alberto genovese

"NON SONO UNA ESCORT, NON HO MAI ESTORTO DENARO A NESSUNO" - LA 18ENNE CHE HA DENUNCIATO ALBERTO GENOVESE PER STUPRO REAGISCE AL TENTATIVO DI SCREDITARLA MESSO IN CAMPO DAGLI AMICI DELL'IMPRENDITORE - LO STESSO GENOVESE HA RACCONTATO AI PM CHE DOPO UN PRIMO RAPPORTO SESSUALE CONSENZIENTE, LA RAGAZZA GLI AVREBBE PROPOSTO: "DAMMI 3.000 EURO E PUOI FARE QUELLO CHE VUOI" - MA A INCHIODARE L'IMPRENDITORE CI SONO LE IMMAGINI RACCOLTE DALLE DICIANNOVE TELECAMERE DI VIDEOSORVEGLIANZA. E POI CI SONO LE TESTIMONIANZE DI DIECI RAGAZZE, TUTTE GIOVANISSIME, CON STORIE PIÙ O MENO SIMILI…

1 - LA RAGAZZA VITTIMA DI GENOVESE «COSÌ PROVANO A SCREDITARMI»

Giuseppe Guastella per il "Corriere della Sera"

 

alberto genovese

Più tenta di schivare notizie e immagini che possono ricacciarla indietro nel tempo e nello spazio, più Francesca ripiomba in quello che chiama «il mio incubo» in casa di Alberto Genovese. È l'effetto ridondante della Rete che amplifica ogni cosa, come le «accuse» di essere una escort che si è inventata tutto perché vuole i milioni del mago delle startup, dimenticando che ci sono ore e ore di video delle 19 telecamere installate nell'appartamento che, secondo l'accusa, certificano didascalicamente la brutalità della violenza che ha subito e che hanno portato il 43enne a San Vittore.

 

«Ho la sensazione di dovermi continuamente difendere. Potrebbe essere un'occasione valida per affrontare il tema della violenza sessuale, invece c' è chi si scaglia contro di me» dice, scossa, la modella diciottenne. Come per molti ragazzi, anche per Francesca (il nome è di fantasia) è impossibile stare lontana da internet, dai social network.

 

alberto genovese

Da quando la sera dell'11 ottobre è riuscita a fuggire seminuda dalla splendida magione di Genovese a due passi dal Duomo di Milano, ha fermato una Volante dalla polizia e ha immediatamente denunciato di essere stata violentata, la psicologa che la sta aiutando a gestire il trauma le consiglia di stare lontana da tutto ciò che possa ricondurla alle ore in cui è stata preda di Genovese che l'aveva drogata e la usava come «una bambola di pezza», ha scritto il gip Tommaso Perna.

 

Lei dice di provarci, ma ogni volta che in tv o in Rete qualcuno aggiunge qualcosa di inedito al suo «incubo», immediatamente c'è un amico o un' amica che le gira tutto, senza rendersi conto di versare sale sulle ferite ancora troppo fresche. Le hanno detto, ad esempio, che a Non è l'Arena di Massimo Giletti su La7 Daniele Leali, l'amico e organizzatore delle feste di Genovese indagato per spaccio di droga, ha raccontato che c'è un testimone che dice che quando aveva 17 anni lei si prostituiva con facoltosi imprenditori estorcendo, in un caso, denaro e usando una carta di credito.

alberto genovese

 

«Non è giusto che tutti parlino di me raccontando cose false, gettando m... È molto pericoloso», dice nello studio milanese del suo legale, l'avvocato Luigi Liguori. «Non sono mai stata una escort. Non ho mai estorto denaro a nessuno. Se ho avuto le carte di credito è perché avevo il consenso della persona. Di questa vicenda ho già detto tutto alla Polizia». Gli uomini della Mobile di Milano, guidati da Marco Calì, hanno già approfondito questa storia sulla quale, però, i legali di Genovese avrebbero raccolto materiale e testimonianze facendo indagini difensive.

 

alberto genovese

In tv si è presentata anche una giovane donna, Giulia Napolitano, la quale, mentre Giletti l'ammoniva ad assumersi la responsabilità di quello che stava dicendo, ha raccontato di aver incontrato nell'estate 2018 Francesca, che allora aveva quindi 16 anni, che «si spacciava per maggiorenne» in una festa in Sardegna, alla fine della quale la stessa Francesca si sarebbe «appartata» con un uomo. La modella 18enne ha un sorriso sarcastico: «Non la conosco, non so chi sia. Quell'estate sono stata con i miei genitori in Croazia. Ho decine di foto. In Sardegna sono andata la prima volta l'anno scorso con due amici, c'era anche la mamma di uno di loro».

 

L'avvocato Liguori ha querelato tutti per diffamazione. E poi c'è Genovese il quale, nell' inchiesta dei pm Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini, coordinata dall' aggiunto Letizia Mannella, ha messo a verbale che, dopo aver assunto cocaina insieme (come ha detto la stessa ragazza) e dopo un primo rapporto sessuale consenziente, Francesca gli avrebbe proposto: «Dammi 3.000 euro e puoi fare quello che vuoi».

