iginio massari cossiga berlusconi

"COSSIGA MANDAVA OGNI SETTIMANA UN ONOREVOLE BRESCIANO A PRENDERE IL SUO DOLCE PREFERITO" - LE MEMORIE DEL PASTICCIERE 82ENNE IGINIO MASSARI: "AL MIO MATRIMONIO NON CI FU TORTA DI NOZZE, ME NE DIMENTICAI" - IL DOLCE TROPPO GRANDE PER IL MATRIMONIO DI UNA PRINCIPESSA INDU': "MI SVEGLIARONO NEL CUORE DELLA NOTTE, GLI DISSI, 'DOVETE TAGLIARLA IN CORRIDOIO' - FECI LA TORTA PER LE NOZZE DI MARINA BERLUSCONI. ALLA VIGILIA DEL MATRIMONIO MI CHIAMARONO DA ARCORE PER SCRIVERE I NOMI DEGLI SPOSI'. DISSI CHE..."

Estratto dell'articolo di Roberta Scorranese per il “Corriere della Sera”

 

iginio massari 5

Iginio Massari, nella sua autobiografia «Giorni, mesi, anni di una vita intensa», si scopre che lei ha fatto anche il pugile.

«E di buon livello. Ma sono stato tante cose, prima che il fornaio Limoni, che stava sotto casa di mia nonna a Brescia, mi indicasse la strada».

 

[…] Poi la prima pasticceria a Brescia, il successo, gli altri laboratori dolciari in tutta Italia, i caffè. Di certo, tra la lotta libera e le paste, ha scelto le paste.

«Ma sa che ancora oggi, a 82 anni, mi alzo tutti i giorni alle 2.30 del mattino?»

 

E che cosa fa?

«Vado in laboratorio, lavoro. Metto le mani in pasta se necessario, controllo i lieviti. Facciamo 500 tipologie di dolci».

 

Nel 1975 lei ha fatto una storica rivisitazione del panettone, aggiungendo il cioccolato.

«Sfido la tradizione. Per esempio, nel 2017, feci sorridere i maritozzi: il maritozzo con la panna che lei vede oggi in tutta Italia ha quel taglio “a sorriso” che gli demmo noi Massari a Roma».

 

francesco cossiga

La torta nuziale più memorabile?

«Quella fatta per le nozze di una principessa indù. Aveva sposato un bresciano, organizzarono i festeggiamenti in un grande castello nei dintorni. Mi feci dare le misure della porta d’ingresso della cucina, e quelle erano giuste. Peccato che sbagliarono quelle della porta che conduceva al salone della festa. Se ne accorsero all’ultimo. Panico. Gli dissi: la mia torta non si tocca, se volete tagliarla lo farete in corridoio».

 

E come andò a finire?

«Mi svegliarono nel cuore della notte. La principessa si era rifiutata di tagliare una “torta così bella”, parole sue, e mi supplicarono di portare qualche cosa, qualunque cosa avesse zucchero. Saccheggiai la pasticceria di Brescia: brioche, panettoni, cioccolatini, caramelle. Mangiarono il dolce alle tre del mattino».

maurizio vanadia e marina berlusconi prima del film ennio doris a roma

 

Lei fece la torta anche per le nozze di Marina Berlusconi.

«Sì e anche qui tutto andò bene fino a quando, alla vigilia del matrimonio, ricevetti una telefonata. “Maestro”, mi dissero, “la vogliono ad Arcore, deve scrivere i nomi degli sposi con la glassa”. Ma non può farlo il loro cuoco? obiettai. Niente da fare, volevano me. Mi mandarono a prendere, andai lì solo per quello».

 

Maestro, adesso però ci deve raccontare com’era la sua torta di nozze, quando si è sposato con Maria Damiani, detta Marì, ormai più di cinquant’anni fa.

«Ecco, questo è il problema. Non ci fu torta di nozze perché me ne dimenticai».

 

Ma come?

«La sa la storia del calzolaio che gira sempre con le scarpe rotte? Andò così: non eravamo ricchi, ma giovani e innamorati. Io lavoravo da un po’, avevamo tanti sogni. Forse troppi: nel rinfresco che organizzammo a casa di Marì, dopo la cerimonia, mi scordai della torta. Per fortuna alcuni amici avevano pensato di portare una millefoglie».

iginio massari 4

 

Altri affezionati delle sue dolcezze?

«Francesco Cossiga mandava ogni settimana un onorevole bresciano a prendere il suo dolce preferito, la torta di nonna Rachele». […]

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