maradona mario giordano

"CONFONDERE MARADONA E DIO RESTA UNA BESTEMMIA" - MARIO GIORDANO E FRANCESCO MERLO UNITI CONTRO IL DIO DEL PALLONE: "SPERO CHE IL DIO IN CUI CREDO SIA DIVERSO DA MARADONA. E CHE NON SI FACCIA DI COCAINA, NON SIA ALCOLIZZATO E NON SI DIVERTA AD ANDARE A PUTTANE" - MERLO: "L'ARTE MAGICA DEL GOL NON REDIME LA VITA MASCALZONA DI TASSE NON PAGATE, DROGA E CAMORRISMI CHE DEL GOL MAI SONO IL PRESUPPOSTO. UN RE LAZZARONE OGNI CENT'ANNI NON VALE CENT'ANNI DI POVERI LAZZARONI"

francesco merlo foto di bacco

CUCÙ

Francesco Merlo per "la Repubblica"

 

Non si può beatificare la Napoletanitá di Maradona e battersi contro la maledizione del Sud plebeo. Il genio di Napoli non è il pittoresco sottoproletario che piace agli stranieri benevolmente razzisti: pizza, malavita e fantasia. L' arte magica del gol non redime la vita mascalzona di tasse non pagate, droga e camorrismi che del gol mai sono il presupposto. Un Re Lazzarone ogni cent' anni non vale cent' anni di poveri lazzaroni.

 

 

Mario Giordano per "la Verità"

 

mario giordano

Dio? Proprio Dio? Davvero? Non Dio del pallone (che è già tanto). Non Dio del calcio.

Non Dio degli stadi. No, proprio Dio. L'Eterno. L'Onnipotente. Il Creatore. Ma vi sembra normale leggere nell' articolessa principale di Repubblica, nuovo vangelo di papa Bergoglio, che «Maradona non era un santo» (troppo poco) «ma era un dio» (tout court)?

 

Vi sembra normale girare pagina e trovare Roberto Saviano che, diventando all'improvviso clemente con i peccati di camorra, sostiene che Diego era «veramente Dio» e, perciò, ora che è morto «ci accorgiamo che Dio era mortale»? Vi sembra normale che persino il presidente francese Emmanuel Macron, dimenticando all' improvviso la sbandierata laicité, dichiari: «C'era un re Pelé, ora c'è un Dio, Diego»? Vi sembra normale che il titolo del Corriere del Mezzogiorno sia «D10s è morto»? E quello del Domani: «Maradona, un Dio a Napoli»?

 

DIEGO ARMANDO MARADONA

A me no. Non sembra normale. Scusatemi, questa volta sono proprio fuori dal coro, ma continuo a pensare che sarebbe meglio non nominare il nome di Dio invano.

Lo dicono i comandamenti, che sono opera della mano del Supremo più di un gol all' Inghilterra, fino a prova contraria. Per altro oserei sperare che il Dio in cui credo sia leggermente diverso da Maradona.

 

de napoli ferrara maradona renica

E che per lo meno, con rispetto parlando, non si faccia di cocaina, non sia alcolizzato (al massimo un po' di vin santo durante la messa) e non si diverta ad andare a puttane. Vi sembra una terribile offesa a Napoli e alla sua voglia di riscatto se dico che Maradona è stato un fuoriclasse, un campione, il più grande di tutti, magari anche un simbolo se volete, ma che confondere lui e il Padreterno è e resta una bestemmia? Quel giocatore ha regalato sogni. Ha saputo farsi amare. Ma ha faticato a essere un uomo onesto. Figurarsi se può essere Dio.

 

maradona diego jr

Eppure tutto vale nello tsunami di retorica che ci ha travolti dal momento in cui è stata annunciata la morte del campione argentino. Abbiamo scoperto che Maradona, oltre naturalmente a essere Dio, era anche alternativamente Picasso, Caravaggio, Picasso e Caravaggio insieme, Mozart, Beethoven, Che Guevara, Jorge Luis Borges, Simon Bolivar, Evita Peron, napoleonico e kennediano (insieme), Mohammed Alì, il Neo di Matrix, l' elettricista di Eraldo Pecci e un taumaturgo. Uno e trino, onnipresente, onnisciente.

 

MARADONA FRATELLI GIULIANO

Ogni cosa la faceva da padreterno qual era, fosse anche solo cucinare la pasta, come raccontano i compagni di squadra che rispuntano fuori come funghi. Tutti amicissimi. Tutti intimi. E tutti emozionati. Santo Maradona. E santi pure i suoi spaghetti. Che già nel momento di essere cucinati non erano cibo. Erano immediatamente reliquia.