 

alberto genovese

Genovese avrebbe accettato per fare sesso estremo. La ragazza replica: «Non avevo alcuna volontà di stare con lui. Io e l'amica con la quale ero andata alla festa a Terrazza sentimento volevamo andare via subito. Lui ci stava addosso insistente, ci dava fastidio.

Poi sono stata drogata da Genovese e mi sono trovata in camera da letto. Se avessi voluto soldi, non sarei andata via lasciando lì tutto, vestiti compresi, e non avrei fermato la Polizia per strada».

 

Per un attimo, Francesca sembra pentita: «Con tutto quello che sta venendo fuori, mi chiedo se quella sera non sarebbe stato meglio tornare a casa in silenzio ». Ma si riprende presto: «Io ho denunciato perché è quello che bisognava fare, anche per le altre donne che si trovano nella mia condizione».

 

alberto genovese

2 - "COCAINA, SESSO ESTREMO E VIOLENZE I MIEI TRE GIORNI IN BALIA DI GENOVESE "

Monica Serra per "la Stampa"

 

Tre giorni in balia di Alberto Maria Genovese. «Anestetizzata» dalla droga al punto da non capire. Da non riuscire a ricordare. A subire rapporti sessuali che, in un'escalation di abusi, si trasformavano in violenza. Tra le presunte vittime del «mago delle startup» c'è anche chi racconta questo. Almeno una delle giovanissime ospiti di "Terrazza sentimento", oltre alla ventitreenne che ha denunciato un presunto stupro subito nel corso di una vacanza a Ibiza, tutta a spese del 43enne.

 

Certo, le parole delle ragazze ascoltate dagli investigatori da sole non bastano. Ma, almeno per la giovane, che ha raccontato i tre giorni di follia nell'attico e superattico dell'imprenditore in carcere dal 6 novembre, dei riscontri sarebbero già stati trovati anche nelle immagini raccolte dalle diciannove telecamere di videosorveglianza. Una «prova documentale» importante per la procura. Che, però, va incrociata con le altre testimonianze, le foto custodite nei cellulari, le chat, le mail, la mole di materiale sequestrato.

alberto genovese

 

A oltre due mesi dall'inizio delle indagini, sono una decina in tutto gli episodi su cui si sono concentrati gli investigatori della Squadra Mobile, diretti da Marco Calì. Dieci ragazze, tutte giovanissime, con storie più o meno simili. Tutte finite nella camera padronale dell'imprenditore. Riprese dalla telecamera puntata sul suo letto. Che hanno preso parte a rapporti sessuali (qualche volta a tre, con la fidanzata del 43enne, Sarah B.) talmente violenti da far pensare a degli stupri. Stordite da alcol e droghe, consumati quasi senza sosta.

alberto genovese

Tutte sono state identificate e ascoltate dai pm Letizia Mannella, Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini. In questi casi non è sempre stato facile capire se lo stupro si è consumato. Perché magari il rapporto sessuale almeno all' inizio era consenziente, anche se poi nei video si sente più di una ragazza, legata e immobilizzata al letto, implorare il 43enne di smetterla. Di farla finita.

 

Proprio per questo gli investigatori hanno deciso di concentrarsi su cinque casi, oltre a quello della 18enne della notte dell'11 ottobre. Cinque ragazze che accusano l'imprenditore di aver «superato i limiti». Soprattutto quelli del loro consenso. E in questi casi le prove raccolte appaiono più «solide e circoscritte», incrociando i riscontri effettuati su chat, mail , video.

alberto genovese

 

E, mentre si indaga anche sui soldi di Genovese, il nastro digitale delle diciannove telecamere di Terrazza sentimento è stato riavvolto dagli inquirenti. Non un lavoro facile, partendo dai 250 mila file che il 43enne aveva provato a «piallare» poco prima di essere arrestato. Il tentativo non è bastato a eliminare le immagini che lo hanno incastrato. Ma si sono persi dati importanti relativi al giorno e all' ora in cui parte di quei filmati sono stati girati.

 

alberto genovese sarah borruso

Per non parlare delle testimonianze raccolte nell' entourage dell' imprenditore.

Proprio due giorni fa, per quattro ore, è stato sentito il pr che spesso procurava le ragazze per le feste di Genovese. Il target sempre uguale: giovanissime, bellissime, che bazzicano nel mondo delle discoteche e della moda. Tutte consumatrici di droga. Perché, da quel che è emerso, sembrerebbe che il padrone di casa si sentisse più a suo agio con chi davanti a un piatto di coca, ketamina, o 2cb, la «pregiatissima cocaina rosa», non si faceva problemi.

 

L'abuso di droghe finiva per stordire le vittime. Al punto da aiutarle « a rimuovere», almeno secondo la procura, «parte degli abusi subiti». Da renderle incapaci di ribellarsi. A un «ambiente», a un «sistema». Certe volte così giovani e attratte da un mondo fatto di sfarzo e divertimento, party esclusivi e chef stellati, vacanze su jet privati e suite di lusso, da restare «soggiogate» e intrappolate in un gioco più grande di loro.

sarah borruso alberto genovesealberto genoveseALBERTO GENOVESEALBERTO GENOVESE ALBERTO GENOVESE DANIELE LEALI alberto genovesealberto genovese

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…