netanyahu pezeshkian ali khamenei ebrahim raisi haniyeh

QUEL GRAN GROVIGLIO CHE E’ IL MEDIO ORIENTE CI RESTITUISCE L’ENNESIMO MISTERO: CHI HA UCCISO IL CAPO DI HAMAS, ISMAIL HANIYEH? - LE MODALITA’ DELL’OMICIDIO SONO OSCURE: UN MISSILE? UN DRONE? UN ORDIGNO NASCOSTO IN CAMERA? - E CHI SONO I MANDANTI? ISRAELE DI SICURO AVEVA INTERESSE A FAR FUORI HANIYEH MA C’È ANCHE UN’ALTRA PISTA CHE PORTA A UNA DELLE FAZIONI INTERNE AL POTERE IRANIANO, CON L'APPOGGIO DI SERVIZI DEVIATI. E IL PIANO SAREBBE INIZIATO CON L’APPARENTE INCIDENTE IN ELICOTTERO CHE UCCISE IN MAGGIO IL PRESIDENTE IRANIANO RAISI. LA CORNICE È IL CONFLITTO TRA RIFORMISTI E CONSERVATORI IRANIANI, SULLO SFONDO LA SUCCESSIONE DELLA GUIDA SUPREMA ALI KHAMENEI…

Estratto dell’articolo di Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

 

OMICIDIO DI ISMAIL HANIYEH

Le spie, diceva Joseph Conrad, fabbricano i fatti con facilità e possono diffondere antagonismo da una parte, panico e odio dall’altra. Per cui, attenzione, questo articolo è uno slalom tra le polpette avvelenate dei servizi di mezzo mondo.

 

Chi ha ucciso Ismail Haniyeh? E come? Non c’è una fonte indipendente di cui fidarsi, non ci sono testimoni. […] Chi l’ha ucciso? Nelle primissime ore quasi tutti hanno parlato di un missile. Per il libanese Al Mayadeen (vicino ad Hezbollah) l’ordigno è partito da Israele.

 

Per i sauditi di SkyNews e gli israeliani di Channel 12 è stato lanciato dal territorio iraniano. Cioè, da una parte si pensava a un errore dovuto a radar insufficienti, dall’altro a traditori. I Pasdaran hanno solo parlato di un «ordigno venuto dal cielo». Venerdì 2 agosto l’americano New York Times presenta uno scenario diverso riprendendo l’ipotesi già sostenuta il giorno prima dall’israeliano Jerusalem Post: non un missile, ma una bomba nascosta due mesi prima in camera.

ALI KHAMENEI AI FUNERALI DI ISMAIL HANIYEH

 

Il britannico The Telegraph fa salire a tre le bombe piazzate in stanze diverse. Per i Pasdaran sono «grossolane invenzioni del NYT».

 

La loro tesi è che Haniyeh sia stato ucciso da un ordigno volante di 5/7 chili lanciato da una corta distanza (ieri hanno specificato 1,5 chilometri). Ancora non specificano se fosse un razzo con lanciatore autonomo o di uno trasportato da un drone (a 6 o 8 eliche) oppure ancora un drone suicida.

 

ismail haniyeh con ali khamenei

La differenza tra la versione dei media americani-britannici-israeliani e quella degli investigatori iraniani è politica. La breccia della sicurezza è esterna al recinto della residenza di Haniyeh oppure no?

 

L’ospite palestinese dormiva in un complesso che avrebbe dovuto essere sicurissimo perché usato anche per le passeggiate della Guida Suprema Ali Khamenei. Non aver protetto Haniyeh significa che neppure Khamenei è al sicuro. Chi ha tradito una volta può farlo ancora. La tesi dei nemici dell’Iran è che il regime è in cancrena, corrotto, inaffidabile. Per l’Iran, ovvio, non è così: l’errore non si può negare, ma non è strutturale.

 

ebrahim raisi

Chi sono gli esecutori? Martedì 6 agosto il britannico The Jewish Chronicle e l’americano Foreign Policy propongono la stessa ricostruzione. Il Mossad avrebbe corrotto due agenti iraniani del servizio segreto Ansar al-Mahdi (Pasdaran).

 

Grazie alle intercettazioni dello Stato ebraico (Unit 8200) avrebbe saputo dove Haniyeh avrebbe dormito e i due avrebbero nascosto un panetto di esplosivo innescabile a distanza sotto il letto poche ore prima dell’arrivo di Haniyeh. «Entro un’ora» sarebbero stati «esfiltrati» da Israele.

 

ali khamenei vota alle elezioni

La ricostruzione molto hollywoodiana prevede anche 5 agenti del Mossad che appostati su un albero vedono Haniyeh spegnere la luce per dormire e premono il bottone dell’esplosione. Secondo il New York Times l’Iran sta arrestando decine di propri agenti. Martedì i Pasdaran hanno smentito anche questa versione. Lo scontro è ancora quello: l’Iran ha o no la fedeltà dei suoi agenti?

 

Chi sono i mandanti? Pochi dubitano della responsabilità israeliana, ma qualcuno c’è. Più incerto invece lo scopo dell’omicidio Haniyeh. Il ministro degli Esteri del Qatar (un Al Thani) è stato diretto: «A cosa serve mediare — per la liberazione degli ostaggi israeliani, ndr — se poi si uccide il mediatore?». Pensano come lui le famiglie degli ostaggi ancora in mano ad Hamas. Eliminando il capo dell’ala politica, Hamas si è ancora più radicalizzata.

 

benjamin netanyahu

Con l’elezione di Sinwar, l’architetto dei massacri del 7 ottobre, al posto di Haniyeh, la tregua è diventata più difficile. Chi ha ordinato l’uccisione (seguendo la pista israeliana, il premier Netanyahu) vuole lo scontro frontale, non una mediazione. In effetti, Netanyahu non ne ha mai fatto mistero. Altro scopo israeliano nell’uccidere Haniyeh in Iran e non, ad esempio, in Qatar o Turchia, sarebbe quello di togliere spazio di manovra al nuovo presidente Pezeshkian, più incline del predecessore a trattative e compromessi.

 

ali khamenei prega per raisi

C’è però anche un’altra pista che assolve Israele e punta il dito accusatore su una delle fazioni interne al potere iraniano. Il teorema comincia dall’apparente incidente in elicottero che uccise in maggio il presidente iraniano Raisi. Anche in quel caso si parlò di matrice israeliana, ma pure di servizi deviati. Il quadro è il conflitto tra riformisti e conservatori iraniani, sullo sfondo la successione della Guida Suprema Ali Khamenei.

ISMAIL HANIYEH - YAYA SINWAR

 

La morte di Raisi è servita a portare alla presidenza il riformista Pezeshkian. Quella di Haniyeh, suggerisce Independent Arabia , ridimensiona il prestigio dei Pasdaran alleati di Raisi oppure, obbligando l’Iran a vendicarsi, impedisce al nuovo presidente Pezeshkian di avviare quel dialogo con l’Occidente che ha promesso in campagna elettorale.

Ombre e teorie, dubbi e bugie, ma tutto è politica.

Massoud Pezeshkian 4massoud pezeshkian 2

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”