linguaggio del corpo dittatori putin hitler stalin bin laden

QUELLO CHE PUTIN NON DICE A PAROLE, LO DICE CON IL CORPO - LA POSTURA E LE SMORFIE DI "MAD VLAD" SONO LE STESSE DEI DITTATORI DEL PASSATO - L'ESPERTO DI LINGUAGGIO DEL CORPO FRANCESCO DI FANT: "LE MANI POGGIATE SULLA SCRIVANIA, POTREBBE ESSERE UN GESTO DI 'ANCORAGGIO' PER TENERSI SALDI IN UNA SITUAZIONE DI DISAGIO. PUNTARE L'INDICE È UN GESTO AGGRESSIVO CHE MIMA IL GESTO DI MINACCIA CON UN OGGETTO IN MANO. POI C'È QUEL POLLICE DESTRO CHE TAMBURELLA SUL BORDO DEL TAVOLO, CHE SIGNIFICA…"

putin discorso alla nazione

Nino Materi per “il Giornale”

 

È il linguaggio del non detto. Messaggi non verbali lanciati dal corpo. In termini scientifici si chiama «cinesica» (dal greco kinesis, movimento). Gesti (involontari), che «parlano» di più, e meglio, delle parole stesse. Ma se in un discorso radiofonico o in un testo scritto si può bluffare giocando col punto segreto dell'ipocrisia, in un proclama televisivo la fisicità fuori controllo dell'oratore può smascherare le sue vere intenzioni.

 

LINGUAGGIO DEL CORPO DI PUTIN

Un processo di disvelamento temutissimo dai dittatori, soprattutto quando si trovano in situazioni particolarmente drammatiche per il proprio Paese. E cosa c'è di più tragico della decisione di scendere in guerra? Che poi la guerra venga edulcorata lessicalmente con la formula di «operazione speciale», è solo un artificio retorico a misura di propaganda. Ieri Putin, dopo lo storico annuncio del 24 febbraio, quando ha spiegato in tv la scelta di «denazificare» l'Ucraina a colpi di bombe, è tornato davanti alle telecamere mettendo nel mirino i «traditori» e «l'Occidente che vuole distruggerci».

 

BIN LADEN CON L INDICE ALZATO

In mezzo ai due video, quasi tre settimane di morte e distruzione; ma una cosa è rimasta uguale: la postura e le «smorfie» (evidenti, nonostante gli sforzi di «Zar Vladimir» per tenerli a freno) che urlano al mondo il retropensiero putiniano. Molto si è detto in questi giorni su una, presunta, malattia da parte del presidente russo: voci rilanciate da quelle ormai celebri immagini in cui Putin appare ad una esagerata distanza di sicurezza dai suoi interlocutori politici posti all'altro capo di un tavolo bianco lungo quanto un'autostrada.

 

E anche qui ci sarebbe da tirare in ballo un termine difficile: «prossemica», ossia la scienza che studia lo spazio o le distanze come fatto comunicativo e psicologico che l'uomo interpone tra sé e gli altri. «Osservando i video in cui Putin, dall'inizio della guerra in Ucraina, si rivolge ai russi - spiega sul suo sito Francesco Di Fant, esperto di comunicazione e linguaggio del corpo - si nota come rimanga con le mani quasi sempre poggiate sulla scrivania, questo gesto, che potrebbe essere definito di "ancoraggio" per tenersi saldi in una situazione di disagio.

 

PUTIN CON L INDICE ALZATO

L'unico gesto che gli "sfugge" è l'indice puntato mentre avverte minacciosamente gli avversari. Puntare l'indice è un gesto aggressivo che mima il gesto di minaccia con un oggetto in mano, come un bastone». Una caratteristica questa del dito puntato - che accomuna trasversalmente nella storia quasi tutti i despoti alla vigilia o nel pieno di un conflitto bellico: da Bin Laden ad Assad, da Stalin a Tito, da Ceausescu a Mussolini, ma l'elenco potrebbe essere lunghissimo.

 

BIN LADEN CON L INDICE ALZATO

L'attualità ci riporta a Putin. «A livello del viso - aggiunge Di Fant - è possibile vedere l'emozione del disgusto (bocca con labbra che spingono verso l'alto e naso arricciato) e della rabbia (sopracciglia abbassate, palpebre semichiuse con occhi a "fessura", sguardo fisso dal basso verso l'alto)».

 

Poi c'è quel pollice destro che tamburella spasmodicamente sul bordo del tavolo e quello spingersi col bacino fino al bordo estremo della poltrona, come se si trovasse sull'immaginaria linea di confine di un precipizio. E nulla lascia sperare che non venga compiuto anche l'ultimo passo per il volo nella definitiva distruzione. Come dimostra la frase terribile pronunciata ieri dal portavoce di Putin, Dmitry Peskov: «Purificheremo la società russa».

HITLER CON L INDICE ALZATOPUTIN CON LE MANI SUL TAVOLOASSAD CON L INDICE ALZATOSTALIN CON L INDICE ALZATO

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO