putin e la minaccia nucleare 5

"LA BASE NATO DI AVIANO È FRA I TARGET DI PUTIN" - NIKOLAI SOKOV DEL CENTRO PER IL DISARMAMENTO E PER LA NON-PROLIFERAZIONE DI VIENNA, PARLANDO DELLA MINACCIA DI UNA GUERRA NUCLEARE, DICE CHE ANCHE L'ITALIA SAREBBE A RISCHIO DI ESSERE COLPITA - "I PRIMISSIMI A ESSERE COLPITI DA UN ATTACCO DI DE-ESCALATION SAREBBERO PROPRIO LE BASI AEREE USA E NATO" - COSA FARE NEL CASO DEL LANCIO DI UNA BOMBA ATOMICA SUL NOSTRO TERRITORIO? UN SIMULATORE ONLINE SPIEGA GLI EFFETTI EVENTUALI DI UNA GUERRA NUCLEARE…

1.PUTIN HA UN'ATOMICA PER L'ITALIA

DISASTRO NUCLEARE

Francesco Specchia per “Libero quotidiano”

 

La chiamano - contro intuitivamente- "de-escalation", in realtà è la strada che porta dritta all'Apocalisse. Si tratta della dottrina militare che, dal 2000, nelle segrete carte di Putin, consiste in una sorta di "guerra nucleare preventiva". Il concetto è semplice: prima ti bombardo -così, perché mi va- con missili nucleari a lungo raggio; poi, semmai, quando sei raso al suolo, ne discutiamo. Questa, la teoria, è l'aspetto meno preoccupante della guerra d'Ucraina. Quello più terrificante sta nella la de-escaltion putiniana davvero alle porte; e nel fatto che uno dei primi bersagli della Russia messa alle strette sarà la nostra base militare di Aviano.

 

PUTIN RISCHIO BOMBA ATOMICA

A prospettare questi scenari da brividi è Nikolai N. Sokov, ora membro di spicco del Centro per il Disarmamento e per la Non-Proliferazione di Vienna, e prima ancora dirigente presso il Ministero degli Esteri dell'Unione Sovietica e poi della Russia. Sokov è uno scienziato-burocrate con spiccato senso del realismo, oltre che uno dei maggiori esperti di proliferazione nucleare del mondo. Ha visto nascere e crescere Putin e possiede una memoria storica che si estende all'epoca dell'Urss.

 

L'INTERVISTA SOCIAL

DISASTRO NUCLEARE

«Inoltre Sokov fu negoziatore russo per i trattati Start I e Start II per il contenimento degli arsenali atomici. Ed è autore di testi accademici sulla proliferazione nucleare e commentatore presso prestigiosi organi scientifici come il Bulletin of the Atomic Scientists», spiega Paolo Barnard, il giornalista e documentarista che ha intervistato in esclusiva dall'Austria lo stesso Sokov, riproponendone le previsioni nell'incontro - organizzato dall'editore Lorenzo Fazio- di dopodomani sul profilo Facebook di Scuola Capitale Sociale.

ATOMICA

 

Nel lungo scambio d'opinione dei due all'ombra dei documenti forniti ai vertici militari moscoviti, la de-escalation emerge come la peggior iattura. Sempre dopo la Nato, intesa come «minaccia esistenziale», dai tempi del Kosovo- anno 1988- quando la Nato stessa attaccò un'area d'influenza russa senza passare per una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu (laddove Mosca avrebbe potuto esercitare il diritto di veto, e non potè).

 

la russia pronta alla guerra

«Quello fu uno shock per il Cremlino, significava che la Nato poteva attaccare ovunque a piacimento, quindi non più un'alleanza difensiva ma offensiva. Inoltre, sempre dal Kosovo, venne la realizzazione dell'immensa superiorità degli Stati Uniti nelle armi convenzionali a lungo raggio. Di fatto, Mosca si rese conto che in un conflitto con l'occidente sarebbe stata sconfitta prima ancora di scontrarsi sul campo» afferma Sokov «infine la questione ucraina: era chiaro al Cremlino che poco dopo l'ormai certa adesione di Kiev alla Nato quelle avanzatissime testate convenzionali a lungo raggio dell'occidente sarebbero apparse sul suolo ucraino, a minacciarla».

 

missile sulla piazza rossa

Da qui - spiega Barnard lo scambio reciproco di piazzamenti di missili nucleari iperveloci (4 minuti dall'Ucraina a Mosca, 7 da Mosca alla Germania) sui reciproci confini; e l'idea tutta putiniana dell'«attacco preventivo nucleare, mirato e sottoscritto». Attacco concepito «per costringere l'avversario più potente a fermare le sue operazioni con armi convenzionali contro la Russia, pena l'olocausto nucleare». Il tutto si basa su un concetto: nell'asimmetria delle forze e di chi ha più da perdere, vince il più debole e chi si sta giocando il tutto per tutto. Come la Russia nel caso ucraino. «Mosca può agire per fare desistere l'avversario dalla sua interferenza nei conflitti in cui Mosca è coinvolta» continua Sokov.

