutata di mettere in esecuzione il mandato d’arresto europeo, voluto dall’Italia, almeno per dieci anni di quella pena. Resta la possibiltà che Vecchi debba rientrare in patria per scontare l’anno e mezzo restante, ma la questione sarà affrontata in un’udienza successiva, non ancora convocata.

 

Si tratta comunque già di una vittoria per l’uomo, latitante dal 2012, che a Rochefort-en-Terre ha vissuto a lungo in incognita, lavorando come imbianchino. Si faceva chiamare Vincent Papale.

vincenzo vecchi al g8 di genova

 

Lì era stato arrestato l’8 agosto 2019 in virtù di quel mandato. Ma nel novembre successivo la Corte d’appello di Rennes l’aveva dichiarato irregolare e aveva fatto già scarcerare Vecchi. Nel dicembre 2019 la Corte di Cassazione francese aveva rigettato a sua volta la sentenza e rinviato l’affaire dinanzi alla Corte d’appello di Angers, che è arrivata ieri al suo verdetto.

 

francesi fan di vincenzo vecchi

Si è rifiutata di mettere in esecuzione il mandato per dieci anni della pena decisa in Italia, relativi ai reati di «devastazione e saccheggio» in occasione del G8 di Genova, perché quel tipo d’incriminazione non trova un equivalente nella giurisprudenza francese. Il procuratore, che invece, durante il dibattimento, aveva richiesto l’estradizione in Italia, potrebbe fare ricorso: ha tre giorni per deciderlo se farlo o meno.

vincenzo vecchi1

 

Rimangono in ballo un anno e mezzo della condanna italiana di Vecchi, in relazione ad altri reati, come il furto di una macchina fotografica, sempre in occasione dei disordini a Genova. Su questo una decisione sarà presa ancora dalla Corte d’appello di Angers, ma la data dell’udienza deve essere fissata.

 

g8 di genova

«Verranno convocati i rappresentanti dello Stato italiano - sottolinea alla Stampa Catherine Glon, uno degli avvocati della difesa di Vecchi -. Chiederemo che il nostro assistito sconti quella pena in Francia o, se dovrà farlo in Italia, il Paese dovrà impegnarsi a rinunciare agli altri dieci anni della sua condanna».

La Glon considera «notevole e approfondito» il lavoro della Corte d’appello e la sentenza «uno schiaffo per l’Italia.

 

vincenzo vecchi 5

Perché la Francia dice all’Italia: la decisione che hai preso non ha alcuna base legale da noi e, quindi, non possiamo accettare di mettere in esecuzione il mandato d’arresto che avete voluto». La difesa di Vecchi ha concentrato i suoi attacchi contro il fatto che lui sia stato condannato per «devastazione e saccheggio, due reati introdotti nel 1930 nel codice penale, all’epoca di Mussolini», sottolinea la Glon, tanto più che «non ci sono prove che abbia partecipato a quei saccheggi, si trovava solo in prossimità».

 

vincenzo vecchi 2

Intorno al caso Vecchi si è sviluppato in Francia un movimento di opinione contrario al rinvio dell’uomo nel suo Paese natale. Vi fanno parte tante persone che l’hanno conosciuto in Bretagna negli ultimi anni, soprattutto nel villaggio dove abita. Ma anche uno scrittore conosciuto a livello nazionale come Eric Vuillard. Tutto questo ricorda come la Francia visse la vicenda di Cesare Battisti, difendendolo contro tutto e tutti, fino alla sua fuga in Sudamerica.

g8 di genova 3vincenzo vecchi 3G8 GENOVACARLO GIULIANI AL G8 GENOVAG8 GENOVAg8 di genova 2001g8 di genova 2001 vincenzo vecchi

Ultimi Dagoreport

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…