E in campo? Beh, lo sanno tutti: Maradona era una specie di Don Bosco in braghette corte, san Domenico Savio in versione mezzala. Non sudava: traspirava incenso. Non parlava: salmodiava.

 

DIEGO ARMANDO MARADONA AD ACERRA

«Non ha mai offeso un avversario», assicura per dire Ciro Ferrara. «Mai un' intemperanza, mai un fallo di reazione», certifica Gigi Garanzini. Dimenticando forse alcuni episodi memorabili, come quello del 5 maggio 1984 quando colui che non ha mai offeso un avversario mandò un avversario all' ospedale tirandogli un calcione nello stomaco a gioco fermo. Gli spezzò alcune costole e scatenò una rissa da far west in cui si distinse per come menava fendenti. Però, ecco, erano fendenti che non offendevano. Quasi carezze. Una benedizione impartita da un aspirante dio a un aspirante protomartire. E quando urlò «figli di p.» a quelli che lo fischiavano durante la finale dei mondiali in Italia? Non erano insulti, ovvio. Perché lui non ha mai offeso nessuno. Mai. Era una liturgia che noi, poveretti, non avevamo ancora capito.

diego armando maradona con la madre dalma e il padre diego senior

 

Del resto chi è che può comprendere Dio? Lui «negli anni Ottanta era già nel futuro» (La Stampa). E perciò con lui «si chiude finalmente il Novecento». Capito? Ha oltrepassato la soglia del tempo e ha allungato il secolo breve fino a oggi, in barba al calendario. È stato contemporaneamente passato, presente e futuro. Ovviamente eterno. Lui, infatti, non era un uomo. E non era nemmeno un calciatore. Era, direttamente, il calcio. Niente meno. E adesso infatti, con la sua morte, «è finito il calcio»., come titolano in tanti. Le prossime partite? Non esistono.

 

Ronaldo e Messi? Probabilmente fanno i ballerini. Il calcio è finito, stop. L' unico sport che rimane è il salto triplo dell' iperbole. Il tuffo sincronizzato nella retorica.

diego armando maradona in yacht nel 1986

E guai a voi se provate a dire che Maradona è «il più grande». Gente come Maurizio de Giovanni (Corriere del Mezzogiorno) s' indigna: «Se dite così lasciate pensare che esista un metro di paragone. Lui non era il più grande. Lui era in una categoria a parte. Che gli altri si disputino pure la miseria di una graduatoria umana e terrestre». Lui non era né umano né terrestre. Lui era semplicemente Dio. Dal Te Deum al Te Diegum, osanna nell' alto dei dribbling.

 

In effetti di Maradona si ricordano innumerevoli miracoli: quando moltiplicava gli stipendi dei giocatori, per esempio, o quando appariva contemporaneamente in più campetti di periferia a rotolarsi nel fango con i bambini, o quando spiegava a Wojtyla come si deve fare il Papa o quando frequentava i camorristi per fare festini a base di cocaina. Tutti eventi stupefacenti, si capisce.

diego armando maradona e la moglie claudia il giorno del matrimonio al luna park stadium

 

Soprattutto l' ultimo, che però nelle agiografie a reti unificate viene minimizzato. Del resto uno che sa essere insieme napoleonico e kennediano, Che Guevara e Picasso, Mozart e Simon Bolivar, uno soprattutto che sa aggiustare il televisore di Eraldo Pecci, chi se ne importa se poi è tossicodipendente in combutta con i peggio criminali della città?

 

diego armando maradona e la moglie claudia a l'avana nel 2000

Infatti per onorarlo degnamente a Napoli hanno pensato bene di violare tutte le regole del coprifuoco, calpestando distanziamenti e zona rossa. Nessuno, però, si è indignato. Ovvio: la Messa di Natale si può sacrificare, la Messa di Diego no. Anche San Paolo appare ormai un nome indegno per lo stadio: verrà cambiato in San Maradona.

«È stato un fuoriclasse», ha scritto Luciano Moggi. Ma non un fuoriclasse sul campo. Non un fuoriclasse del pallone. Non un fuoriclasse per la sua capacità di interpretare la voglia di riscatto di una città e di un popolo. No. «È stato un fuoriclasse come uomo». In effetti, come non averci pensato prima? In fondo tutti noi sogniamo che i nostri figli prendano a modello fuoriclasse così.

diego armando maradona in uruguay nel 1999diego armando maradona con claudia villafane a una festa diego armando maradona e la fidanzata rocio oliva con salt baediego armando maradona colin farrell diego armando maradona con le figlie giannina e dalma a cannes nel 2008diego armando maradona a 20 anni nella sua casa di buenos aires 1980diego armando maradona a ballando con le stelle

Ultimi Dagoreport

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...