AVIANO BASE AEREA

 

Il quale Sokov, sollecitato su quali siano- definiti su carta- gli obiettivi militari russi di questa follia afferma, appunto: «Basi militari. Sì, Aviano è fra i target, perché i primissimi a essere colpiti da un attacco di de-escalation sarebbero proprio le basi aeree Usa e Nato. Oltre ad Aviano, la lista ne prevede due in Polonia, quelle tedesche e soprattutto le britanniche. Ma nelle simulazioni fatte fino al 2013 c'erano anche basi in territorio americano. Nella de-escalation non stiamo parlando del lancio di armi nucleari tattiche russe a raggio intermedio, ma di quelle a lungo raggio».

AVIANO BASE AEREA

 

TEMPESTA PERFETTA

Per Sokov siamo dunque in piena tempesta perfetta. Anche perché la «totale irrazionalità» delle decisioni di un Putin sempre più avvolto dalla sindrome di Pietro il Grande, può portare lo zar a premere il bottone dei missili, soltanto all'idea che Biden possa pensare ad imporre un cambio di regime, in stile Libia.

 

putin e la minaccia nucleare 7

«Il presidente Usa ha fatto un errore drammatico a definire Putin "criminale di guerra"; ha reso qualsiasi futuro contatto fra loro impossibile», afferma Sokov. Pure sese l'intervista è stata realizzata prima dell'eccidio di Bucha e della possibile condanna internazionale di Putin prproprio per crimini di guerra. Altra sottovalutazione, per Sokov, starebbe nella costante e incontrollabile tendenza delle nazioni al riarmo («a colpi di missili di precisione a lungo e medio raggio, che sono la componente più distruttiva in assoluto fra le armi convenzionali»), laddove solo la Russia, pwer paradosso, ha posto limitazioni osteggiata dagli States.

 

putin e la minaccia nucleare 5

Sokov scuote il capo anche per l'errore, marchiano, di aver colpito con le sanzioni non tanto i siloviki -ossia gli ex uomini dei Servizi, il vero midollo di Putin- quanto gli oligarchi. «Un vero e proprio regalo a Putin. La gente comune detesta gli oligarchi, ma anche Putin non li gradisce, poiché essi di norma portano immense quantità di capitale fuori dalla Russia per investirle in occidente», continua lo scienziato. «Ora la confisca di parte delle loro ricchezze in Europa e negli Stati Uniti costringerà gli oligarchi a tornare a investire in Russia con la coda fra le gambe, a inchinarsi davanti al presidente». La chiamano de-escalation. Se non fosse tragedia saprebbe di farsa...

putin e la minaccia nucleare 4

 

 

2.GUERRA NUCLEARE IN ITALIA: QUALI EFFETTI AVREBBE LA BOMBA NUCLEARE?

Da www.latoiziagiornale.it

Guerra nucleare in Italia: il conflitto in Ucraina rende sempre più reale il pericolo dell’utilizzo di armi nucleari tra le super potenze mondiali. Addirittura, è stata ideata e sviluppata un’applicazione che simula gli effetti di un attacco nucleare in qualsiasi zona selezionata.

SIMULATORE DI UN DISASTRO ATOMICO IN ITALIA

 

GUERRA NUCLEARE IN ITALIA: GLI EFFETTI IN ITALIA

Con lo scoppio del conflitto armato in Ucraina scaturito a seguito dell’invasione russa del Paese, lo spettro della guerra nucleare incombe in maniera sempre più insistente sul mondo. Per quanto riguarda l’Italia, nel caso in cui il conflitto in Ucraina dovesse portare a una guerra nucleare e la Penisola dovesse essere coinvolta in essa insieme gli altri Paesi NATO, verrebbe proclamato lo stato di guerra e attivato l’art 87 della Costituzione sui poteri del Presidente della Repubblica.

putin e la minaccia nucleare 3

 

Dunque, nel caso di una guerra nucleare tra la Russia e la NATO, anche l’Italia verrebbe coinvolta con conseguenze terribili per l’intera penisola. Ecco perché è in corso il rafforzamento delle difese militari del Paese. Sono state autorizzate e attivate, infatti, le strutture della Difesa Civile.

putin e la minaccia nucleare 8

 

IL SIMULATORE ONLINE

La tecnologia e il web mettono a disposizione l’opportunità di conoscere gli effetti eventuali di una guerra nucleare in qualsiasi parte del mondo. Esiste l’applicazione gratuita Nukemap, un simulatore online in grado di calcolare gli effetti della detonazione di diversi tipi di testate atomiche in qualunque punto della terra. (È possibile provarlo qui: https://nuclearsecrecy.com/nukemap/ ).

putin e la minaccia nucleare 9

 

Il simulatore Nukemap è un progetto nato nel 2012 dallo storico dell’esperto di armi nucleari Alex Wellerstein dello Stevens Institute of Technology. L’applicazione consente di selezionare diversi tipi di armi nucleari: da quelle utilizzate a Hiroshima, fino alle armi attualmente presenti nell’arsenale statunitense, russo o nordcoreano.

 

putin e la minaccia nucleare 6

Una volta “detonata” il simulatore mostra il raggio interessato nell’area entro la quale tutto viene vaporizzato per il calore sprigionato, dall’onda termica e quello dell’onda d’urto. È possibile vedere anche le zone contaminate con gli effetti e le conseguenze nel breve e lungo termine. Addirittura si possono prevedere anche l’eventuale numero di vittime e feriti nel territorio selezionato ed individuato.

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...