funivia stresa mottarone

"IL GIORNO DOPO LO SCHIANTO DOVEVANO SISTEMARE I FRENI” - NEL 2021 ERANO GIA’ STATI RICHIESTI 3 INTERVENTI PER LA MANUTENZIONE DEL SISTEMA FRENANTE DELLA FUNIVIA DI STRESA: IL PRIMO A FABBRAIO, LA SECONDA CIRCA 20 GIORNI DOPO E LA TERZA A MAGGIO - LA FOTO PUBBLICATA DA IERI DA "LA STAMPA" CHE MOSTRA LA FUNIVIA PIENA DI PERSONE E CON I FRENI BLOCCATI DAI FORCHETTONI ROSSI SARÀ ACQUISITA AGLI ATTI DAI CARABINIERI E ENTRERÀ A FARE PARTE DELL'INCHIESTA...

Ivan Fossati Niccolò Zancan per “la Stampa”

LA FUNIVIA STRESA MOTTARONE PIENA CON I FRENI DISATTIVATI

 

La foto pubblicata ieri dalla Stampa, quella che mostra la cabina numero 4 della funivia piena di persone e con i freni bloccati dai forchettoni rossi, sarà acquisita agli atti dai carabinieri e entrerà a fare parte dell' inchiesta sulla tragedia del Mottarone.

 

Nessuno aveva segnalato anomalie o guasti su quella vettura. Era domenica 9 maggio: tutti i passeggeri, inconsapevolmente, viaggiavano in condizioni di pericolo. Ma ecco quello che non si capisce: perché anche la cabina numero 4 girava senza freni d' emergenza?

 

GABRIELE TADINI

I problemi descritti dal capo servizio Gabriele Tadini sono tutti sulla cabina numero 3. Faceva rumori strani, perdeva olio e il sistema idraulico mandava in avaria l' impianto. Il gestore della funivia, Luigi Nerini, pagava un canone di 128 mila euro annui alla Leitner per le manutenzioni. 

 

A occuparsene doveva essere il responsabile d' esercizio Enrico Perocchio, il quale, a sua volta, faceva intervenire le ditte ritenute più idonee per la riparazione. Nel caso specifico del sistema frenante: erano stati chiamati i tecnici della Rvs di Torino, specializzati in impianti a fune.

enrico perocchio.

Nel 2021 erano già stati richiesti due interventi, anzi tre.

 

«La prima chiamata per mettere a posto il sistema frenante risale al 5 febbraio» dice l' avvocato Marcello Perillo, che difende il capo servizio Tadini.

 

«Dopo venti giorni circa, ecco una seconda chiamata per lo stesso problema, ma la manutenzione interviene solo il 30 aprile, come emerge dai documenti. Quanto alla terza richiesta di intervento, sempre per quel problema al sistema frenante, è stata avanzata a Perocchio la prima settimana di maggio. Ma non è così chiaro se l' intervento fosse in programma. Di sicuro fino al 23 maggio, quindi fino al giorno del disastro, l' intervento non era stato fatto».

 

FUNIVIA DEL MOTTARONE

Insomma: due tentativi di riparazione, il secondo in ritardo. Più un terzo intervento richiesto, ma non ancora eseguito: secondo alcune voci, era in programma il giorno successivo allo schianto costato la vita a 14 persone.

 

Ma se le anomalie erano sempre sulla cabina numero 3, se Tadini ha ammesso di aver fatto viaggiare quella vettura con i forchettoni inseriti per una decina di volte, allora cosa significa quella fotografia pubblicata dalla Stampa? Perché girava senza freni anche la cabina numero 4?

INCIDENTE FUNIVIA STRESA MOTTARONE

 

Alcuni fatti certi, adesso, si possono mettere in fila. Gli interventi di riparazione, il primo e il secondo, non erano stati risolutivi. Tadini continuava a segnalare lo stesso guasto.

 

Ma intanto l' impianto, fermo nei mesi invernali per la pandemia, aveva ricominciato a girare. Girava rabberciato, girava senza freni d' emergenza, girava in attesa di una nuova riparazione. È in questo contesto che, domenica 23 maggio alle 12.02, come immortalato da due videocamere piazzata in alto sul tetto della stazione d' arrivo, la fune traente si spezza, il contraccolpo spedisce indietro la cabina numero 3. Che raggiunge i 100 chilometri all' ora, prima di staccarsi dall' impianto lanciata verso l' alto e precipitare nel bosco. Quattordici morti. Un bambino di cinque anni, Eitan Moshe Biran, unico sopravvissuto.

i forchettoni alla funivia del mottarone nel 2014 il video della tv tedesca zdf 1enrico perocchio i forchettoni alla funivia del mottarone nel 2014 il video della tv tedesca zdf 2luigi nerini 1FUNIVIA STRESA MOTTARONEFUNIVIA DEL MOTTARONE - LA BARA DEL PICCOLO TOMil forchettone dei freni di emergenza della funivia del mottarone funivia del mottarone strage funivia del mottarone 2FUNIVIA STRESA MOTTARONEfunivia del mottarone 3strage funivia del mottaroneluigi nerini FUNIVIA STRESA MOTTARONEgabriele tadini

 

LA FAMIGLIA DISTRUTTA SULLA FUNIVIAil forchettone dei freni di emergenza della funivia del mottarone FUNIVIA STRESA MOTTARONE

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…