forum dei popoli liberi russi

"IL CROLLO DELLA RUSSIA È INEVITABILE E LA FEDERAZIONE NON PUÒ RESTARE NELLA SUA FORMA ATTUALE" - I RAPPRESENTANTI DELLE REPUBBLICHE AUTONOME O LE MINORANZE ETNICHE DELLA FEDERAZIONE RUSSA SI INCONTRANO A PRAGA PER IMMAGINARE UNO SPAZIO "POST RUSSO" - ALL'EVENTO SI SONO PRESENTATI ALCUNI VECCHI NEMICI DI PUTIN, DISSIDENTI RUSSI E OPPOSITORI BIELORUSSI, LITUANI E UCRAINI - ALL'INCONTRO È STATA ANCHE PRESENTATA UNA MAPPA CHE ILLUSTRA UN'IPOTETICA DIVISIONE DEL PAESE NEL FUTURO…

Anna Zafesova per “la Stampa”

 

forum dei popoli liberi russi

Tatarstan, Ingria. Calmucchia, Baltia, Bashkortostan, Karelia, Erzyan Mastor, Circassia, Komi, Daghestan, Urali, Kuban, Udmurzia, Terre Nere, Don, Repubblica Moscovita, Pomorie, Chuvashia, Smalandia. Confederazione Caucasica, Volga: alcuni di questi toponimi esistono, come repubbliche autonome della Federazione Russa, altri sono oggi semplici definizioni geografiche oppure sono tutte da inventare.

ruslan gabbasov 2

 

 La "decostruzione" della Russia, come la chiamano i partecipanti al Forum dei popoli liberi, inizia da una mappa che sembra un videogame sulla costruzione di civiltà virtuali, ma chi si è dato appuntamento a Praga per parlare di uno spazio "post-russo" dice che è soltanto una traccia da discutere. L'importante è l'obiettivo, che l'attivista bashkiro Ruslan Gabbasov formula con inedita chiarezza: «Il crollo dell'impero è inevitabile, la Russia non può restare nella sua forma attuale».

akhmet zakaev

 

L'incubo di Vladimir Putin, convinto di aver evitato la fine alla Russia, comincia a diventare realtà. A Praga si sono presentati suoi vecchi nemici, dall'ex premier ceceno Akhmet Zakaev, ultimo sopravvissuto della prima leva degli indipendentisti di Grozny, esule a Londra, ai dissidenti russi storici come Ilya Ponomaryov, a oppositori bielorussi, politici lituani e deputati ucraini, venuti ad aiutare gli emissari di varie regioni russe a formulare una piattaforma politica.

 

oleksiy danilov

Kiev segue il processo da vicino, e lo ispira: il segretario del Consiglio di sicurezza ucraino Oleksiy Danilov ha promesso che la guerra porterà la «decolonizzazione» e la Russia dovrà restituire la libertà ai popoli «ai quali era stata tolta anche la loro storia». E mentre Golia vacilla, tanti Davide in quello che il presidente francese Emmanuel Macron ha appena definito «uno degli ultimi imperi coloniali» cominciano a sognare l'impossibile.

 

pavel mezerin

A vedere la mappa, sembra in effetti fantapolitica: perfino molte delle 26 repubbliche e distretti autonomi etnici sono in realtà a maggioranza russa, e l'80% della popolazione si riconosce nella nazione dominante, in territori russi. Ma nel progetto del Forum dei popoli liberi figurano sia minoranze etniche che realtà regionali: Pavel Mezerin, coordinatore della Libera Ingria (cioè la regione di Pietroburgo) sostiene che «i russi della Kuban, della Siberia e dell'Estremo Oriente sono russi completamente diversi, con aspirazioni politiche ed economiche indifferenti».

