mariano bizzarri covid

"BASTA CON IL TERRORISMO DEI BOLLETTINI E DELL’INDICE RT. LA COMUNICAZIONE QUOTIDIANA SUL COVID GENERA ANSIA” – IL PROFESSORE DELLA SAPIENZA MARIANO BIZZARRI: "NO AL TERRORISMO SULLA VARIANTE INDIANA. UNA PANDEMIA SI AFFRONTA PENSANDO ALLA PREVENZIONE E ALLA CURA. E PER FARLO, SERVONO I SOLDI. LI ABBIAMO TROVATI PER I MONOPATTINI E NON PER LA RICERCA. QUALCUNO DOVREBBE SPIEGARE PERCHÉ”

I VACCINI NON BASTANO, SERVONO CURA E PREVENZIONE.

Alessandro Rico per “La Verità

mariano bizzarri

 

Il professor Mariano Bizzarri dirige il laboratorio di biologia dei sistemi nel dipartimento di medicina sperimentale della Sapienza ed è segretario della Società mondiale di patologia clinica. Insieme a un team di esperti dell'ateneo romano, ha pubblicato su Nature Scientific Report uno studio statistico sul Covid-19.

 

Alcuni paventano che le riaperture inneschino la quarta ondata.

«Quelli che lo affermano sono gli stessi che, un anno fa, paventavano 150.000 persone in terapia intensiva nel mese di giugno».

 

Come andranno le cose?

«Nessuno può prevederlo. Si possono elaborare dei modelli basasti su "serie ricorrenti"».

 

Che vuol dire?

«Posso prevedere, sulla base dei precedenti, che quest' estate sarà calda. Ma non ho analoghe serie ricorrenti relative al Covid. Il problema è un altro. Qui non bisogna "pre-occuparsi". Bisogna occuparsi».

 

Occuparsi di che?

«Nella possibilità che si presenti un'altra ondata, bisogna fare quello che non s' è fatto fino ad oggi».

 

Cosa?

covid

«Aumentare il numero dei posti letto, di medici e personale sanitario con competenze specifiche. Costruire linee guida adeguate per le terapie domiciliari».

 

La variante indiana deve farci paura?

«Demistifichiamo il tema. Dall'inizio dell'epidemia, di varianti ce ne sono state migliaia. Molte sono neutre, alcune sono migliorative, altre peggiorative».

 

E quindi?

«Le varianti tendono complessivamente ad assicurare al virus maggiori possibilità di adattarsi al corpo umano. Quindi, una variante più letale, poiché uccide gli ospiti-vettori, è evolutivamente svantaggiosa e non tenderà a prevalere».

mariano bizzarri

 

La variante indiana com' è?

«Non ha un indice di letalità superiore alle altre, ma sembra più contagiosa. Delle varianti si sta facendo un uso terroristico».

 

Perché lei contesta i bollettini dei positivi?

«La comunicazione quotidiana, che non avviene in altre nazioni, non è utile e genera ansia».

 

E allora?

«La finestra temporale di osservazione di un fenomeno dipende dal ciclo del fenomeno stesso. E un andamento epidemiologico in cui lo stato infettivo si ritiene estinto, se non ci sono complicanze, dopo 7-8 giorni, andrebbe valutato settimanalmente».

La cabina di regia fa monitoraggi settimanali.

«Giustamente. Allora perché ci bombardano tutti i giorni con i dati?».

 

È sbagliato preoccuparsi in assoluto del numero di positivi?

«Certo. Qui c'è una confusione semantica: si è confuso il numero di persone positive con il numero di persone realmente infettanti».

 

Un positivo non è necessariamente infettante?

«No. Anzitutto, qualunque test può dare risultati errati».

PUNTURA ANTI COVID

 

Ad esempio?

«Falsi positivi e negativi. Altri errori possono essere ascritti alla procedura di raccolta del campione. Nel caso dei test nasali, l'operatore sanitario può aver paura di infastidire il paziente, infilandogli il bastoncino fino alla base del naso.

 

Su questi temi, la Società mondiale di patologia ha proposto un articolo, attualmente in revisione, in cui si suggeriscono alternative per migliorare la capacità diagnostica».

 

Vada avanti.

«Il test molecolare può essere falsato a causa del crossover con altri coronavirus o per la presenza di frammenti di Rna che vengono eliminati dall'ospite in assenza di virus replicante».

Covid Scuola

 

Allude ai cicli di amplificazione dei tamponi?

«Esatto. Il test non individua il virus, bensì i frammenti dell'Rna. Ma se il test li rileva, questo non significa che il positivo sia infettante. Al di sopra di 33 cicli di amplificazione, è stato visto che solo in pochi casi i soggetti testati albergano virus vitali. Dunque, non possono trasmetterli».

 

Dei positivi che verranno conteggiati oggi, quanti non sono realmente infettivi?

«Diciamo dal 70 al 90%».

 

Addirittura?

Vaccino Covid

«Fonte: diversi studi scientifici, citati addirittura dal New York Times, di certo non un giornale "negazionista", in un articolo dal titolo eloquente: "Il tuo test per il coronavirus è positivo? Forse, non dovrebbe esserlo".

 

Il riferimento era a una ricerca condotta in quattro Stati americani, secondo cui il 90% dei positivi è risultato virus free».

 

Non sarà stato un caso?

«Le ricordo un altro "caso": i 35 positivi della Scala rilevati a marzo scorso. Test ripetuto, si scopre che 34 su 35, il 97%, erano falsi positivi. Ma intanto il "focolaio" era finito su tutti i giornali.

