led zeppelin

QUELLA PAZZA NOTTE IN CUI I LED ZEPPELIN SCOPRIRONO COS'ERA L'ITALIA - NELLA LORO UNICA DATA NEL NOSTRO PAESE, IL 5 LUGLIO 1971, AL "CANTAGIRO" ALL'IPPODROMO VIGORELLI A MILANO, SI SCATENO' L'INFERNO - BARBARA COSTA: "SONO LE 23.30 QUANDO SCOPPIA LA PRIMA BOMBA MOLOTOV MIGLIAIA DI PERSONE IN PREDA AL PANICO PREMONO, SALGONO, SI RIVERSANO SUL PALCO, CROLLANO LE RECINZIONI, ED È FUOCO, E SCOPPI, E GAS CHE INVADE E AMMORBA L’ARIA, ED È IL FINIMONDO. GLI ZEPPELIN VENGONO PORTATI VIA, ABBANDONANDO GLI STRUMENTI A UNA BARAONDA FURIOSA E ALLUCINATA CHE…"

Barbara Costa per Dagospia

 

robert plant vigorelli 1971

“Ma vaffanc*lo, non staremo qui ad aspettare tutta la notte per voi italiani del caz*o in mezzo a questo caz*o di casino!!”. Sono le 23.30 del 5 luglio 1971, e sono le prime note di "Whole Lotta Love" dei Led Zeppelin quando scoppia la prima bomba molotov. Gli Zepp continuano a suonare, epici, tra gente che urla, scappa, tra fuochi e gas lacrimogeni, ed ecco l’assolo di batteria di Bonzo, e cede la corrente elettrica, e il palco, e tutto, e tutti, calano nel buio.

 

Migliaia di persone in preda al panico premono, salgono, si riversano sul palco, crollano le recinzioni, ed è fuoco, e scoppi, e gas che invade e ammorba l’aria, ed è il finimondo. Gli Zeppelin vengono portati via, abbandonando gli strumenti a una baraonda furiosa e allucinata che scassa tutto, si frega tutto, e in mezzo a chi fugge, tra boati, spari, e sangue, urla, e vesti lacerate, e sotto il palco e sopra e dovunque vi sia via d’uscita, e Jimmy Page e compagni sfondano una porta, a caso, entrano, e vi si barricano dentro. È il loro rifugio per due ore. Robert Plant si affaccia alla finestra e vede “che per le strade di Milano è la guerra”.

robert plant jimmy page

 

Chi l’ha scatenata, dichiarata, chi tra voi magari che pure c’era, quella notte di luglio 1971, 50 anni fa, a Milano, dentro e fuori il velodromo Vigorelli, all’unica tappa dei Led Zeppelin in Italia? Chi tra voi me lo può raccontare, se per decenni vi siete stati zitti o a dire io non c’ero, io sì c’ero ma solo per la musica, io sì c’ero e quanto m’hanno menato?

 

Chi tra voi formava quella marmaglia sfaccendata, di come li vuoi chiamare, extraparlamentari rossi, neri, di destra, di sinistra, e autoriduttori sbraitanti “tutti hanno diritto a tutto, e nessuno paga niente!!!”, perché mica potevate “pagare per la musica, nooo!, la musica è un nostro diritto, e che caz*ooo!”...?

 

led zeppelin vigorelli rassegna stampa

Tutti lì, a quella tappa del Cantagiro “coi cantanti di Stato”, ma coi Led Zeppelin guest-star, voi che dei loro testi un bel nulla capivate? Chi tra voi era lì solo per sfizio di fare casino (“si faceva così, tanto per farlo”), e di berciare contro lo Stato, a gridare il disgustoso “PS-SS” (Polizia di Stato=SS) ai poliziotti lì fuori il velodromo, la metà dei quali formerà il 40 dei feriti i più gravi, risultato di ore di violenze? Cosa volete ricostruire, un po’ di verità, quale verità, una parte di tante verità, sono quelle che Giovanni Rossi ha avuto le p*lle di inserire in "Led Zeppelin '71. La notte del Vigorelli" (Tsunami Edizioni) riedito e arricchito per il 50esimo di un tale ignobile sconquasso.

led zeppelin

 

Se l’Italia ha detto la sua nella storia del rock marchia a sé pure le brutalità commesse a quel concerto dei LZ, soprusi che hanno fatto il giro del mondo allora, e che svettano in indecenza nelle biografie ledzeppeliane. Ma complimenti, a tutti voi, la meglio gioventù del tempo, messa giustamente in riga da Giovanni Rossi in questo libro e meno male, finalmente uno che ha i c*glioni di scriverlo, con prove e orali e documentate e inappuntabili, come era quel tempo e come eravate tanti tra voi.