 

forum dei popoli liberi russi 6

 E così anche territori storici come Pskov e Smolensk cominciano a pensare a secedere, talvolta costruendo idendità improbabili come la "Smalandia", fondata da presunti antenati svedesi.La guerra per ricostruire l'impero ha riacceso la miccia della sua disintegrazione. Il Cremlino ha mandato in Ucraina le minoranze etniche: un buriato ha 275 volte più probabilità di morire sul fronte di un moscovita, per i tyvini questo rapporto sale a 350 a uno, con i risarcimenti ai caduti che sono invece un terzo di quelli nella capitale.

 

aleksandra garmazhapova

Il risultato è che i buriati sono diventati da nazione più uccisa sui campi ucraini a nazione in testa alla classifica delle defezioni dalle caserme. Aleksandra Garmazhapova della fondazione Buriazia Libera, che assiste i soldati in fuga, dice che molti ragazzi dicono di «non voler andare a morire per imporre quel "mondo russo" dove non ci affittano case e non ci fanno entrare nei locali».

 

forum dei popoli liberi russi 3

Il melting pot sovietico ha lasciato il posto a un razzismo quasi ufficiale, e Putin ha iscritto il popolo russo nella Costituzione come "statoformante", stabilendo una gerarchia suprematista in un Paese che conta 193 etnie, che non vogliono più accontentarsi di un posto nel museo del folclore e qualche quota universitaria. Gillian Tett del Financial Times scrive che tra gli esponenti delle minoranze «il discorso si sta radicalizzando», e invece di riconoscersi nella grande Russia che ha "portato la civiltà" molti denunciano il "colonialismo e imperialismo, la discriminazione etnica e razziale».

forum dei popoli liberi russi 2

 

Possono sembrare fenomeni marginali, ma chi ha visto il collasso dell'Unione Sovietica sa con quale rapidità identità nazionali che sembravano ormai sciolte nella russificazione hanno ripreso vita in pochi mesi.

 

Del resto, Boris Eltsin nel 1991 salì al potere - distruggendo nel processo l'Urss - all'urlo di «prendete tutta la sovranità che riuscite a digerire», rivolto alle autonomie. Uno slogan che portò a due guerre in Cecenia e a un lungo braccio di ferro con il Tatarstan, e divenne l'incubo di Putin, che oggi ha proibito ai capi delle autonomie della Federazione perfino di chiamarsi "presidenti".

 

forum dei popoli liberi russi 1

Un'umiliazione che si poteva subire, in cambio di privilegi fiscali o concessioni al clan locale, ma che nel momento in cui il Cremlino comincia a vacillare può accelerare una fuga centrifuga. In fondo, anche l'Urss collassò quando le nomenclature comuniste locali decisero-- come il primo presidente ucraino Leonid Kravchuk, ex segretario all'ideologia del partito comunista - di cavalcare la tigre dei movimenti nazionali, preferendo governare un Paese nuovo invece che finire sotto le macerie di quello vecchio.

 

forum dei popoli liberi russi 4

La stessa scommessa torna ora a minacciare la solidità della Federazione, con una posta in gioco non indifferente: buona parte delle immense ricchezze nel sottosuolo russo si trovano proprio nei territori autoctoni di yakuzi, nenzy e khakasi. Nomi che sembrano usciti dal Trono di spade, ma non sono soltanto «invenzioni della politica nazionale leninista», come li bolla Putin, sono popoli veri, con un passato di sottomissione e resistenza, e una voglia di emergere nel mondo globale alimentata da una rabbia cui nessuno ha badato.

 

forum dei popoli liberi russi 5

 Come quella degli ingusci, ai quali Putin ha tolto territori per fare un regalo al leader ceceno Kadyrov, o i karely, i cui nonni erano stati annessi da Stalin dopo la guerra contro la Finlandia, o la Novgorod anseatica, o il Caucaso ottomano. Le linee di frattura della Storia sono spesso più longeve di quanto sembra, e rivendicando "diritti di proprietà" che affondano nei secoli il putinismo potrebbe scoprire di star tirando pietre in una casa di vetro.

ilya ponomaryov ruslan gabbasov 1

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…