 

Questo, tra l'altro, spiega perché nella stragrande maggioranza dei casi i positivi non presentino sintomi».

 

In che senso?

«La diagnosi va fatta in presenza di tosse, febbre e possibilmente evidenze radiologiche. Il tampone non basta. E per lo screening, l'esame utile è il test sierologico, che verifica la presenza degli anticorpi».

Varianti Covid

 

E per quale motivo lei critica anche l'utilizzo dell'indice Rt?

«L'indice Rt è criticato da tutta la comunità scientifica. Nature ha scritto che si tratta di una "mostruosità". Lo si usa perché è semplice e comodo, ma non ha valore predittivo, inquadra una situazione in modo statico. Su Nature abbiamo proposto un altro indice».

 

Che misura cosa?

«Il rapporto tra le variazioni differenziali "in uscita", cioè il numero di guariti, e "in entrata", cioè il numero degli infetti. È un indice dinamico che valuta la velocità con cui procede l'epidemia».

 

Cosa cambia?

covid

«All'inizio dell'epidemia, ci saranno tanti infetti e pochi guariti; alla fine, ci saranno tanti guariti e pochi infetti. Ebbene, quando le due curve, che procedono come una forbice, si incrociano, significa che l'epidemia è in fase calante».

 

Ora come siamo messi?

«Siamo nella fase calante. E questo metodo ci consente anche di individuare subito un'eventuale nuova ondata: quando il numero dei nuovi infetti inizia a superare quello dei guariti. Ma abbiamo tirato fuori anche un altro indice, che misura la gravità dell'epidemia».

 

In che consiste?

«Nel rapporto tra i ricoveri in terapia intensiva e i decessi. Con questo parametro, si sana anche l'apparente discrepanza tra Regioni».

 

Cioè?

covid in india

«Nel corso della prima fase, sembrava che in Lombardia si fosse scatenato l'inferno e nel Sud non stesse succedendo niente».

 

Invece?

«Se si mettono a confronto le curve dei ricoveri in terapia intensiva, si vede che queste hanno lo stesso andamento in tutte le Regioni. Il nostro modello, comunque, fa sorgere un altro quesito».

 

Quale?

«Perché, su 100 decessi, mediamente il 50% viene registrato in ospedale, mentre gli altri avvengono a casa?».

 

Perché?

«Evidentemente, queste persone erano già allettate a casa: anziani gravati da tante altre patologie, morti dopo aver contratto il Covid mentre già stavano comunque morendo a causa delle altre malattie».

 

Il Covid uccide indipendentemente dalle altre patologie, no?

«C'è un modo semplice per capire come sta impattando il Covid sulla mortalità: confrontiamo i tassi di mortalità con quelli dello stesso periodo, prima della pandemia».

 

COVID PARTY

Per scoprire cosa?

«Che - dati Istat - da dicembre 2020 a oggi, non c'è nessun aumento di mortalità rispetto al periodo precedente. Questo significa che stiamo conteggiando tra i morti di Covid persone che sarebbero morte comunque».

 

Davvero?

«Purtroppo, in futuro, la mortalità potrebbe tornare a salire, dato che a causa delle restrizioni di accesso al sistema sanitario per i non Covid, molti malati sono curati e seguiti in modo inadeguato. Per non parlare delle malattie da stress che stanno emergendo».

 

Tiriamo le somme.

«L'attendibilità e precisione dei dati di cui disponiamo è lungi dall'essere soddisfacente. E questa incertezza costituisce la base delle decisioni politiche».

 

coronavirus india 8

Che suggerimenti darebbe?

«Primo: adottare un atteggiamento meno assertivo e una comunicazione non esasperata. È inopportuno il termine "lockdown". Se lo chiami quarantena, cambia tutto. Perché la quarantena serve a impedire che il virus circoli, ma dopo un certo periodo, le chiusure prolungate hanno scarsa efficacia».

 

Niente più lockdown?

«Sul fatto che servano o meno, non c'è alcuna prova scientifica definitiva. Gli studi condotti sono in disaccordo. Certo, le discussioni sarebbe meglio non farle in tv».

 

Ecco.

«Si rischia di scadere nella spettacolarizzazione. E di generare confusione e smarrimento».

 

Che altri consigli avrebbe?

covid fake news

«Abbiamo un'esperienza maturata da 30.000 medici del territorio che hanno curato i malati. Spessissimo, con successo, se la malattia viene trattata nelle fasi iniziali. Come ha detto Alberto Zangrillo, questa malattia si combatte solo ridando dignità e scopo ai medici di base, che oggi sono ridotti a burocrati».

 

E poi?

«Vanno coinvolti i rettori dei maggiori atenei perché forniscano una selezione dei migliori competenti: non solo virologi, ma epidemiologi, intensivisti, specialisti in malattie infettive».

 

A che scopo?

«Costruire una convention nazionale che elabori una strategia complessiva. Piuttosto che affidarsi a una fondazione privata, i modelli epidemiologici dovrebbero essere messi a punto dagli epidemiologi delle università».

 

Altro?

covid bufale

«Occorre investire sulla ricerca. Finora, soldi per studiare il Covid - a parte i vaccini - non si sono visti. Ma i vaccini da soli non bastano. Una pandemia si affronta pensando alla prevenzione, alla profilassi e alla cura. E per farlo, servono i soldi. Li abbiamo trovati per i monopattini e non per la ricerca. Qualcuno dovrebbe spiegare perché».

 

Ultima considerazione.

«Basta col terrorismo. Dobbiamo dare un messaggio calibrato, ma rassicurante. L'epidemia non si combatte deprimendo la gente».

covid

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)