lauro azzolini

IL "COLD CASE" DEL TERRORISMO ROSSO – DOPO 48 ANNI È SCONTRO SULL’EX BR LAURO AZZOLINI INDAGATO PER LA SPARATORIA DEL ’75 ALLA CASCINA SPIOTTA (DOVE LE BRIGATE ROSSE TENEVANO IN OSTAGGIO L’INDUSTRIALE VALLARINO GANCIA) IN CUI MORIRONO IL CARABINIERE GIOVANNI D’ALFONSO E L’ASPIRANTE GUERRIGLIERA MARGHERITA CAGOL – LA VECCHIA SENTENZA DI PROSCIOGLIMENTO DI AZZOLINI NON SI TROVA PIÙ: “E’ SCOMPARSA PER UN’ALLUVIONE” - OSTACOLO INSUPERABILE PER LA DIFESA DELL'EX BRIGATISTA CHE...

LAURO AZZOLINI

Estratto dell'articolo di Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

Il cold case del terrorismo italiano riaperto dopo quasi mezzo secolo rischia di rimanere senza soluzione per via di una sentenza scomparsa. Probabilmente persa a causa di un’alluvione.

 

Ostacolo insuperabile per la difesa e invece ininfluente per l’accusa, che chiede di autorizzare nuove indagini su ciò che avvenne il 5 giugno 1975 alla cascina Spiotta, sulle colline in provincia di Alessandria, dove le Brigate rosse tenevano in ostaggio l’industriale Vallarino Gancia; lì furono sorprese da una pattuglia dei carabinieri, ne nacque un conflitto a fuoco in cui morirono l’appuntato Giovanni D’Alfonso e l’aspirante guerrigliera Margherita Cagol, che con il marito Renato Curcio e pochi altri aveva fondato l’organizzazione armata già responsabile di omicidi e rapimenti, e di lì a tre anni avrebbe sequestrato e ucciso — il 9 maggio 1978 — il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro.

 

LAURO AZZOLINI

Nella sparatoria della Spiotta furono gravemente feriti il tenente Umberto Rocca e il maresciallo Rosario Cattafi, mentre l’appuntato Pietro Barberis restò illeso. Un altro brigatista riuscì a fuggire, e la sua identità è rimasta sempre sconosciuta. Ci furono un paio di sospettati prosciolti, poi nessuno se ne occupò più sul piano giudiziario. Nei libri di storia sono comparse solo ipotesi che non hanno mai trovato conferma finché adesso, a 48 anni dai fatti, la Procura di Torino ritiene di aver individuato il terrorista misterioso in Lauro Azzolini, già componente del comitato esecutivo delle Br, arrestato a ottobre del ’78, condannato per il caso Moro e altri delitti, dissociato e tornato libero a pena scontata, che a ottobre compirà ottant’anni.

 

Sulla base di 11 sue impronte digitali individuate dai carabinieri del Ris sul «memoriale» (completo di disegni per illustrare i luoghi e la dinamica) relativo ai fatti della Spiotta che il brigatista superstite redasse all’epoca e consegnato a Curcio, Azzolini è stato iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio, ma c’è un problema: è uno dei brigatisti già inquisiti e prosciolti con una sentenza emessa dal giudice istruttore il 3 novembre 1987. Ora i pubblici ministeri Diana de Martino (della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo), Emilio Gatti e Ciro Santoriello (della Procura di Torino) hanno chiesto di revocarla sulla base degli elementi raccolti con le nuove tecniche investigative, solo che non si trova.

IL CADAVERE DI MARA CAGOL DOPO IL BLITZ PER IL RAPIMENTO GANCIA 1975

 

Tutte le ricerche effettuate nel tribunale di Alessandria hanno dato «esito negativo».

Come ha scritto lo scorso anno il funzionario addetto alla cancelleria, non si è riusciti a «individuare quanto richiesto attesa la risalenza temporale dei fatti nonché le condizioni dell’archivio del tribunale, a suo tempo danneggiato da eventi alluvionali».

 

I carabinieri del Ros, spediti a cercare la sentenza scomparsa, sono risaliti a un’unica traccia nel «registro fascicoli processuali», dove sono annotati gli spostamenti del procedimento numero 433/77. Lì è scritto che, su richiesta conforme del pm, Azzolini fu prosciolto «per non aver commesso il fatto» a fine ’87, assieme a un altro ex brigatista nel frattempo deceduto. Ma la sentenza non c’è, né tra le carte messe in salvo dall’alluvione del 1994, né tra quelle trovate ammuffite in un altro deposito

lauro azzolini

 

(...)

foto di mara cagol

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...