 

led zeppelin vigorelli locandina

Chi tra voi era tra i figli di papà “scrocconi, capre senza sapere”, che “volevamo dar voce al disagio”? (capito? c’avevano il disagio!). È vero o no che i più bruti di tali gruppetti avevano il portafoglio pieno dei soldi di mammà da non spendere “per il biglietto, ma per le droghe”? Il pubblico dei concerti, lì per gli Zeppelin come per gli altri, era in quantità composto da gente che aveva sgobbato per risparmiare ogni centesimo a formare “le poche lire del biglietto”, e gran parte erano lavoratori umili, e certo non “fighetti col papà che gli compra i dischi, e la moto”. Sicché contestavate cosa, i promoter che lucravano sui biglietti dei concerti? È vero o no che “gli squaloni veri entrarono in scena negli anni '80, e guarda caso nessuno più contestò un caz*o”?

led zeppelin vigorelli corriere della sera

 

Giovanni Rossi riporta la gran figura di m*rda che fa la stampa italiana nei '70 che ostenta una ignoranza musicale scioccante. I Led Zeppelin – nel 1971 la band sulla vetta del mondo – sono trattati con sussiego stomachevole. I giornalisti sanno scrivere la loro insipienza, dinanzi al termine "hard-rock", “parola nuova..!”, e non ce n’è uno che ne sappia il giusto. In conferenza stampa gli Zep devono secondo un po’ tutte le ottuse menti della nostra mejo cultura rientrare per forza in uno schema politico, o di destra o di sinistra (“giovanotti, siete americani?”) e a nulla serve Plant che spiega “non abbiano messaggi politici o morali né li vogliamo su di noi”.

led zeppelin vigorelli backstage

 

Ma niente, in Italia dei LZ si sa NIENTE, la stampa italiana chiama i LZ “i nuovi Beatles”, scrive che “fanno musica hippie” (gli Zepp??? Nel '71, quando il movimento hippie è morto e con tanto di pubblico funerale nel '67???) e va dato stramerito a Rossi di averla documentata e detta questa verità, e cioè che in Italia vigeva un protezionismo musicale in cui “brani stranieri erano opportunamente occultati e diffusi con anni di ritardo”, ed era fatto apposta per far ascoltare e far vendere SOLO la musica “dei nostri divi della canzonetta”.

 

led zeppelin vigorelli 1971

Si aveva “tutto l’interesse a non fare affermare ciò che girava all’estero”, tantomeno il rock, che passava pochissimo in radio, o non passava affatto! Ma quale rock, se neppure i Beatles erano tollerati (“stranieri che calano in Italia a mieter successi”), e se agli italiani erano già tanto se erano servite cover tradotte alla pummarola, e i Led Zeppelin, ma per favore, ma se nel '71 il loro primo album del '69 in Italia manco era uscito!? Nel '71 la musica italiana era “campanilistica, bella chiusa in una torre d’avorio, protetta e autoreferenziale”. Al massimo agli italiani “si dà in pasto il successo mondiale dell’anno prima, riciclato in italiano da un gruppo di casa”.

 

led zeppelin vigorelli backstage (2)

Ma quale liberazione sessuale (“in fondo eravamo sempre dei puritani”), ma quali Led Zeppelin! L’Italia nel 1971 è un buco di provincia dove valgono “le canzonette, in tv, del Cantagiro” ma più i cantanti che le gorgogliano. E infatti la gara cantagiresca conta fino a un certo punto, conta il trash, la sfilata dei cantanti in macchina per le vie dei paesi “idoli delle casalinghe”, contano gli album non musicali ma delle figurine coi cantanti, che devono esser tutti bravi figli core di mamma, e conta il gossip pettinato che si fa su di loro. Senti Gianni Morandi: “Io finivo sui giornali per cose che non riguardavano la musica: la famiglia, la moglie, i bambini. Era un mondo in cui non venivi valutato realmente come cantante”.

led zeppelin vigorelli 1971

 

Della maledetta serata coi Led Zeppelin sono passati alla storia gli insulti dirompenti contro le ugole italiane in cartellone a esibirsi prima dei LZ (“Provaci a cantare! – urla una ragazza a Milva facendo un gesto osceno, e altri la imitano”), e la lattina che centra in pieno Morandi e le zolle di terra che ricoprono i Vianella e Lucio Dalla e gli altri che su quel palco si rifiutano di salire: ed è per questo che i LZ iniziano a suonare un’ora prima, preceduti dai New Trolls col loro prog "accettato" da un pubblico che tutt’oggi ostenta a mo' di giustificazione delle violenze scatenate il fatto che hanno organizzato male, hanno fatto male a mettere “cantanti antidiluviani” insieme agli Zep. E qui, davvero basta, davvero fatela finita: chi (s)ragiona così quale logica crede di avallare? Ma chi sei tu, spettatore, per decidere chi in un dato spettacolo lasciar esibire?

 

led zeppelin vigorelli 1971

Quella la proposta: non ti sta bene? Tu sei libero di decidere se andarci o meno (e col biglietto pagato!) di sicuro non hai libertà di decidere tu quale cantante ha il diritto di cantare per le tue orecchie, quale brano, e quale testo, e quanti soldi ci deve guadagnare, e come li deve spendere!!! Perché pure questo leggo nel libro, che pure questo eravate nel '71 e non eravate pochi, o vi devo ricordare le infamie che avete messo su contro De André, e contro un De Gregori in lacrime??? Com’è che dite? Che erano altri tempi? Allora che non vi capiti mai questo libro tra le mani: vi potreste rispecchiare in viltà. E mi stavo dimenticando il fatto che abbiamo dato ai Led Zeppelin 6 milioni di lire (di allora!) di risarcimento danni.

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